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Pamuk Orhan - Il mio nome è Rosso

Il mio nome è Rosso TitoloIl mio nome è Rosso
AutorePamuk Orhan
Prezzo
Sconto 15%
€ 11,48
(Prezzo di copertina € 13,50 Risparmio € 2,02)
Dati2005, 450 p., brossura
TraduttoreBertolini M.; Gezgin S.
EditoreEinaudi  (collana Super ET)
 
Disponibile anche usato a € 6,75 su Libraccio.it
 Disponibile in eBook a € 6,99

Nella promozione Einaudi fino al 28 aprile

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Descrizione
Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti e illustratori al lavoro nel Palazzo del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Sekure, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni.

http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806181970 Il mio nome è Rosso Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti e illustratori al lavoro nel Palazzo del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Sekure, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni. 11,48 new EUR in_stock
I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 89 recensioni presenti.  Media Voto: 3.11 / 5 | Invia recensione

umberto (02-01-2013)
Micidiale...appassionante come la lettura dell'orario ferroviario, ripetitivo come una scatola di formaggini... da regalare al proprio peggiore nemico, sperando che "lo stenda"
Voto: 1 / 5
Oblomov (14-11-2012)
Indubbiamente è possibile che, per chi è abituato a leggere Camilleri e Baricco, il libro possa risultare"pesante". Ma per chi è uso a dilettarsi con ben altro (non necessariamente il sottoscritto) l'opera di Pamuk rappresenta una lettura piacevole, spesso appassionante, oltre che un'ottima occasione per rompere il monopolio della letteratura in lingua inglese. E' il primo libro che leggo dell'autore turco, e penso che ne leggerò altri. Magari non subito, ma lo farò.
Voto: 4 / 5
lampadina (31-08-2012)
E' molto difficile che un libro di sole 450 pagine mi duri più di tre giorni ma per questo, all'epoca in cui lo lessi, mi ci vollero quasi due settimane. Un mattone micidiale che riuscii a terminare solo per timore reverenziale nei confronti del Nobel recentemente assegnato. Se mi fosse capitato per le mani oggi - che non mi faccio più alcuno scrupolo ad abbandonare un testo che mi annoia, nemmeno se l'autore ha vinto il Nobel - penso proprio che questo libro non l'avrei finito. Pregevole la struttura, il cambio dell'io narrante; interessante l'ambientazione, lo scorcio sull'epoca e la sua cultura. Ma tenere gli occhi aperti per più di dieci pagine è impresa per pochi. E infatti, fra quelli che so averlo cominciato, sono l'unica che l'ha finito. Sconsigliato a tutti quelli che stanno cercando una lettura per passare il tempo, leggere questo libro è impegnativo quanto lavorare.
Voto: 3 / 5
iliana ballacoilupi501950@libero.it (18-06-2012)
Sono riuscita a leggerlo fino in fondo. Devo ammettere che la contrapposizione dell'arte oriente/occidente è stata molto interessante. Altrettanto interessante la descrizione del significato delle miniature e piacevole la trama amorosa e giallistica. Però....che fatica leggerlo tutto e non cedere in alcuni momenti alla tentazione di mollarlo! Troppe ripetizioni.
Voto: 3 / 5
Maria Grazia (09-02-2012)
L'inizio è bello e ti prende per leggere il libro poi si perde sempre di più e ci sono delle parti inutili e noiose . L'assassino si capisce molto prima della fine ma io l'ho continuato sperando che migliorasse e invece è peggiorato. Interessante la tematica dell'arte orientale in contrasto con quella occidentale.
Voto: 3 / 5
nobile (20-01-2012)
Mi è capitato raramente di interrompere la lettura di un libro perché amo leggere, ma per questo l'ho dovuto fare perché lento e ripetitivo. Mi chiedo se tra i requisiti per vincerre un premio nobel sia prevista anche la noia che un libro suscita nel lettore !
Voto: 1 / 5
AGATINA (17-12-2011)
Bellissimo, intenso, stilisticamente perfetto! Per me, la miglior prova di Pamuk, la descrizione di un mondo in bilico, il loro, il nostro.... Memorabile il capitolo "il mio nome è rosso". Sconsigliato agli amanti del giallo; consigliatissimo a chi si nutre di letteratura.
Voto: 5 / 5
Rubina (16-12-2011)
"Ero felice di sentirmi il mondo sulla pelle". La scrittura di Pamuk è così bella che viene voglia di leggerlo ad alta voce. Il mio nome è rosso è un romanzo complesso e raffinato, che ci trasporta in un mondo lontano, non sempre comprensibile ma sempre affascinante.
Voto: 4 / 5
Emilio (11-07-2011)
Delusione totale. Terminato con gran fatica. Non consigliabile.
Voto: 2 / 5
cincy (09-06-2011)
Decisamente prolisso: i racconti delle antiche leggende e le descrizioni delle miniature spesso non sono funzionali alla trama. A tratti stucchevole.
Voto: 2 / 5
Francesco P. (27-10-2010)
Se si parte con l'idea di leggere un giallo storico si resta delusi: il morto c'è, i sospetti sono quelli sin dall'inizio e che poi il colpevole sia l'uno o l'altro poco cambia. Si tratta piuttosto di un romanzo storico, nell'ambientazione, il cui protagonista è l'arte stessa. L'arte della miniatura, che per secoli era stata sviluppata da uomini che vi avevano sacrificato la vita (letteralmente), con un unico fine: disegnare il mondo con lo sguardo di Dio. Un concetto di arte che si scontra con l'idea del Sultano modernizzatore, che vuole che anche l'arte cambi, attingendo alle nuove esperienze dell'occcidente veneziano. E' questo, in fondo, il tema principale. Non si tratta forse di quello che accadde durante il Rinascimento europeo? E' la nascita di quella scissione tra fede e ragione che ancora oggi è un conflitto che non abbiamo ancora risolto. Il predicatore, che possiamo chiamare un fondamentalista ante litteram, difende la fede, tramite l'arte. E così il Sultano sembra colui che vuole scardinare l'ambito della fede con la ragione, sempre tramite l'arte. E' questo il vero giallo. Un giallo senza soluzione. Si trova chi ha ucciso quell'uomo che, cadavere, dà avvio alla storia. Ma non si risolve il grande enigma: il mondo cambia. Confinarlo in uno schema, per quanto bello, per quanto perfetto e rassicurante, è impossibile. Ma siamo poi capaci di gestire il cambiamento?
Voto: 4 / 5
Lorenzo (06-10-2010)
Indecente. Probabilmente è la mancanza di punti in comune con la cultura islamica (e con quella Turca in particolare) che non mi ha fatto apprezzare Pamuk. Ma vi assicuro che, al quindicesimo riferimento a Cosroe e Syrin che si innamorano di loro vedendo l'uno il ritratto appeso dell'altro......non ce l'ho più fatta. L'ho finito per pietà nei confronti di chi me l'ha consigliato, ma di libri peggiori fatico ad immaginarne. Lento, noioso, ripetitivo, poco originale....
Voto: 1 / 5
Anna (14-09-2010)
Certamente non è un libro scorrevole né di facile lettura. Ma mi verrebbe da aggiungere: finalmente! Si tratta quasi di un testo di estetica, ricco di riferimenti culturali a volte non sempre esplicitati. Ma è anche un'opera letteraria di un certo spessore, sapientemente costruita e, proprio in ragione della sua non immediata facilità, piacevolmente intensa e godibile.
Voto: 4 / 5
franz (28-07-2010)
Quattro anni fa quando acquistai il libro non ero riuscito a superare le 100 pagine, adesso l'ho ripreso dall'inizio e a pagina 150 ho deciso che non merita che gli dedichi altro tempo. Di una lentezza esasperante e ripetitivo; i personaggi sono ben delineati nelle prime pagine, tutto il resto non aggiunge nulla.
Voto: 2 / 5
Manuela di Trieste (25-10-2009)
Raramente ho dovuto lottare così strenuamente con la voglia di lasciare un libro a metà!Mi riesce davvero difficile esprimere un giudizio su questo libro di Pamuk:gli spunti originali ci sono, eppure molte pagine risultano terribilmente noiose e prolisse. Non posso escludere che nella traduzione si sia perso qualcosa, e che in lingua originale il testo fosse più scorrevole...per questo non gli assegno il punteggio più basso. Voleva accostarmi ad uno scrittore che molti osannano come un genio, ma forse non ho scelto il libro adatto...
Voto: 2 / 5
Valeria (31-08-2009)
Anch'io concordo con Megant e Penelope Pitstop, la storia è ben strutturata e inizialmente invoglia alla lettura, ma quando si giunge verso la metà non si è nemmeno più interessati a scoprire l'assassino. Ho lottato a fatica con la voglia di lasciarlo a metà.
Voto: 2 / 5
Carlo (26-08-2009)
Concordo pienamente col commento di Megant: incipit stupendo, struttura (l'alternarsi dei racconti in prima persona, anche degli oggetti) geniale e argomento (la miniatura e Istanbul) affascinante. S'incista su se stesso. Avrebbe potuto essere perfetto con 100 pagine in meno. Purtroppo sono pochissimi gli scrittori capaci di fermarsi in tempo (e gli editori che glielo permettono, per ragioni commerciali): è più facile vendere un libro di 400 pagine di uno di 250/300 (v. mattonazzi alla Larsson.)
Voto: 3 / 5
Alan (31-07-2009)
Un grandissimo libro di un grandissimo autore. Fatico a comprendere i commenti di chi non è riuscito a finirlo o lo ha trovato noioso...fossero tutti cosi' i libri "noiosi"! :-D
Voto: 5 / 5
Megant (01-06-2009)
Purtroppo gli ottimi spunti che questo libro offre annegano in pagine e pagine di una pesantezza mostruosa. Geniale l'inizio (che mi ha invogliato a comprarlo) con il morto che ci racconta le sue ultime vicissitudini. Poi però la trama è spersa in lunghe trattazioni sulla miniatura, in dettagliate descrizioni delle solite 2 o 3 scene maggiormente rappresentate nei libri miniati per ordine del Sultano, nei pensieri del vecchio maestro miniaturista che ritiene blasfermo il ritratto e la prospettiva. Insomma non è corretto dire che non mi sia piaciuto, ma l'estrema lentezza me lo ha reso a volte insopportabile: la tentazione di correre all'ultimo capitolo saltando l'ennesima descrizione di una miniatura è stata tanta!
Voto: 2 / 5
fiorella (25-03-2009)
Come dice Daniel Pennac un lettore ha il diritto di non finire un libro se lo annoia,mi sono avvalsa di quel diritto. A parte l'escamotage di narrare la storia da diversi punti di vista il resto è di una noia mortale: la concezione della pittura vista dalla parte degli islamici in contrapposizione a quella degli "infedeli" viene ripetuta per tutto il libro fino all'esasperazione. L'attribuzione del nobel a questo libro mi lascia esterrefatta.
Voto: 1 / 5
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