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Soriano Osvaldo - Triste, solitario y final | È raro che una parodia superi l'originale ma Triste, solitario y final (1973), del grande scrittore argentino Osvaldo Soriano, è anche un'elegia, per il romanzo giallo e per il cinema. Soriano, infatti, resuscita Philip Marlowe, l'investigatore privato di Raymond Chandler diventato oggetto di culto tra i fans del sottogenere, e lo mette sulle piste di Stan Laurel e Oliver Hardy, John Wayne e Charlie Chaplin. Un eroe dell'«hard-boiled-school» si ritrova faccia a faccia con il vecchio cinema: un commosso, irriverente ricordo di due miti nordamericani diventati universali.
Media Voto: 3.4 / 5archipic (14-11-2011) Racconto estremamente originale dove lo scrittore si mescola, insieme con una leggenda della letteratura hard-boiled come il detective Marlowe, con storici personaggi del cinema in un susseguirsi di scene al limite del surreale.
Il libro non sembra avere un senso logico degli avvenimenti ma solo un unico fine: rendere giustizia a chi non l'ha avuta a causa delle vicissitudini della vita e renderla, ma in senso negativo, a chi l'ha ingiustamente ottenuta dimenticandosi degli amici.
Ad ogni modo è un racconto che diverte, commuove in alcuni punti e ci fa riflettere sul mondo del cinema che tanto dà ma tanto toglie. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gianluca pusceddu topolinoamaranto@tiscali.it (13-05-2010) Romanzo sgangherato come le vite dei protagonisti.
Sgualcito come l'impermeabile di Marlowe ed a-sportico ed affannato come Soriano.
Slapstick come il cinema del periodo d'oro di Laurel & Hardy; e crepuscolare come il loro (non) cinema dai '50 in poi.
Una sorta di sindrome di Stoccolma verso gli USA da parte di un autore latino americano, rivoluzionario ed antimperialista.
Godile, ma non molto di più.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
L (14-02-2008) Un libro sicuramente piacevole e ben scritto,ma niente di eccezionale. A fronte di un buon inizio con capitoli anche commoventi (quelli con protagonisti Laurel & hardy)e la superba idea di usare per lo più personaggi reali del cinema come comprimari, beh il resto è caos. Ogni azione è insensata e afinalistica, tesa ad una ricerca imprecisata di qualcosa che riguardi Laurel; le scene sono confuse, e puntano per lo più su quello per essere ironiche. E poi il Philip Marlowe di questo libro, più che al detective di Chandler assomiglia al Nick Belane di Bukowski (vedi "Pulp") che si, è un bel personaggio ed un bel libro, però Chandler è un'altra cosa, anche nello stile di scrittura; e si sente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
GL (12-02-2007) E' una storia indubbiamente interessante e che ci presenta idoli condivisi, o condivisibili (Philip Marlowe, laurel & Hardy). Però si perde un pò nel finale in un pasticcio 'chandleriano'che non tiene fede all'ottimo inizio. Per questo non riesco a dare il massimo del voto, perchè se è vero che il romanzo è dichiaratamente omaggio a Chandler, allora forse doveva poter arrivare da qualche parte, come di solito fa Chandler. Ma comunque un libro originale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Emiliano elbuitre75@tiscali.it (17-10-2006) Semplicemente sublime, leggere le ultime righe mette tristezza nel chiuderlo. Un libro che non finisce più per l'intensità della scrittura, e poi quel sottile filo che lega la realtà alla fantasia, seppur così apparentemente netto, nel libro di Soriano appare così trasparente da trasportare il lettore in un viaggio in cui ci si rispecchia. Strano ma vero. Da non perdere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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