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Hrabal Bohumil - Una solitudine troppo rumorosa |
A Praga, un uomo lavora da anni a una pressa trasformando carta da macero in parallelepipedi armoniosi e sigillati, vivi e morti a un tempo perché in ciascuno pulsa un libro che l'uomo vi ha imprigionato, aperto su una frase, un pensiero: sono frammenti di Erasmo e Lao-tze, di Hoelderlin e Kant, del Talmud, di Nietzsche. Professionista della distruzione di libri, l'uomo li crea incessantemente sotto forma diversa, e dal suo mondo infero promuove un suo speciale sistema di messaggi.
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Una solitudine troppo rumorosa
A Praga, un uomo lavora da anni a una pressa trasformando carta da macero in parallelepipedi armoniosi e sigillati, vivi e morti a un tempo perché in ciascuno pulsa un libro che l'uomo vi ha imprigionato, aperto su una frase, un pensiero: sono frammenti di Erasmo e Lao-tze, di Hoelderlin e Kant, del Talmud, di Nietzsche. Professionista della distruzione di libri, l'uomo li crea incessantemente sotto forma diversa, e dal suo mondo infero promuove un suo speciale sistema di messaggi.
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15 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Franz (29-09-2012) Un uomo guarda il cielo e vive sottoterra, pensa, beve, pressa carta sporca, libri e topi... e l'umanità è perduta! Vive degli sprazzi di bellezza che tappezzano i ricordi. Il futuro lo ingoierà senza darsene peso!
Cupo, straniato, alienante, dire che è bello è impossibile, non leggerlo lo è altrettanto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
lina (21-09-2012) decisamente sopravvalutato. la scrittura tipo "flusso di coscienza" strizza l'occhio al lettore, ma onestamente l'originalità del personaggio (quella sì, indiscutibile) meritava uno svolgimento migliore. un'occasione mancata. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
beppe beppecastagna@libero.it (02-04-2012) è una storia straordinaria.l'autore la usa come pretesto per raccontarsi,per interpretare la propria vita.Insegna,commuove e ispira. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ArthurB. (21-07-2011) Avvolte i libri che scegli quasi per caso risultano essere i migliori!
Preso sulle bancarelle a via Port'Alba (Napoli), sono rimasto stupefatto dalla grandezza dell'autore, che riesce a coniugare una prosa breve (il testo non raggiunge le 100pp.) ma ricca di concetti. La storia parla di un certo Hanta che lavora (in solitudine) in un deposito di carta destinata al macero anche se poi tanto in solitudine non sta grazie al rapporto creato con i libri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna (27-08-2009) Mah... Concordo con Andrea: capolavoro non direi. Certamente è kafkiano. Altrettanto certamente... non è Kafka!
Bellissima l'introduzione di Pressburger che vale tutto il libro. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Anna (01-04-2009) Uno struggente e disperato omaggio al Sapere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Didi (23-02-2009) meraviglioso! sublime non ci sono parole!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sarrasani sandrieris@libero.it (28-09-2008) Ah, fenomenale! Non so se sia il suo capolavoro, ma questo autore è un classico del '900, non solo ceco. E fra un po' si vedrà se poi Kafka debba essere considerato su un piano superiore....per quanto mi riguarda, mi esalto a leggere Hrabal, spesso mi annoio con Kafka. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio Scarnati fabioscarnati@yahoo.it (29-05-2008) Concordo riga per riga, parola per parola con quanto scritto da Andrea. L'unica cosa bella di questo libro è il titolo. Troppo poco. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea (02-01-2008) Dunque...
Noto che i commenti lasciati sono tutti più o meno entusiastici. Siamo forse di fronte ad un capolavoro? Per molti è così, critica inclusa. Non a mio avviso. Il libro (ogni considerazione è ovviamente personale) è decisamente pesante nonostante la brevità. L'ho letto con fatica, nel senso che la mente se ne andava altrove con molta facilità. I momenti di suggestiva poesia (a tratti struggente, a tratti deliziosa) non bastano a mio avviso a riscattare un libro, diciamolo pure, noioso. Kafka non annoia, Hrabal si. Dostoevskij fu nei suoi momenti migliori un grande artista, mentre il nostro Piero Chiara un buon artigiano. Hrabal che cos'è? Di suo ho letto soltanto questo libro (sono curioso riguardo alcuni racconti brevi), e mi è parso una di quelle cose venute al mondo per dare lavoro ai critici (ad alcuni). Anche la scrittura, non so se si trattasse di sperimentalismo da parte dell'autore o di scelte "particolari" del traduttore, mi è parsa a tratti fuori da qualsiasi logica, poetica, grammaticale etc... . Mi ha stupito molto leggere commenti così "appassionati". Sul titolo nessun dubbio: è bellissimo. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giusy (17-10-2007) Pura poesia... stupendo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
saul saulviaggia@hotmail.com (12-12-2006) Cupi scenari intrisi di amore e poesia per i libri,per la liberta' e per le donne.Un grande libro da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mimmo (19-09-2006) "Così alienato e derubato ritorno anche dal lavoro,silenzioso e in profonda meditazione cammino per le vie,oltrepasso i tram e le auto e i passanti nella nube dei libri che ho trovato quel giorno e che porto a casa nella borsa,passo sognante col verde senza neppure accorgemene,non urto contro i lampioni nè contro i passanti,soltanto cammino e puzzo di birra e di sporcizia,ma sorrido,perchè in borsa porto libri dai quali mi aspetto che a sera da loro apprenderò su me stesso qualche cosa che ancora non so".Chapeau! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sasso (30-07-2006) L'assoluto capolavoro di Hrabal. Un libro imperdibile ed immancabile in qualsiasi libreria che si rispetti. "Una solitudine troppo rumorosa" lascia letteralmente senza fiato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GIOVANNI giovanni.to@tele2.it (20-05-2006) ho appena finito di leggerlo e non ho parole.
è un romanzo poetico o forse una poesia romanzata,comunque e' stupendo.la sensibilità del
protagonista lascia senza fiato,ti distrugge o ti
fà un uomo migliore di quello che sei. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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