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Unico romanzo del commediografo inglese, I nani è stato scritto nei primi anni '50, e poi abbandonato per quasi quarant'anni. Nel 1960 Pinter ne ha tratto una commedia e soltanto nel 1989 lo ha ripreso in mano, lasciandolo sostanzialmente immutato, ma decidendo di pubblicarlo. È un testo denso ed impegnativo, che anticipa molti dei temi della produzione teatrale dell'autore. Dominato dai dialoghi, discorsi fatti di salti, silenzi, argomenti abbandonati e ripresi, sullo sfondo della Londra cupa dell'East End, mette in scena quattro personaggi, tre uomini e una donna, alle prese soprattutto con la loro impossibilità di comunicare.
Media Voto: 2.5 / 5Mark Child (11-03-2011) E' un testo disorganico, frammentato senza azione né successione temporale.
Pinter ha colpito il centro quando, nelle sue intenzioni, vuole rappresentare la follia e la solitudine esistenziale;Tuttavia nel mettere in atto questo proposito crea una lettura lenta e incongruente. Il valore artistico e molto alto, ma il pacere della lettura va completamente perso. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea Santoro clide782@hotmail.com (04-05-2006) Un autore abilissimo a definire il confine fra la ragione e la follia. I suoi personaggi sembrano contemplare tutto ciò che di assurdo e immotivato affiora dal profondo delle loro coscienze e si trovano con questo pesante fardello da gestire.
I quattro protagonisti si cercano ma non si trovano, o se si trovano è solo un incontro apparente. Ognuno è solo nel suo viaggio e nessuno degli avvenimenti del libro sembra risolvere davvero la sua condizione, tutti rimangono inchiodati alle loro angosce.
Mi ha emozionato parecchio, anche per la tristezza dell'autore. A volte faticoso per l'incedere sempre spiazzante, con momenti di pura follia, non si esce intatti da questo romanzo. Una vera sfida. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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