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Saramago José - Tutti i nomi | Il Signor Josè è l'unico che ha un nome proprio in questo romanzo. Il Signor José è scritturale ausiliario presso la Conservatoria Generale dell'Anagrafe di una città anche lei senza nome. Il Signor José è un modello di abnegazione al lavoro e rispetto delle gerarchie. Finché un giorno, dedicandosi alla sua collezione di ritagli di giornale e foto, s'imbatte nei dati di una sconosciuta. E il mite scritturale si trasforma in ladro e falsario, pur di rintracciare la donna senza volto.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.44 / 5LaMelaMarcia (05-10-2010) Il Signor José è un modesto impiegato presso la Conservatoria Generale dell'Anagrafe, il cui unico svago è quello di collezionare notizie su persone famose ritagliate dai giornali. Un giorno, tuttavia, decide di andare alla fonte delle notizie e di verificare i dati di ciascuno dei personaggi collezionati: si introduce di notte negli immensi e polverosi archivi della Conservatoria e casualmente scopre che fra le varie pratiche si è intrufolata la scheda di una donna sconosciuta.
Da quel momento, la sua vita cambia...
Il lettore viene rapito dall'appassionata ricerca del protagonista, Josè,di una donna per lui misteriosa. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Maxxam66 (21-09-2010) Saramago si riconferma uno scrittore ricchissimo dal quale attingere a piene mani. "Tutti i nomi" non e' un'opera semplice , sia per le molte chiavi di lettura che la rendono aperta ad ogni sorta di interpretazione sia per una scrittura raffinata e complessa.Il Signor Jose'( il protagonista o l'autore ?) ci conduce lontano in un mondo dai labili confini. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nihil (26-05-2010) Un libro, per qualche verso, molto più semplice degli altri di Josè. La trama si svolge principalmente nella mente del protagonista, escamotage spesso usata da questo autore per dare corpo alle sue incredibile avventure dello spirito.
Ciò che non finisce di stupire di Saramago, è la sua abilità di buttare lì un inizio quasi incomprensibile o meglio, surreale e poi farti leggere pagina dopo pagina e concludere che sì, l'autore ha ragione, le cose non potevano essere che così!
Il finale, se devo essere sincera, mi ha un poco deluso, troppo stringato, poco motivato.
La bellezza di questo libro è il continuum tra la vita e la morte. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
armando (31-01-2010) Bel libro, senza dubbio. Credo, tuttavia, che a lettura completata non sia possibile ricevere la ricompensa di un significato ben individuato e preciso. Se il libro è scritto in modo assolutamente stupendo (belle le immagini e armonioso il ritmo), troppe sono le sfumature. Proprio per questo ritengo sia un bel libro, da leggere assolutamente. Qualche assonanza con la letteratura russa, come altri commentatori prima di me, l'ho avvertita anch'io: ma il modo di scrivere, a mio giudizio, serba anche un'impronta molto sudamericana (alquanto visionaria...). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (06-09-2008) E’ impossibile proporre per questo meraviglioso e difficile romanzo una sola chiave di lettura ma se, contravvenendo allo spirito dell’Autore e a beneficio dei futuri lettori, lo si volesse comunque inquadrare nell’angusta cella di una definizione, potrei dire che è un viaggio negli oscuri meandri della mente. La contrapposizione fra la vita e la morte sembra essere il terreno della lotta fra la razionalità e l’istinto, la codardia e il coraggio e in generale i contradditori stati dello spirito umano che possono trovare equilibrio e conciliazione nella capacità dell’individuo di donarsi totalmente e disinteressatamente al suo prossimo. Per me 6 voti su 5. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
standbyme standbyme@ticino.com (30-10-2007) Da un lato una tecnica di scrittura affascinante nel riportare i dialoghi diretti molto simile a quella utilizzata da Cormac McCarthy ma vanificata da periodi troppo, troppo lunghi che non ha agevolato la lettura. Pur trovandomi di fronte una trama interessante e personaggi ben caratterizzati…il romanzo non è riuscito a catturarmi anche se ne ho percepito, sfiorato forse, il significato e il messaggio che l’autore ha voluto dare. Non entro quindi nel merito e assegno un voto medio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
maurizio thefish@libero.it (27-08-2007) un bel libro, una storia originale, qualcosa da trovare e cercare, cercare per non trovarla mai, un deserto dei tartari... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberta (25-01-2007) Man mano che facevo conoscenza con il Signor José, scritturale ausiliario presso la Conservatoria Generale dell'Anagrafe, mi tornavano in mente da una parte "l'uomo senza volto", protagonista ipocondriaco che vive ai margini della società, nelle MEMORIE DAL SOTTOSUOLO di F.Dostoevskij, dall'altra "il mite impiegato", deriso dai colleghi, Akakij Akakievic Basmackin, copiatore di lettere in un Ministero, il modesto funzionario schiacciato dalla vita, protagonista de IL CAPPOTTO di N.Gogol'. Certo la narrativa russa deve comunque aver ispirato Saramago, ma il suo stile, il suo modo di scrivere, il suo talento non possono neanche lontanamente far pensare ad un plagio. Saramago è unico e originale in ogni suo scritto. Questo romanzo ne è l'ennesima conferma. Il finale è assolutamente imprevedibile e bello. Se CECITA' ha avuto un seguito ufficialmente dichiarato, con SAGGIO SULLA LUCIDITA', dove ritornano tutti i protagonisti, TUTTI I NOMI, a mio parere, trova un suo seguito ideale, non casuale, quindi, ne LE INTERMITTENZE DELLA MORTE. Leggeteli tutti, ne vale davvero la pena! Saramago si interroga su significato, senso e valore della morte, e questo romanzo è una strenua ricerca lungo quel sottile diaframma che separa la vita dalla morte. E' come se descrivesse la sua lotta per risalire nel tempo verso ciò che non è più o ciò che non è stato mai, in questo bellissimo e malinconico libro. Ripeto: leggetelo... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Cristina (01-12-2006) E' un libro incredibile. Mi ha incuriosito la quarta di copertina. L'ho iniziato lentamente perché faticavo a seguire lo stile di Saramago, ma poi preso il via non riuscivo più a smettere di staccarmi da lui. Il filo intrigante della storia è la curiosità "morbosa" conoscitiva che parte da un'anonima cartella anagrafica e diventa una sorta di esplorazione autoconoscitiva (mai svelata) della propria psiche. Affascinante! Sulla stessa linea di curiosità-morte-autoconoscenza suggerirei "Il responsabile delle risorse umane" di Yehoshua (scoprire sé attraverso il senso di colpa) e "Domani nella battaglia pensa a me" di Marìas (ossessivo ma affascinante). Per uno "strano caso" mi è capitato di leggerli tutti a poca distanza. Nessun confronto possibile, tutti e tre splendidi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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