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Hitchens Christopher - Dio non è grande. Come la religione avvelena ogni... |
"La fede religiosa è inestirpabile, appunto perché siamo creature ancora in evoluzione. Non si estinguerà mai, o almeno non si estinguerà finché non vinceremo la paura della morte, del buio, dell'ignoranza e degli altri". Questa la tesi da cui parte "Dio non è grande". Muovendosi tra l'analisi dei testi di fondazione delle grandi religioni (Bibbia e Corano sopra tutti) e la riflessione sull'attualità politica e sullo scontro di civiltà in atto, Hitchens costruisce un implacabile atto di accusa contro le follie cui l'uomo si abbandona nel nome di una fede: oscurantismo, superstizione, intolleranza, senso di colpa, terrore verso la sessualità, anti-secolarismo. Contro questi non-valori, e memore della grande tradizione laica anglosassone, Hitchens reclama un ritorno alle idee dell'illuminismo, intessendo un elogio arguto e a tratti commovente della ragione umana. Un saggio che senza mai rinunciare alle armi dell'ironia e del paradosso, costringe faziosamente il lettore a schierarsi.
Recensioni 1 - 20 di 24 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5Guido Baldoni (02-12-2009) Mi fa ridere la recensione di Andrea Palmieri: per lui il libro è esempio di "fanatismo (secondo la definizione: 'Raddoppiare gli sforzi quando si è dimenticato il fine', solo che qui il fine è ben chiaro)"
Ah, il fine è ben chiaro? Quindi il libro raddoppia gli sforzi... senza dimenticare il fine! Quindi non è fanatico!
L'ho letto in inglese, è un capolavoro. Da comprare assolutamente. Voto: 5 / 5 |
Anton (28-04-2009) Un libro davvero gradevole e soprattuto amico. Letture come queste aiutano a non sentirsi soli anche se circondati da un mondo mediatico popolato da folli invasati, ahimé. Voto: 5 / 5 |
Andrea Palmieri (31-03-2009) Da adottare nelle scuole: un esempio lampante e moderno di fondamentalismo, mancanza di rispetto per i fatti e le persone, fanatismo (secondo la definizione: 'Raddoppiare gli sforzi quando si è dimenticato il fine', solo che qui il fine è ben chiaro) e soprattutto di enorme, pantagruelica disonestà intellettuale. L'equivalente di questo libro potrebbe essere un testo che argomentasse un secondo processo di Norimberga per tutti i tedeschi e gli austriaci, passati e presenti, per ciò che fecero Hitler e i Nazisti. Fare di tutta l'erba un fascio (termine quanto mai appropriato...) è un understatement, in questo caso. Pessimo e pericoloso. Voto: 1 / 5 |
Mirko (19-03-2009) Condivido assolutamente tutto ciò che dice questo
bel libro. La religione è solo una gran perdita di tempo. E' nata solo grazie all'ingenuità dell'uomo; quando l'uomo sarà abbastanza evoluto per non credere alla religione? Voto: 5 / 5 |
Gianfranco (figlio di Albino) (04-12-2008) Eccesso di gusto giornalistico per lo scoop e la demolizione dei miti. Troppa enfasi (autocelebrativa) sulle proprie esperienze di viaggio e sui contatti con gente "importante". Condivido al 95% le tesi di Dawkins, Dennett e Hitchens, ma mi sembra che si richiamino eccessivamente l'un l'altro, quasi si mettessero d'accordo ogni volta di far scaturire,da un unico progetto, non uno ma tre best-seller. Mi sembra comunque che, del terzetto, Hitchens sia l'elemento più debole, e che scriva con lo stesso stile dei TEO-CON che tanto disprezza. Voto: 4 / 5 |
Domenico (08-06-2008) Dipendesse da me questo saggio diverrebbe libro di testo in tutte le scuole.
Sono daccordo in tutto e per tutto con l'autore che ,mia grandissima colpa,prima di questo stupendo libro non conoscevo.
Mi riprometto di leggere tutto quello che finora è escito in Italia di quest'autore. Voto: 4 / 5 |
gianni (08-04-2008) è un libro,a mio parere,oltre che brutto anche subdolo.con la scusa della "laicità" l'autore accusa non la religione ma principalmente una religione: quella islamica in modo rozzo e razzistico. Voto: 1 / 5 |
Loris (15-01-2008) Per me si e' trattato di un libro regalato e letto quasi per sfida. Alcune parti sono stimolanti ed interessanti. La questione di fondo del 'disegno' contrapposto alla casualita' evolutiva e' forse il punto focale, quello su cui ciascuno e' chiamato a scegliere. Giusto mostrare l'eccessivo peso della morale sessuale e le contraddizioni secolari di ogni culto. Pero'... il tono di Hitchens, a dispetto di quanto afferma, e' quello del possessore della Verita' assoluta. Lo sprezzo verso chi crede e' fastidiosamente rimarcato. La lettura della bibbia e' da fondamentalista, 'alla lettera', senza tener conto di decenni di esegesi. E sostenere che certi conflitti (irlanda, balcani, rwanda... ) abbiano radici religiose e' pretestuoso: li' la religione e' stata il paravento per interessi economici e politici. La connivenza di uomini di fede e' da condannara, ma senza di loro il sangue sarebbe corso cmnq. La ragione sicuramente e' preziosa, ma non per tutti e' una risposta esaustiva. Voto: 2 / 5 |
matulovic (26-12-2007) grandissimo libro da adottare nelle scuole Voto: 5 / 5 |
Patrizia (15-10-2007) Condivido in pieno ogni singola affermazione, ogni analisi e ogni battuta poco politically correct. In questo caso il gusto per la dissacrazione feroce è solo il sintomo di una cultura poliedrica e di una intelligenza vigile. Infondo il libro non è altro che un atto di accusa contro l'intolleranza e l'arroganza di chi crede di avere la verità in tasca. Non ammirerò mai abbastanza chi urla per difendere il primato della cultura e del libero arbitrio intellettuale. Mi unisco al grido di dolore: la traduzione è imbarazzante (soprattutto nella prima parte, dove è praticamente letterale)e non è stato fatto neanche un tentativo di editing (periodi talmente involuti da risultare incomprensibili, refusi a go go, gravi errori lessicali). Un autore del genere e i suoi lettori avrebbero meritato più rispetto. Voto: 5 / 5 |
rosetta pellegrini (15-10-2007) Le pagine che l'autore dedica al genocidio rwandese sono completamente faziose e non corrispondenti al vero.
L'autore prima di parlare di questa grande tragedia che ha investito un popolo dovrebbe documentarsi. Semplicemente per rispetto. Voto: 1 / 5 |
Silvia (11-10-2007) Ottimi i contenuti e le argomentazioni - nonostante molte siano in giro da secoli. Improntato allo spirito (ovviamente critico ed umoristico, non quello "santo") ed alla razionalità.
Unica pecca: la traduzione PIETOSA, spero che la Einaudi la riveda per una prossima ristampa. Voto: 5 / 5 |
gabriella (25-09-2007) L'argomento è molto interessante. L'autore non sembra un divulgatore eccezionale e la sua scrittura sembra già poco scorrevole in partenza. Ma il traduttore ha combinato il patatrac seguendo la scelta di un'infelice traduzione letterale piuttosto approssimata, che mi fa pensare a una scarsa conoscenza della lingua inglese e di quella italiana. Che dire poi della fase di editing? Ma qualcuno dell'Einaudi, prima di mandare il tutto in stampa, l'avrà riletto 'sto benedetto libro? Voto: 2 / 5 |
simo (23-09-2007) Traduzione scandalosa, contenuto vecchio e concetti già conosciuti e ampiamente confutati... Voto: 2 / 5 |
Rosetta Pellegrini (14-09-2007)
Quello che scrive l'autore da pag 182 a pag 184
sul genocidio rwandese è completamente falso.
Senza avere alcuna informazione, l'autore ripete
i clichè della solita propaganda mediatica.
Trovo grave che di fronte ad una tragedia come quella che è stata
vissuta dal popolo rwandese,si scriva con tanta superficilalità.
Piuttosto l'autore legga e s'informi meglio prima di scrivere tante stupidità. Voto: 1 / 5 |
rino gasper2@hotmail.it (27-08-2007) peccato.
lo spunto era buono, le argomentazioni anche , ma quanta supponenza nel continuare a dare degli stupidi ai credenti.
è risultato antipatico a me,ateo, che condivido tutte le sue osservazioni, figuriamoci a chi quello "stupido" è indirizzato e che poi dovrebbe essere il destinatario del testo.infatti per chi ha gia rinunciato al possesso di una qualsiasi verità non aggiunge granchè.occasione sciupata Voto: 2 / 5 |
philo (27-08-2007) L'autore redige una lista completa di tutte le religioni monoteistiche criticandole o per un motivo o per l'altro. La teoria da cui si muove è la seguente: "Dio è stato creato dagli uomini e non viceversa". Più di una volta, per le tesi esposte, ho pensato di abbandonare la lettura, spesso mi saliva un nervoso incredibile, poi ho ragionato. Hitchens può essere criticato ma è sicuramente un uomo di grnde cultura e si può dissentire dalle sue terorie ma ugualmente rispettarle. E' per me comunque difficile pensare di vivere senza una fede. C'è comunque da dire che è vermante molto critico con tutte le professioni, sia la cattolica, sia la islamica sia la buddista e così via. Io credo che la ns. religione (la cattolica) abbia fatto molti errori nel passato (anche nel recente passato) ma sia l'unica che professa la tolleranza e acetta le altre confessioni cosa che non fa assolutamente la fede mussulmana (forse almeno questo aspetto andava evidenziato). Credo che nell'attuale situazione mondiale tutto possa portare beneficio al fine di calmare gli animi, ma equiparare tutte le religioni a mio modesto avviso non porta da nessuna parte. Forse l'autore ha in testa i concetti basilari della filosofia e qindi, evidentemente, non può per principio acettare la religione.
Voto: 3 / 5 |
Gianni's (24-07-2007) Concordo con giofederle, il testo e' interessante, mai banale, ma la traduzione.....da cani!!!! Einaudi, sveglia!!! Siete una delle piu' importanti edizioni europee, ma a chi vi affidate ultimamente??? Voto: 3 / 5 |
emanuele (22-07-2007) Molto bello, l'autore ha una scrittura affabile e cordiale, conduce dei ragionamenti ben strutturati e condivisibili con un pizzico di umanità e umorismo tipici di chi si è liberato per sempre dai fantasmi delle religioni... Consigliato! Voto: 5 / 5 |
giofederle (10-07-2007) Il testo è interessante. Peccato che il traduttore conosca poco l'italiano, a volte reso in modo maccheronico, con molti refusi, e dal modo oscuro con cui sono composte certe frasi, forse conosce male anche l'inglese. Voto: 3 / 5 |
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