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Wallace David F. - La scopa del sistema | Le avventure di Lenore, che si mette alla ricerca della bisnonna, antica studiosa di Wittgenstein, fuggita dalla sua casa di riposo insieme a venticinque tra coetanei e infermieri; del fratello LaVache, piccolo genio con una passione smodata per la marijuana; del pappagallo di famiglia, Vlad l'Impalatore, che recita sermoni cristiani su una Tv via cavo; di Norman Bombardini, re dell'ingegneria genetica, che si ingozza di cibo e sogna di ingurgitare il mondo intero; di Rick Vigorous, il capo e l'amante di Lenore, negazione vivente del suo stesso cognome. Una galleria di personaggi uno più esilarante e paradossale dell'altro, sullo sfondo di un'America impazzita, grottesca, più vera del vero. Scritto a ventiquattro anni nel 1987, questo è il romanzo che ha rivelato al mondo la nascita di un talento e di una figura di culto e - come sottolinea Stefano Bartezzaghi nell'introduzione - "è probabilmente per questo che la notizia del suo suicidio ha percosso i suoi lettori con la forza di uno staffilante dolore personale, diretto: cosa avesse in testa quell'uomo non era più una questione letteraria, era diventata una questione esistenziale senza vie di scampo. E in tanti ci si è chiesti quando sarà possibile tornare a leggere le sue opere senza pensarci, senza dare troppo peso ai presagi di cui ora sembrano pullulare".
16 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Pasquale blissett78@gmail.com (09-11-2011) Fenomenologia del racconto.
Personaggi davvero inverosimili conducono un'esistenza strampalata fino a quando scoprono la loro funzione nel sistema e abbandonano così le loro vite, narrate da un mirabile scrittore di nome D.F.Wallace.
Il romanzo parte dalla scomparsa della nonna di Lenore che con le sue Ricerche filosofiche Wittgensteiniane ha surriscaldato le linee telefoniche/fasci nervosi della città/sistema di Cleveland.Prosegue nella fuga nel D.I.O., le ricerche Blentneriane sulle membrane viventi dell'Io permeate dall'Altro, la focalizzazione della volontà individuale, la pantomima sui membri-della-famiglia Spaniard, estratti pineali da commercializzare e la partecipazione straordinaria in uno show televisivo di un uccello che annuncia la grande Rivelazione .
Un romanzo che al di là della bizzarria contiene un messaggio di salvezza per un'umanità confinata dalle parole in un guscio tri-dimensionale di dolore impotente e di desiderio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Leo (26-07-2011) Mah, forse mi aspettavo troppo...La trama sembra un pretesto per presentare personaggi strambi e nevrotici. Che sia uno scrittore postmoderno, dallo stile schizofrenico e a tratti geniale si intuisce. Ok che è un'opera di gioventù, ma se devo leggere 100 pag noiose per leggerne 5 geniali allora preferisco leggere qualcosa di altrettanto pazzo ma più scorrevole e costante (tipo Palahniuk per citare il primo che mi viene in mente). Abbandonato dopo 250pag per sopraggiunta noia (libri che ho abbandonato si contano su una mano). Forse proverò a leggere qualche racconto sperando che in questa forma ristretta riesca a condensare meglio la sua sostanza. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Linda (14-01-2011) Il mio libro preferito. Geniale, assolutamente originale, folle.
Lo consiglio a tutti quelli che hanno voglia di osare un po'.
E peccato che l'autore non ci sia più. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca Stringara (17-11-2010) Insomma, certo che scrive bene. Pirotecnico, originale, simpatico. Se Wallace fosse stato uno chef, probabilmente avrebbe creato ricette indigeste, mi immagino un risotto con centoventicinque ingredienti, cose così. Ma fortunatamente era uno scrittore, e sulla carta è più facile godere della fantasia altrui. Dovendomi ancora avventurare nelle successive opere di fiction wallaceiane, non so se in seguito a questo primo romanzo la sua arte sia stata affinata oppure lasciata così, un concentrato di bravura atomica con sbavature qua e là. Senz'altro alcune pecche ci sono, e la più importante riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Troppi, almeno tre o quattro, sono quelli che pensano parlano agiscono nello stesso modo. Come avesse trovato un buon sentiero da seguire nella definizione degli attori in gioco e avesse fatto un imbarazzante copia e incolla. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alberto bertexbo@yahoo.it (25-04-2010) Il genio di Wallace trasuda da ogni pagina; il suo modo di scrivere è diverso da tutto quello che si vede in giro.Entri in una storia che si espande in tante altre, a volte pervade anche un po' di noia ma finito il libro... quando troverai altro di simile? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
kz (18-12-2009) Un libro diverso,geniale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elio (07-11-2009) Certamente è un libro molto particolare e profondo,anche complicato a suo modo. I momenti divertenti non mancano ma comunque il mio voto è un 3 più orentato sul 4. Sembra che Wallace cerchi di essere unico in tutti i modi con uno stile sempre variegato differente. Alla fine però il libro ti lascia qualcosa. La potenza della parola e del racconto,quindi,trattate in maniera esplicita specialmente in un finale strano,che lascia l'amaro in bocca ma se ci pensiamo è giusto cosi. Lenore adesso creerà la propria vita senza che gi altri la creino per lei. Peccato che a tratti sembri un accozzaglia di troppi personaggi e troppa monotonia. Poteva anche durare 100 pagine in meno. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefano (29-09-2009) E' indubbio, Wallace era un genio. E ce ne danno prova i contenuti e lo stile di questo romanzo: profondo, cerebrale, filosofico, logico-matematico, ironico, a tratti comico. ok, lo scrittore è un genio e ha una vena creativa spropositata. ma perché farcelo pesare? il romanzo parte bene, ma un po' dopo la metà mi son ritrovato a supplicarne la fine. in alcuni paragrafi si rasenta l'illeggibilità, dovuta forse al troppo compiacimento dell'autore nei propri mezzi. ho un solo rammarico: essermi ostinato a voler arrivare fino in fondo (tra l'altro il finale è a dir poco imbarazzante, credo sufficiente di per sé per poter richiedere il rimborso all'editore).
ottime le divagazioni dei racconti paralleli, davvero geniali, esempio di come a volte le reclame siano più interessanti dello spettacolo principale.
in definitiva, libro sopravvalutato ed ennesimo successo editoriale causa suicidio dell'autore.
purtroppo per lui, Wallace era troppo geniale. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Stefano Mecca (27-09-2009) "La scopa del sistema" è un capolavoro. Una lettura divertente ed emozionante. I lettori dalla mente strutturata in caselle ed etichette potrebbero trovarlo difficile o anomalo, in realtà è la prova letteraria di un genio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (02-09-2009) Geniale. Leggetelo prima di Infinite Jest. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nicola Mosti (30-08-2009) Devo sicuramente riconoscere l'abilità tecnica di questo scrittore ed una indubbia vena creativa.
Tuttavia, per quanto alcuni fanatici possano considerarlo sacrilego, debbo pur aggiungere che "LA SCOPA DEL SISTEMA" è uno di quei libri in cui si nota uno spiacevole sforzo dell'autore: Wallace mostra infatti una inopportuna tensione verso quell'artificiosa originalità, ovvero verso l'agognata stupefazione del lettore, che egli suppone generata dalla "novità ad ogni costo". Ebbene, questa impropria tensione non conferisce alcun beneficio allo stile, né alla tenuta della storia.
Ed è l'autore stesso, di recente prematuramente scomparso, ad esprimere in forma neppure troppo velata questo timore, in alcune interviste rilascite poco prima del suicidio.
Se cercate qualcosa di innovativo ed al tempo stesso interessante e - perché no - piacevolmente leggibile, provate a rivolgere la vostra attenzione al FIGHT CLUB di Chuck Palahniuk (uno fra i migliori scrittori contemporanei) od - al limite - se proprio vi piacciono le stramberie insulse, a quel bislacco di Daniel Pennac. Saluti! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Vincenzo (27-03-2009) La scopa del sistema si deve leggere "attraverso lo specchio" perché solo in questo modo si riesce a capire o meglio ad arguire un significato che possa assomigliare a noi in qualsiasi forma. Se non si dispone di uno specchio o della lena giusta per attraversarlo meglio lasciar perdere perché sarebbe una lettura inutile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianni (25-03-2009) Libro bellissimo, da leggere. Fino ad ora il libro più bello letto da me era “2666” di Roberto Bolano. Ora che ho letto questo non saprei proprio scegliere. Ottima la scrittura, densa, impegnativa, ma magicamente scorrevole. Complimenti al, o alla, traduttore che ha fatto un lavoro notevole. Ho iniziato il libro Venerdì sera, ed ho imprecato arrivato alla Domenica sera perché non avrei più potuto dedicare tutto quel tempo alla lettura del libro. La storia è presto detta: Lenore, bisnipote della bisnonna Lenore, è in cerca della di lei bisnonna, sparita, assieme ad altre persone, dalla casa di riposo in cui viveva. La bisnonna lascia delle tracce di se, dei segnali che dovrebbero guidare la bisnipote nella sue ricerca. Ma il bello del romanzo non è tanto la trama in se quanto il modo in cui la storia si svolge, la ricca seri di folli personaggi che si muovono all’interno della storia. Ecco che allora abbiamo Mr Bombardini, pazzescamente grasso ma che continua a mangiare perchè vuole espandersi ed occupare tutto lo spazio a disposizione; il medico della casa di riposo, sempre con le mani nella sua barba, e che porta la sua bambola gonfiabile a bere aperitivi; LaVache, l’Anticristo, fratello di Lenore, con una gamba di legno con cui ha un particolare rapporto, geniale ma dedito al consumo sfrenato di droghe; Vlad l’Impalatore, l’uccello di Lenore, regalo del di lei compagno (?) Rick Vigorous; il dottor Jay, psicanalista sia di Lenore che di Rick Vigorous, fortemente attaccato al denaro, che indossa maschere antigas durante le sue sedute, ecc…… E la ricerca procede tra le ambientazioni più surreali: il DIO (Deserto Incommensurabile dell’Ohio), il tunnel telefonico, ecc…. Peccato che il libro finisca così presto, e, soprattutto, peccato che David Foster Wallace sia morto. Comunque è un libro che è difficile raccontare in poche parole. Il consiglio migliore che posso dare è LEGGETELO. Questa volta forse il voto 5 è troppo basso Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ALICE (23-02-2009) una sola parola...geniale............nei dialoghi, nelle location, nella descrizione dei personaggi favoloso il fratello Anticristo favoloso Vla dl'impalatore Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvia (02-02-2009) Decisamente anomalo e fuori dall'oridinario questo romanzo. La trama, i personaggi, la prosa e lo stile sono surreali. L'ho trovato difficle e alla fine, comunque, non mi ha lasciato molto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
libetta (26-11-2008)
Ancora una volta un decesso come spunto editoriale ed occasione di ulteriore rammarico per la perdita, la ristampa di quella che fu l'opera di puro genio di DFW, ai tempi scomparsa dopo la prima edizione Fandango Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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