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Morante Elsa - Il mondo salvato dai ragazzini e altri poemi | A chi voglia ad ogni costo sapere a quale "genere letterario" appartenga questo libro, non si può rispondere che così: "E' un romanzo d'avventure e d'amore (regolarmente diviso in parti e capitoli dove i personaggi protagonisti riappaiono sotto diversi travestimenti). E' un poema epico-lirico-didascalico in versi sciolti e rimati, regolari e irregolari. E' un'autobiografia. E' un memoriale. E' un manifesto. E' un balletto. E' una tragedia. E' una commedia. E' un madrigale. E' un documentario a colori. E' un fumetto. E' una chiave magica. E' un sistema filosofico-sociale... Insomma, è un libro".
Luciano Stolfi luciano.stolfi@basilicatanet.it (10-02-2010) "Il mondo salvato dai ragazzini" di Elsa Morante è un capolavoro. Tutti i libri scritti dalla famosa scrittrice sono dei capolavori, ma questo lo è in modo particolare. E' la storia dei "dannati della terra" che vengono riscattati dall'ingenuità e dalla sincerità. Famosa, all'interno del poema, la descrizione dei "felici pochi" e degli "infelici molti". Gli "infelici molti" sono i "caporali" (per usare un termine caro a Totò) della vita: sono i padroni, gli schiavisti, quelli che sanno sempre tutto, quelli che credono di decidere tutto, quelli che si assurgono a giudici e che credono di essere felici e invece non lo sono. E questi sono in tanti, sono la maggioranza della popolazione, sono la quasi totalità della popolazione. I "felici pochi", invece, sono pochissimi. E' una classe eletta, è la crema della società: sono i deboli, i poveri, gli schiavi, quelli che non contano, quelli che non decidono e che non possono decidere. E così la verità viene a galla: gli infelici molti credono di essere i migliori, i capi, ed invece, in fondo in fondo, non contano nulla; i felici pochi sembra che non abbiano nessuna importanza nella vita e nella società ed invece, alla fine, sono quelli che hanno più importanza degli altri, quelli che contano veramente, quelli che danno un senso alla vita di tutti, quelli che lasciano, all'interno della vita, un seme che è destinato a fruttificare. Elsa Morante, la grande poetessa, la grande scrittrice, ha saputo, in questo libro, ma anche negli altri che ha scritto (si pensi al personaggio del piccolo Useppe ne "La Storia") dare voce a chi non ne ha, dare diritto di cittadinanza a chi vive ai margini, a chi sembra non contare nulla, a chi viene trattato come la feccia della vita e della società. Alberto Moravia, che è stato marito della Morante, una volta, parlando a proposito di Pier Paolo Pasolini, disse che in ogni secolo nascono pochissimi poeti, due o tre al massimo: ecco io penso che tra questi pochi poeti destinati a passare alla storia per ogni secolo si possa inserire la Morante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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