|
|  |
Pamuk Orhan - Il mio nome è rosso |
Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti e illustratori al lavoro nel Palazzo del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Sekure, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni.
Recensioni 1 - 20 di 75 recensioni presenti. Media Voto: 3.17 / 5Manuela di Trieste (25-10-2009) Raramente ho dovuto lottare così strenuamente con la voglia di lasciare un libro a metà!Mi riesce davvero difficile esprimere un giudizio su questo libro di Pamuk:gli spunti originali ci sono, eppure molte pagine risultano terribilmente noiose e prolisse. Non posso escludere che nella traduzione si sia perso qualcosa, e che in lingua originale il testo fosse più scorrevole...per questo non gli assegno il punteggio più basso. Voleva accostarmi ad uno scrittore che molti osannano come un genio, ma forse non ho scelto il libro adatto... Voto: 2 / 5 |
Valeria (31-08-2009) Anch'io concordo con Megant e Penelope Pitstop, la storia è ben strutturata e inizialmente invoglia alla lettura, ma quando si giunge verso la metà non si è nemmeno più interessati a scoprire l'assassino. Ho lottato a fatica con la voglia di lasciarlo a metà. Voto: 2 / 5 |
Carlo (26-08-2009) Concordo pienamente col commento di Megant: incipit stupendo, struttura (l'alternarsi dei racconti in prima persona, anche degli oggetti) geniale e argomento (la miniatura e Istanbul) affascinante.
S'incista su se stesso. Avrebbe potuto essere perfetto con 100 pagine in meno. Purtroppo sono pochissimi gli scrittori capaci di fermarsi in tempo (e gli editori che glielo permettono, per ragioni commerciali): è più facile vendere un libro di 400 pagine di uno di 250/300 (v. mattonazzi alla Larsson.) Voto: 3 / 5 |
Alan (31-07-2009) Un grandissimo libro di un grandissimo autore.
Fatico a comprendere i commenti di chi non è riuscito a finirlo o lo ha trovato noioso...fossero tutti cosi' i libri "noiosi"! :-D Voto: 5 / 5 |
Megant (01-06-2009) Purtroppo gli ottimi spunti che questo libro offre annegano in pagine e pagine di una pesantezza mostruosa. Geniale l'inizio (che mi ha invogliato a comprarlo) con il morto che ci racconta le sue ultime vicissitudini. Poi però la trama è spersa in lunghe trattazioni sulla miniatura, in dettagliate descrizioni delle solite 2 o 3 scene maggiormente rappresentate nei libri miniati per ordine del Sultano, nei pensieri del vecchio maestro miniaturista che ritiene blasfermo il ritratto e la prospettiva. Insomma non è corretto dire che non mi sia piaciuto, ma l'estrema lentezza me lo ha reso a volte insopportabile: la tentazione di correre all'ultimo capitolo saltando l'ennesima descrizione di una miniatura è stata tanta! Voto: 2 / 5 |
fiorella (25-03-2009) Come dice Daniel Pennac un lettore ha il diritto di non finire un libro se lo annoia,mi sono avvalsa di quel diritto. A parte l'escamotage di narrare la storia da diversi punti di vista il resto è di una noia mortale: la concezione della pittura vista dalla parte degli islamici in contrapposizione a quella degli "infedeli" viene ripetuta per tutto il libro fino all'esasperazione. L'attribuzione del nobel a questo libro mi lascia esterrefatta. Voto: 1 / 5 |
ste (10-03-2009) che noia!! non si riesce a mantenere il filo del discorso, troppo prolisso. non mi è piaciuto per niente Voto: 1 / 5 |
Francesco (01-03-2009) Mi avevano parlato bene di questo libro, ma è stata una delusione. Non sono riuscito a cogliere lo spirito di quest’opera. Troppi riferimenti alla cultura araba e al mondo della miniatura. La trama è troppo semplice e banale. L’unico elemento interessante è la tecnica narrativa con i continui cambi di narratore che coinvolgono il lettore, ma il ritmo troppo lento e complesso finiscono per annoiare. Dal un premio Nobel mi attendevo di più. Voto: 2 / 5 |
Agnese (14-01-2009) Brutto, quasi incomprensibile, soprattutto la prima parte. Dopo, quando si incompincia piano piano ad avere una vaga idea di dove si sta andando, la situazione non migliora anzi precipita nel finale. Voto: 1 / 5 |
riccardo b (12-01-2009) veramente entusiasmante e surreale. un libro da consigliare Voto: 4 / 5 |
diablo (07-12-2008) sicuramente il migliore di pamuk, i personaggi s'intrecciano in un sottile gioco di crudeltà. il giallo di fondo è ben guidato sullo sfondo di una civiltà in decadenza...le figure dei miniaturisti sono memorabili Voto: 5 / 5 |
Penelope Pitstop penelopepitstop@infinito.it (22-09-2008) Ho terminato da qualche giorno la lettura del libro e sto ancora cercando di capire se mi è piaciuto. Di certo non si tratta di un’opera facile: i tanti elementi appartenenti alla cultura turca lo collocano molto lontano dalla letteratura contemporanea europea.
Nonostante la complessità del testo non ho desistito. E tuttavia… innanzitutto non ci sono elementi nella narrazione che aiutino a collocarlo temporalmente: potrebbe essere ambientato 100 anni fa così come 500. Se da una parte è interessante osservare lo svolgersi degli eventi attraverso gli occhi di tutti i protagonisti della storia, dall’altra c’è una eccessiva ripetitività degli stessi dettagli che a mio avviso la appesantisce inutilmente: è presumibile che nell’ambiente particolarmente circoscritto (il mondo dei miniaturisti del ‘500 ottomano) non ci sia spazio per una gran varietà di eventi, ma per me, lettrice non esperta di miniatura, sapere che un miniaturista cieco disegna un cavallo a memoria partendo da uno zoccolo (e ricevere similari informazioni di volta in volta praticamente da tutti i personaggi della storia) non è motivo di maggior interesse. E sebbene creda che la mia non-conoscenza della cultura islamica sia un limite che mi impedisce di apprezzare appieno la storia, non riesco a non innervosirmi, ad esempio, di fronte all’atteggiamento dei due protagonisti Nero e Sekure, che alla fine scelgono di sposarsi più per convenienza (Nero ama Sekure fin da quando lei era una bambina, e non vuole rinunciare al suo sogno d’amore, ma non si capisce né perché si sia innamorato di lei né perché continui ad amarla; Sekure, giovane e volubile vedova con due figli, vuole dar loro un padre e desidera protezione per sé, ma non dimostra particolare stima nei confronti di Nero, che pure ha liberamente scelto di sposare) che per amore. Lo stile della narrazione è come (immagino) una miniatura ottomana: ricco di dettagli, preziose dorature e ricercato ma senza prospettiva: tutto riveste la stessa importanza. Come, suppongo, il mondo agli occhi di Allah. Voto: 2 / 5 |
zigozago (21-09-2008) L'avrò letto sei o sette anni fa, non ricordo bene. Ma da allora non ho ancora trovato un romanzo più bello. Voto: 5 / 5 |
giorgiof (20-09-2008) questo è un ottimo libro, che ha in sè due qualità importanti: l'originalità e la finezza letteraria. Non è un bicchiere di coca cola da bere per dissetarsi mentre si mangiano i pop corn, ma è un vino importante da meditazione, da sorseggiare, lasciare per un attimo in bocca e sentirne tutti i profumi e i retrogusti...insomma, per intenditori. Voto: 4 / 5 |
Teodolfo Gallucci (25-07-2008) Un romanzo incantevole e suggestivo nelle atmosfere: Amore, intrighi e misteri alla corte del Sultano nella Istanbul del 1591.
Affascinante il contesto costituito dagli artisti della miniatura, vivaci e malinconici protagonisti del più intimo sentire della tradizione musulmana.
Originalissima, poi, la tecnica letteraria, con un continuo cambio di punti di vista, lasciando ogni capitolo al racconto di un diverso personaggio.
Travolgente la lettura; tra tutte una frase: “io non voglio essere un vero albero, ma il suo significato”.
Voto: 4 / 5 |
ellemme (16-07-2008) ve lo giuro veramente una palla allucinnante da sconsigliare al peggior nemico.......inutile aggiungere altro!! Voto: 1 / 5 |
Claudio (01-04-2008) Visto che in questo periodo la Turchia è un tema molto presente nei nostri media "il mio nome è rosso" può essere utile, non dico a capire, ma almeno ad avere un primissimo contatto con questa cultura, di cui si dicono tante cose( spesso inquietanti), e che fa tanto spavento a noi occidentali tanto buoni e innocenti (c'è dell'ironia)... Sinceramente è difficile trovare una sola cosa che non mi sia piaciuta in questo libro, le descrizioni sull'arte, sulla cecità, su gli antichi maestri, sono tra le cose più belle che ho avuto la fortuna di leggere. Sento un bisogno irrefrenabile di incontrare Pamuk e ringraziarlo per ogni singola pagina di questo libro fantastico. Insomma mai come questo caso un Nobel meritato! Voto: 5 / 5 |
Antonio (08-03-2008) Romanzo complesso, non sempre di facile lettura. Ci permette di entrare un po' nel lontano mondo dei musulmani, aiutandoci a comprendere il loro modo di pensare e le loro contraddizioni. La parte "thriller" del romanzo zoppica, ma d'altra parte il lettore capisce subito che è da mettere in secondo piano rispetto ai temi religiosi, alla concezione del mondo, alla contrapposizione tra le due civiltà, alla nascita dei primi movimenti integralisti e fondamentalisti (il predicatore di Erzurum) che con un'ottusa interpretazione del Corano, annullarono purtroppo il movimento artistico dei miniaturisti. Cosa sarebbe successo all'arte figurativa se un gruppo di stolti non le avesse tarpato le ali alla fine del 1600? Chissà, forse non ci sarebbe stato neanche l'attentato delle Torri Gemelle....
In ogni caso il romanzo ci aiuta a entrare un po' in queste mentalità così distanti da noi. Un'ultima annotazione sul tema della donna: la moglie di Nero, Sekure, si rivela molto calcolatrice e cinica e sceglie il suo uomo non per amore ma per poter assicurare un futuro sicuro ai propri figli; per il resto è relegata in secondo piano, perchè gli uomini ricercano il piacere tra i bei ragazzini apprendisti: e qui si apre anche il capitolo dell'omosessualità e della pederastia presenti da sempre nel mondo islamico, ma mai ammessi.
Per un lettore vorace come me, impiegare un mese per leggere un romanzo è un tempo lunghissimo, ma sicuramente ne è valsa la pena perchè mi ha arricchito. Voto: 4 / 5 |
Il mio nome è Giovanni (26-01-2008) E' un capolavoro assoluto!Ringrazio mia moglie che mi ha consigliato la lettura. E' un capolavoro nel contenuto: i temi affrontati come il rapporto tra oriente e occidente, integralismo religioso e religione, il mondo come lo vede Allah e come lo vede l'uomo, la dedizione totale all'arte della miniatura come missione altissima, religiosa, intesa al di fuori di ogni stile e compiacimeto terreno sono ancora attualissimi e ci riportano ai nostri giorni.
E' un capolavoro nelle stile: il far parlare direttamente i personaggi, dalla bella Sekure,a Nero, all'albero, al colore, al vecchio maestro ecc.. in una serie di brevi capitoli, conferisce al libro una leggerezza formale piacevolissima.
E' un capolavoro nella trama: nell'intreccio di una indagine per due omicidi avvenuti nel mondo dei miniaturisti compiuta da Nero che solo trovando l'assassino potrà avere l'amore della bella Sekure. Con un primo capitolo, con un incipit assolutamente coinvolgente.
In conclusione si tratta di una lettura coinvolgente, piacevolissima, profonda e che alla fine ti lascia forse un briciolo di comprensione in più del mondo. NOn mi sembra poco! Voto: 5 / 5 |
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 75
|
 | I più venduti di Pamuk Orhan |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|