|
|  |
Vargas Fred - L' uomo dei cerchi azzurri | Da quattro mesi i marciapiedi di Parigi riservano una sorpresa apparentemente innocua: grandi cerchi blu tracciati con il gesso, e al centro una serie di oggetti stravaganti: un trombone, una pinzetta, un vasetto di yogurt, una candela... I giornalisti indagano per sfamare l'interesse dei lettori e gli psicologi si dividono tra chi grida al maniaco, e chi ipotizza la burla. Adamsberg, però, non trova nulla di divertente nell'escalation dei cerchi: la sua fine psicologia di conoscitore del male gli lascia intuire che dietro l'apparente stramberia si nasconde qualcosa di morboso. E ben presto i fatti gli danno ragione: un'altra alba e un altro cerchio su un marciapiede, ma stavolta, al centro esatto, un corpo di donna. Parte così una corsa contro il tempo per fermare un assassino del quale si ignora letteralmente tutto.
Recensioni 1 - 20 di 43 recensioni presenti. Media Voto: 3.41 / 5silvia (31-08-2010) Questo è proprio bello! mi ha avvinto fin dalle prime pagine! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Daniela (27-04-2010) Non so ancora come pronunciarmi su questa scrittrice... è il primo libro che leggo della Vargas e per dare un giudizio meglio ponderato aspetto di leggere almeno qualche altro suo libro. Ho trovato Adamsberg un pochino irritante in alcuni suoi atteggiamenti... sono più per gli investigatori vecchio stampo alla Sherlock Holmes o alla Poirot, ma il libro si fa leggere in maniera molto scorrevole e non è scontato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Lucia (05-03-2010) Decisamente non è il mio stile di scrittura, per nulla fluida, si legge con difficoltà, dialoghi senza senso, storia banale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
antorizz (14-01-2010) Non darò mai un voto basso ad una delle opere di Vargas, i suoi libri sono quelli che appena comprati ti viene voglia di aprirli e annusarne le pagine e quando estasiato riapri gli occhi sei in mezzo ad un maledetto cerchio azzurro... agonizzante ma contento. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michela (15-07-2009) Premetto che è il primo libro che leggo di questa autrice, ne leggerò qualche altro per capire meglio, me l'hanno consigliata pargonandola ad agata christie, in contrapposizione con quello che può essere stieg larson, e tutti quelli che scrivono gialli più violenti. Purtroppo dalle prime pagine mi sono imbattuta in dialoghi per nulla fluidi, che vanno avanti tra un botta e risposta a mio avviso molte volte forzati, altre volte che non ci appiccicano nulla col resto della storia. Non mi sono piaciuti nemmeno i personaggi principali, uno stralunato, l'altro alcolizzato, ogni tanto compare l'aggettivo bello per caratterizzare un personaggio, anche qui molte volte a sproposito, non è importante, non ha senso nè motivo. Il protagonista pare dotato di un sesto senso che gli rivela la crudeltà delle persone, che è ben altra cosa rispetto alla macchinazioni delle celluline grigie di poirot.. che altro non fa, da appena appare in scena, che rivelarti chi è l'assassino. E se accusavano la christie di ingannare i lettori tenendogli nascosti i particolari per non svelare l'assassino, qui siamo di fronte ad un assoluto silenzio su alcuni dialoghi fondamentali per capire, che non vengono nemmeno acccennati. No, secondo me non ci siamo, quando ho letto che l'autrice scrive ogni libro in 21 gg, forse ho trovato il motivo, le trame sono interessanti, ma a mio avviso un libro ha bisogno di molto più lavoro, deve essere curato e non buttato giù e pubblicato. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
PAOLA74 (17-04-2009) Questo è il primo libro che leggo di questa scrittrice e mi è piaciuto moltissimo. Si legge velocemente, la trama è accattivante e induce a voler conoscere il finale nel più breve tempo possibile. Lo consiglio vivamente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rosarino giovanelontra@hotmail.it (05-04-2009) E' il primo libro di quest'autore che leggo. La trama, come giallo, non l'ho trovata notevole, ma il profilo psicologico di alcuni personaggi sì. Aspetto il prossimo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mauro (15-03-2009) Bello...... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luis (05-03-2009) pur "stravedendo" per Vargas fatico a dare un giudizio positivo per questo giallo.. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Mauro mauroestop@gmail.com (04-03-2009) Questo è il primo libro della Vargas che leggo e devo dire che l'ho trovato alquanto deludente non tanto nella storia, di per sè interessante, quanto nella scrittura che dovrebbe essere, da quanto si legge spesso dell'autrice, il vero punto di forza delle sue opere, mentre la mia impressione è di essermi imbattuto in una scrittura spezzettata e per nulla fluida, che è la causa principale di una descrizione superficiale dei personaggi e delle loro storie personali (a parte alcune stucchevoli lungaggini sulle pene d'amore di Adamsberg) che invece di arricchire la lettura funge quasi da distrazione dai momenti più intriganti del racconto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
vale (20-02-2009) E' una bella documentazione delle origini del protagonista ma la storia non mi è piaciuta molto. Anche se per Ademsberg tutto si fa...
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paolo Pizzi paolopizzi@hotmail.com (22-01-2009) Ci sono certi autori che per sentirsi realizzati devono scrivere di avventure mirabolanti, imprese epiche e gesta eroiche. Poi ce ne sono altri come Fred Vargas che scrivono la quotidianità, i piccoli e grandi problemi della vita di ogni giorno, il disincantato realismo dell'uomo medio. Il tutto in maniera semplice, pulita e lineare. Il protagonista, il commissario Adamsberg è un uomo così: uno come tanti, uno che per modi di fare e carattere ha più dell'anti - eroe che dell' eroe. Un uomo che, in questo romanzo, è alle prese con un caso concreto, realistico, semplice e complicato allo stesso tempo: si sa già che l'indagine non porterà particolari colpi di scena, non cambierà la vita dei Parigini e tanto meno quella di Adamsberg, tutto rimarrà come prima: normale, reale. Così del resto deve essere poichè se un romanzo di questo genere trascende anche solo per un istante la realtà, fa perdere credibilità all'intera vicenda. Al centro del romanzo c'è l'uomo: si potrebbe dire che è un romanzo che non si svolge tutto intorno alla vicenda, ma è la vicenda che si svolge intorno al romanzo, le fa da contorno, da trade d'union tra le vite dei protagonisti. In questo modo, dando peso più alla soggettività che all'oggettività, L'uomo dei cerchi azzurri, diventa un romanzo introspettivo, oggi giorno quindi anche controcorrente e anticonformista.
La scrittrice ha uno stile narrativo che per certi aspetti richiama quello dei classici di Steinbeck, peccato solo che a differenza del suo più bravo predecessore, nel finale riporti la vicenda in primo piano soverchiando l'uomo all'insegna di un etichetta narrativa (quella di romanzo giallo) affibbiatagli dalla critica. E questo è un autogoal per la scrittrice francese che è costretta a far terminare l'indagine in maniera cosi grottesca, improbabile e demenziale che sembra stia prendendo in giro i lettori. A far terminare il libro con un finale così assurdo che meriterebbe di essere svelato non tanto per avvertire i lettori quanto per punire l'autrice.
Peccato, ore buttate. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
fabio j. (31-08-2008) Non è il miglior romanzo della Vargas, ma è una lettura piacevole. E poi è il primo della serie con protagonista Adamsberg, perciò da leggere assolutamente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Paoletta85 (17-06-2008) Un pò lento e non molto coinvolgente.. a quanto pare ho scelto il libro sbagliato per iniziare con la Vargas.. speriamo che gli altri siano migliori.. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luca ambrogi lucaamb@yahoo.com (06-05-2008) Si sente che la scrittrice (che ho apprezzato di più in un altro romanzo, “Dans le bois eternels") sa scrivere, ma in questo caso mi sembra che indulga un po’ troppo alla verbosità, a qualche leziosità intellettuale che indubbiamente fa parte del suo stile, e tuttavia ci viene propinata in maniera eccessiva soprattutto nella prima parte della narrazione; è sicuramente più interessante lo svolgimento della seconda parte, dove anche le elucubrazioni un po’ ampollose sulla complessità psicologica del protagonista, Adamsberg, e sulle personalità a loro modo particolari del comprimario Danglard nonché di Mathilde Forestier, cedono il posto ad una maggior agilità dei dialoghi, che sicuramente rende più scorrevole e meno impegnativa la lettura. Bella la conclusione, con una sorta di doppio colpo di scena.
Giudizio nel complesso positivo, ma non entusiasmante.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
dario (05-04-2008) Il primo libro dove l'autrice ci presenta Adamsberg e Danglard,merita di essere letto già per questo motivo,l'importante è leggere anche quelli successivi,sono personaggi ai quali ci si "affeziona". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
slobodan tolstoi@virgilio.it (01-04-2008) Credo di aver trovato un'altra scrittrice da leggere, un altro commissario, un'altra Parigi, altre storie più o meno verosimili. Il libro mi e' piaciuto e lo consiglio, non so perche', anche a chi ama Pennac.... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marion (26-03-2008) Il consiglio, se non avete mai letto Fred Vargas è: godetevi i personaggi, Parigi, la scrittura. E' questo ciò che vi farà innamorare di questa scrittrice. Così tanto da perdonarle una fine (come sempre) campata in aria, inverosimile fino al fastidioso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cristiana (18-03-2008) Fred Vargas è una DONNA che si firma con uno pseudonimo, quindi smettete di scrivere lo scrittore....ecc.
Il libro non è un gran che, ma glielo perdoniamo perchè era il primo, dopo è decisamente migliorata! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
silvia (22-02-2008) Non conoscevo Vargas e, forse, ho iniziato l'incontro affrontando un libro poco felice e poco coinvolgente che definirei da " ombrellone " ( da leggersi, cioè, tra un sonnellino e l'altro ). Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 43
|
 | I più venduti di Vargas Fred |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|