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Vargas Llosa Mario - La zia Julia e lo scribacchino | Vi si narra la vicenda o meglio la carriera, di Pedro Camacho, fecondissimo produttore boliviano d'intrecci (lo chiamano anche Balzac creolo) che, chiuso in una mefitica stanzetta, sforna trame melodrammatiche e truculente per un programma di feuilleton di Radio Lima. Tutti attendono con impazienza le puntate della sua fantasia, ma improvvisamente le differenti trame di appendice prendono a confondersi tra loro. Camacho è impazzito e sarà degradato a galoppino d'una rivista di sicuro fallimento. D'altro lato, ecco invece la storia di Mario, giovane aspirante scrittore attratto da questa curiosa macchina dell'immaginario che ci racconta una sua complicata storia: s'innamora di una zia vedova e più matura che finirà per sposare.
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti. Media Voto: 3.95 / 5scarlet nabi (15-11-2011) Da un lato c'è il romanzo di formazione di un giovane aspirante scrittore, Marito / Varguitas, con lo sfondo urbano della Lima degli anni Cinquanta; dall'altro le mille trame dei fioriti romanzi radiofonici dello scribacchino Pedro Camacho. Realtà semi-autobiografica e finzione sembrano mescolarsi: l'amore contrastato per la zia Julia - boliviana ultratrentenne e divorziata - potrebbe essere parte di un melodramma. Il "sistematico genocidio di personaggi" nel finale somiglia alle notizie catastrofiche dei bollettini radio. L'atmosfera umida e tetra della città si duplica nelle trame inventate. Con un'accelerazione sempre più vertiginosa, i protagonisti delle vicende si confondono, diventando semplici archetipi che incarnano qualità generali. Il loro creatore si spinge sull'orlo della follia trasformandosi da personaggio a comparsa fallita, uno "spiritello" opaco e senza l'uso del linguaggio.
Uno dei libri fondamentali della letteratura ispanoamericana. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sundjata (09-09-2011) il protagonista è un giovanotto peruviano che vuole fare il giornalista. lavora alla radio per mantenersi e studia legge all università. poi nella sua famiglia allargata arriva dalla Bolivia una zia rimasta vedova. la zia ha 30 anni ma nonostante ciò io due si innamorano. cercano in tutti i modi di sposarsi ma la famiglia proprio non vuole. intanto un drammaturgo boliviano che odia gli argentini si intromette tra un capitolo e l'altro per raccontare i suoi radio drammi di tanto successo. più si avvicina la fine del libro e più questi radio drammi diventano confusi e catastrofici. poi tutto degenera, ma qualcosa si mette anche a posto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
andrea (23-07-2011) ho esordito con vargas llosa con le avventure della ragazza cattiva, che mi è piaciuto molto; invece la zia Julia mi ha profondamente deluso. Infatti ho trovato questo romanzo troppo denso di intrecci,- talvolta forse contraddittori - i cui rinvii rendono la trama eccessivamente frammentaria e faticosa da seguire, soprattutto in caso di lettura diluita nel tempo. Proverò ancora con altri suoi romanzi che sono certo mi daranno altre soddisfazioni, visto l'indubbio spessore letterario dell'autore Voto: 2 / 5 |  |  |  |
cincy (09-06-2011) Romanzo divertentissimo, in parte autobiografico. Memorabile la scena in cui si racconta di una rappresentazione teatrale in cui l'attore che interpreta Gesù cade dalla croce tra le risate degli spettatori. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gianluca Pusceddu topolinoamaranto@tiscali.it (17-01-2011) Un robusto affresco esaltante la cultura popolare (e popolana).
Ci sono 2 emittenti radiofoniche, entrambe di prioprietà dello stesso magnate ma concepite con differenti palinsensesti per contrapposte platee (oggi si parlerebbe di mission e target aziendali).
Nonostante ciò, i radioromanzi di Pedro Camacho, destinati al pubblico meno raffinato e meno esigente, finiscono con l'appassionare anche i borghesi istruiti.
E ciò perchè la distinzione fra cultura bassa e cultura alta appare nitida soltanto negli estremi del trash e dello snobbismo: è dolce naufragare nell'ampio mare dei più disparati autori, attori, cantanti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
GL (20-12-2010) E' un romanzo che parte bene ma poi in qualche modo perde brillantezza. Mi piace la figura di Pedro Camacho, una sorta di posseduto dall'invenzione letteraria e mi piacciono gli abbozzi di storie che produce, mentre è assai convenzionale il rapporto fra il protagonista ed alter ego di Vargas Llosa e la zia Julia. Non avendo mai letto nulla dello scrittore, mi aspettavo di più ed anche l'inizio prometteva bene. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
rain (03-11-2010) Credevo di avventurarmi in un racconto ironico e scorrevole, invece mi son trovata davanti a quei libri che si fanno leggere, son scritti bene, ma non ti lasciano assolutamente niente.
Antipatici alcuni personaggi, noioso il continuo saltellare tra racconti di Pedro Camacho e filo della storia di julia e Mario.
Non lo consiglio, mi ha molto delusa.
Rain Voto: 2 / 5 |  |  |  |
silvia (01-09-2009) consigliatomi da un amico entusiasta dei cui gusti letterari credevo di potermi fidare, mi ha lasciato con un palmo di naso.. inutile, noioso, monotono, non riuscivo ad andare avanti con la lettura Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Elisa rorosm@tin.it (26-01-2009) Divertentissimo! L'ho letto con il sorriso sulle labbra. All'inizio, diciamo i primi due capitoli, ho fatto fatica ad afferrarne il senso e credevo che mancassero pagine al libro... Poi ho capito quale fosse la formula di questo straordinario romanzo e l'ho letto tutto d'un fiato. Consigliatissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo F. (01-10-2008) Un Racconto allo stato puro: realtà e fantasia continuamente e mirabilmente intrecciate in un cocktail gustosissimo, dosato con l’impareggiabile stile di uno dei grandi dell’attuale letteratura. Originale e delizioso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sergio (16-05-2008) Mario Vargas Llosa è un narratore eccezionale, il romanzo va letto in pochi giorni altrimenti risulta slegato, fatto di tante storie che si intrecciano e si allacciano solo nelle ultime pagine. Non mi è piaciuto il finale, triste e sbrigativo, ma è questione di gusti.Comunque da leggere, scrittore superlativo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giusi67 (24-03-2008) Far sorridere con un romanzo è molto più difficile che far piangere: Vargas Llosa ci riesce appieno. Questo romanzo esilarante tiene desto nel lettore un sorrisetto perenne e lo coinvolge nel mirabolante e funambolico gioco di fantasia allestito dallo scrittore che si diverte a intrecciare i due piani del racconto: la storia reale del protagonista e le storie inventate dallo scriba boliviano Pedro Camacho. Il tutto a dimostrazione che si può fare letteratura divertendo ma senza per questo peccare di superficialità. Consiglio la lettura a chi vuol evadere per un pò dalla frustrante quotidianità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vella (07-03-2008) Un capolavoro, punto.
Storie nella storia che si deformano e confondono. Senza contare la poesia di certi personaggi, la loro irrimediabile umanità.
E poi i registri lirici che si alternano, la genialata degli errori di Camacho, che si rincorrono lasciando il lettore senza più appigli.
Mi direte... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ardid79 (08-07-2007) Un libro nel libro nel libro. Un caleidoscopio di storie, situazioni, narrazioni, senza fine e senza noia. Due i piani narrativi: le vicende del diciottenne Mario, aspirante scrittore e innamorato di nascosto della bella zia acquisita Julia (più grande e divorziata), e i romanzi radiofonici (un mix tra il feuilleton sudamericano e la telenovela più pura) trasmessi dalla radio dove lui lavora. le storie procedono parallele e non si intersecano mai, ma il tutto non ha un attimo di respiro; lo stile è perfetto, fresco, moderno e ironico, i personaggi indimenticabili. Un omaggio puro alle capacità di narrare, di affabulare, di creare trame. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Paolo moles.paolo@tiscali.it (08-05-2007) Il grandissimo Mario Vargas Llosa ha sempre sostenuto che scrittori si diventa, non si nasce; Questo testo lo smentisce alacremente, in modo travolgente, dirompente. Qui, il segreto del suo innato talento si avvinghia intimamente ad una soave cortina di gustosa teatralità dall’effetto spassosissimo e, nivee mani che accarezzano il velluto, si mostra nelle sfumature più eleganti, ci solletica l’anima e svolge la sua missione divina: sorprendere, sbalordire, con l’autentica ed innata capacità di scrivere, e qui Vargas scrive, altroché se scrive, racconta se stesso con ironia e con superba genialità dà prova di smisurata fantasia. E’ un libro che arricchisce e diverte, è grande letteratura. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emilia (30-03-2007) Il primo libro che ho letto di Vargas Llosa. Per varie circostanze, l'avevo messo in valigia e l’ho letto proprio a Lima, nel quartiere di Miraflores, dove è ambientato, quello della buona borghesia limegna, in questa città-incubo con i suoi 8 milioni di abitanti, le enormi distanze fisiche e le altrettanto enormi disuguaglianze sociali. Il libro è stato per me divertimento puro, infatti mi è venuta voglia di leggere altri libri di Vargas Llosa. Oggi mi sembra superata la fama di “uomo di destra” che lo accompagnava: si è candidato alla Presidenza del Perù contro Fujimori, e se avesse vinto lui sarebbe stata risparmiata al Perù l’esperienza di un governo corrotto e dittatoriale, che ha fatto 80 mila morti, soprattutto nelle popolazioni andine, col pretesto della lotta contro Sendero luminoso. In realtà, mi hanno spiegato degli amici peruviani, Vargas Llosa, che ormai vive per lo più in Europa, è contro il nazionalismo e a favore del mercato. Invece la sinistra in America Latina storicamente è stata nazionalista in politica e "dirigista" in economia: da ciò l'estraneità reciproca. Questo dal punto di vista politico. Da quello letterario, nulla quaestio: è un grande. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (25-02-2007) Posso solo definire questo libro come un omaggio al mestiere di scrivere.
Mario è un giovane studente di diciotto anni, che da “grande” vuole fare lo scrittore. Pedro è un uomo che scrive romanzi radiofonici che dedica anima e corpo alla sua arte.
I destini dei due si incrociano nella radio dove entrambi lavorano, a Lima in Perù e le avventure di Mario si mischiano con le puntate dei romanzi di Pedro, i capitoli si alternano con umorismo davvero fine e con uno stile pulito e nelle stesso tempo abbastanza ricercato quando si tratta dei dialoghi che Pedro mette nei suoi romanzi. Pedro è la passione fatta persona verso un mestiere, è l’abnegazione assoluta di un uomo per tutto quello che non è scrivere e creare, è lo scrittore puro. Mario è il giovane che ammira e guarda e che nel frattempo vive un’intensa storia d’amore con la zia Julia, più vecchia di lui e divorziata. La relazione è scandalosa e la numerosa famiglia dei due cercherà in ogni modo di stroncarla, assistiamo perciò a una divertente maratona per tutta la provincia in cerca di un sindaco disposto a sposarli senza soffermarsi troppo sull’età del giovane (metà degli anni ’50 circa, a diciotto anni si era ancora minorenni), e nello stesso tempo leggiamo i racconti radiofonici che si alternano ai capitoli della vita del giovane Mario, che diventano sempre più assurdi e complicati, al punto che Pedro mischia i nomi dei vari protagonisti e ingarbuglia le storie, impazzendo poco a poco.
La trama è sicuramente originale, l’ambientazione: Lima e la sua provincia è descritta con perizia ma con uno stile fresco che a volte non si riscontra negli scrittori sudamericani.
I dialoghi, anche quelli più “complicati” alla fine strappano un sorriso divertito e ammirato. Ho pure scoperto che il libro è autobiografico.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Vicky Vale (22-02-2007) Bellissimo, ironico, originale, divertente. Un tuffo negli aromi del Perù degli anni '50 con in più la sfrenata fantasia dei romanzi radiofonici di Pedro Camacho, figura letteraria tenera e irresistibile. E' il primo romazo di Vargas llosa che legggo, ma certo non sarà l'ultimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca (04-09-2006) Ironico e divertente, scritto - come sempre - in maniera superba, non un "tipico" Vargas Llosa ma comunque uno dei migliori. Da leggere tutto d'un fiato.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuliano Parlanti giu.parla@katamail.com (30-08-2006) Mario Vargas Llosa si diverte a scrivere libri "doppi" dove storie diverse si intrecciano in un unico filo narrativo. Lo fa con grande maestria. Il suo capolavoro in questo senso credo sia "I quaderni di Don Rigoberto" che mi è piaciuto moltissimo, anche più di questo (forse per per averlo poututo leggere in lingua originale). Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 21
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