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Rigoni Stern Mario - Arboreto salvatico | L'affetto di Rigoni Stern per gli alberi è quello che si porta a un fratello maggiore e sostanzialmente migliore. Rigoni ha scelto venti alberi a lui particolarmente cari e li descrive, ne dà le caratteristiche botaniche e ambientali, ne illustra la storia e le ricchezze, ne spiega gli influssi che hanno avuto sulla cultura popolare e la letteratura e anima il tutto con le proprie esperienze di uomo di montagna e con la freschezza poetica della sua sensibilità di scrittore.
Media Voto: 5 / 5Renzo Montagnoli (29-08-2008) In Arboreto salvatico troviamo quella perfetta unione dell’uomo con la natura che di per se stessa è un messaggio di fondamentale importanza per l’umanità che sembra non accorgersi di essere parte di un ecosistema perfetto, ma anche fragile, al punto che qualsiasi offesa gli venga resa finisce con il ritorcersi notevolmente amplificata su chi gliela ha arrecata.
E’ un libro semplice, con interessanti e piacevoli annotazioni botaniche, accompagnate da richiami al significato delle piante nell’antichità e impreziosita da brani di romanzi o da versi poetici di autori che cantarono la bellezza di determinati alberi.
Non mancano annotazioni, sempre correlate a questi vegetali, di fatti o eventi di cui Stern fu protagonista nel corso della sua vita, ma non si tratta di meri espedienti per allungare o vivacizzare la narrazione, bensì sono incisi funzionali a dimostrare che l’uomo deve convivere con la natura, nel pieno rispetto di questa, traendone benefici che le attuali generazioni ignorano completamente.
Con Mario Rigoni Stern la natura diventa la vera protagonista della narrativa e l’autore è sempre presente, perché umile parte di essa.
Particolarmente commoventi sono le ultime pagine dedicate al ciliegio, con la visione di una vecchia casa contadina, vuota e abbandonata, ora posta in vendita per costruire un condominio per i villeggianti, così che il vecchio ciliegio che nei pressi vi dimora da tantissimi anni e che porta le ferite della prima guerra mondiale sarà inesorabilmente abbattuto.
Nell’autore c’è l’autentico sincero dolore di Ljubov Andreevna quando è costretta a vendere i suoi amati alberi nel Giardino dei ciliegi di Cechov.
“Mio caro, dolce, meraviglioso giardino…Vita mia, giovinezza mia, felicità mia. Addio!...Addio.”
Con il ciliegio di Asiago che verrà abbattuto se ne va un amico, un testimone e protagonista di gioventù, se ne vanno ricordi, emozioni passate, se ne va un pezzo dell’autore.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fulvia (09-07-2007) Mario Rigoni Stern vive nella natura splendida delle sue montagne come uno che non rispetta quello che ha perché così impone la legge del moomento, fatta di moda e di opportunismo, ma perché quello è il suo mondo ed egli lo ama e lo rispetta e lo vive e lo usa nell'unico vero modo possibile, quello di chi conosce uomini, piante e animali fin nel profondo dell'anima.
da leggere, bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sergio resta (09-07-2006) Imparare a vivere....Chi si pone alla lettura di un libro di Mario Rigoni Stern subisce un rallentamento della velocità di pensiero a vantaggio di un'acutizzazione del proprio senso critico: la prosa dell'Autore incalza come il passo di montagna.
Scandito, posato, essenziale, rispettoso.
Ed é questo che consacra Rigoni Stern come scrittore universale; il suo messaggio accorato e possente delle prime pagine ha la stessa intensità al termine dei suoi libri.
Li ho letti tutti, nell'intento di trovare,attraverso la voce di un reduce politicamente schierato, un interlocutore che vitalizzasse la polemica di parte, che contrastasse con le proprie argomentazioni i luoghi comuni del dibattito politico e sociale della nostra Italia.
Nonno Mario si fa ascoltare - senza interruzioni - e, quel che più piace, con totale approvazione del suo messaggio.
Uomo e Natura: dal rispetto reciproco può generarsi un'aspettativa, un futuro per le prossime generazioni.
Un comune progetto di salvaguardia ambientale, la rivalorizzazione di attività in disuso, una rivalutazione delle umili tradizioni della nostra terra, sono le condizioni essenziali per tornare a sperare che la vita possa avere ancora un senso umano.
E' forse tempo di cominciare a credere che l'attitudine al miglioramento possa nascere non dall'avventato messaggio futuristico imposto dall'industria, ma dalla rilettura del nostro passato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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