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Vargas Fred - Io sono il tenebroso |
Arrivato alla settecentesima pagina della sua biografia di Bismark, Louis Kehlweiler, detto il Tedesco, ex investigatore del ministero degli Interni francese, si ritrova a indagare sull'ennesimo crimine. Un serial killer uccide brutalmente donne sole in giro per Parigi e il presunto colpevole non è che un povero di spirito, confuso e apparentemente inoffensivo. Ma i fatti, a ben guardare, non hanno mai una faccia sola. Meglio così: perché dove le cose non sono semplici come sembrano, tutto sommato, ci si sente a casa. Il romanzo gioca a nascondino con il genere poliziesco, i suoi codici, i suoi stereotipi e produce, in questo modo, un insospettabile effetto di realtà.
Recensioni 1 - 20 di 29 recensioni presenti. Media Voto: 3.75 / 5Robin (09-12-2009) Non bellissimo come "chi è morto alzi la mano", ma comunque divertente e abbastanza bizzarro. Un pò fiacco il giallo, ma comunque godibile. Voto: 3 / 5 |
roberto (16-11-2009) stupendo,divertententissimo (il capitolo 8 e' da ricordare). forse la trama non e' all' altezza del primo della serie degli evangelisti, ma il tocco e le connotazioni dei protagonisti sono meravigliosi. Voto: 5 / 5 |
fabio j. (24-08-2009) Il romanzo è piacevole, ma ha un che di non riuscito. Ed il personaggio di Louis è molto meno interessante rispetto ad Adamsberg. Non ho letto "Chi è morto alzi la mano", perciò non posso fare paragoni. Voto: 3 / 5 |
laura (19-03-2009) Bello,così bello che sembra di leggere un Magreit, tanto che ci si sorprende quando viene utilizzato un cellulare. Con questo credo di aver detto tutto.
4 solo xchè non è Simenon che è inarrivabile Voto: 4 / 5 |
Mary (29-01-2009) è il primo romanzo della Vargas che ho letto, tempo fa. mi sono piaciuti molto i suoi personaggi e il suo stile da giallista "mediterranea". Da allora non mi sono persa uno dei suoi romanzi, anche se non tutti sono egualmente ben congeniati. Lo consiglio vivamente, anche a chi non è un grande appassionato di romanzi d'indagine poliziesca. Voto: 5 / 5 |
Andrea (21-12-2008) Stupendo! A dir poco sorprendente! Assolutamente da leggere! Voto: 5 / 5 |
Nicoletta no_77@libero.it (03-10-2008) ....buon libro, come tutti gli altri della Vargas! Raccomandato! Voto: 4 / 5 |
silvia (03-09-2008) Purtoppo la Vargas ha perso charme con questo racconto rispetto al primo della serie. Sono solo gli evangelisti, per chi si è affezionato a loro, che tengono viva la voglia di continuare a leggere. La storia, invece, è piuttosto banale e prevedibile. Manca quel tocco che ha reso intrigante "Chi è morto alzi la mano". Voto: 3 / 5 |
Francesco (29-08-2008) è il primo libro che leggo di quest'autrice, e il suo modo di raccontare le vicende non mi è particolarmente piaciuto...
si, alla fine è un libretto carino, ma essendo abituato ai thriller piu' classici non mi ha colpito positivamente;
mi ricorda piu' che altro uno di quei libri che davano da leggere alle superiori....
ho provato a leggere anche "l'uomo dai cerchi azzurri" ma l'ho abbandonato dopo le prime 30 pagine, troppo noioso! Voto: 3 / 5 |
Silvia (27-03-2008) Concordo con chi lo trova meno bello di Chi è morto alzi la mano, però non resisto al fascino degli Evangelisti e alla scrittura del''autrice. Voto: 4 / 5 |
guici (03-03-2008) Sono "amante" della Vargas, ma questo libro davvero non mi convince. poco consistente e si sente la mancanza di Adamsberg. Finora il meno bello dell'autrice. Voto: 3 / 5 |
fabio zanotti (11-02-2008) Ho già letto altri libri della Vargas. Sicuramente questo è meno bello ripsetto a Chi è morto alzi la mano, però nonostante la partenza lente mi è piaciuto molto.
Sempre molto belle le figure dei tre evangelisti. Voto: 4 / 5 |
Chiara 1975 (14-11-2007) Lettura piacevole che scorre mansueta e familiare con i 4 bei personaggi della topaia. Dal punto di vista del giallo lascia un po' a desiderare per la mancnza di imprevisti e per la fine prevedibile, ma lo stile inconfondibile e i nuovi personaggi sono davvero molto umani rendono anche questo testo della Vargas un bel passatempo. Voto: 3 / 5 |
Claudio cla114@hotmail.com (27-08-2007) Ragazzi che brutto! E questo sarebbe il nuovo fenomeno del noir francese? Una storiellina da bambini, raccontata senza un briciolo di suspence, con un finale che definire semplicistico è dire poco. Ma sta signora ha mai sentito parlare di analisi del personaggio, della descrizione delle motivazioni che muovono gli uomini, di come si fa una descrizione di un ambiente? Ma come si fa a inventare dei personaggi così insulsi e improbabili? L'unico personaggio interessante è il rospo del protagonista! Insomma,un giallettino spento, del quale le uniche cose apprezzabili sono il titolo e la copertina. I miei complimenti all'Einaudi che grazie alle due cose suddette si è fregata 11 euro dal sottoscritto per questo raccontino smunto e senza spessore. Una domanda a quelli che osannano questo libro: ma avete mai letto Simenon? Se questa signora è brava allora Simenon cos'è? Forse andava bene come sceneggiatura di un film (per la TV), ma come libro è veramente deludente. Voto: 1 / 5 |
Loredana (27-08-2007) Trama che non mi convince, libro che non riesce mai a coinvolgermi... gli "evangelisti" del primo libro "Chi è morto alzi la mano" (carinissimo) qui sono decisamente in caduta libera! Voto: 2 / 5 |
stefano (08-07-2007) Mah, non so. L'ho trovato un compitino, scritto benino, ma con una struttura molto debole. Caruccio come si dice a Roma.... Voto: 2 / 5 |
Elena (14-06-2007) Bellissimo!! Da leggere. Voto: 5 / 5 |
andrea odd_soul@tin.it (08-05-2007) trovato molto rilassante(seppur nel suo genere da leggere) ma non mi ha dato le stesse soddisfazioni del capitolo precedente (chi è morto alzi la mano)...poi la fine quasi banale...non più di sufficente a mio avviso malgrado la bellissima figura di clement Voto: 3 / 5 |
Daniela Caneschi (13-04-2007) Se ci si concentra sui personaggi e l'ambientazione è un libro godibilissimo, da leggere tutto d'un fiato... chi si aspetta un giallo classico, forse potrà rimanere deluso dall'epilogo, perchè l'assassino è facilmente individuabile - a meno che la sorpresa non sia proprio questa. Voto: 4 / 5 |
Luca henrymerrivale@alice.it (22-03-2007) Mi dispiace essere in disaccordo con i più, ma questo romanzo, tra quelli pubblicati il secondo in ordine cronologico, mi è parso assai più debole del primo (Chi è morto...): debole l'intreccio, debole il personaggio investigatore del Tedesco (mentre assai marginali sono i più simpatici "evangelisti"!), debole soprattutto il movente! Dopo una serie di uccisioni brutali non ci viene fornita una ragione plausibile per tanto accanimento, per la scelta di un'arma particolare, per la pausa che l'assassino si prende dai primi delitti all'ultima serie.
Troppi vuoti, insomma, in un complesso appena sufficiente. Voto: 3 / 5 |
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