|
|  |
Kaufman Sue - Diario di una casalinga disperata | Quante erano le mogli che cercavano di assomigliare a quelle fotografie dei rotocalchi con la donna di casa americana che bacia il marito davanti alla finestra panoramica, scarica una nidiata di figli davanti alla scuola e sorride passando la lucidatrice nuova sull'immacolato pavimento della cucina? Milioni, sicuramente, ma ben poche erano le donne che in quel modello potevano riconoscersi. Prima di tutte la Bettina Balser di questo romanzo, che per non consegnarsi totalmente alla follia ricorre a un mix di alcol, antidepressivi e sesso extraconiugale. Oltre a imporsi come bestseller, "Diario di una casalinga disperata" si dimostrò un fenomeno di costume di lunga durata: l'espressione "mad housewife" (che in inglese significa sia "pazza" sia "arrabbiata" e che oggi potremmo tradurre con "disperata") divenne infatti tanto consueta che passò a indicare un intero sottogenere romanzesco, le "mad housewife novels". E le sorelle di Tina Balser negli anni a venire avrebbero poi riconosciuto e ascoltato nelle poesie, e nelle vite, di poetesse come Sylvia Plath e Anne Sexton la sinfonia feroce della loro stessa depressione.
Media Voto: 3.8 / 5MaG (22-10-2009) Non credo che sia scorretto chiamare Bettina casalinga, perchè in effetti se una donna non lavora e sta a casa anche solo ad occuparsi dei figli, non la chiamiamo forse così? Per quanto riguarda il "mad", mi pare che nelle prime edizioni il titolo fosse Diario Di Una Casalinga Inquieta (come il film che poi ne hanno fatto) poi furbescamente ritradotto Disperata in relazione alla serie tv. Ho trovato un po' difficile ingranare ma poi mi sono immersa del tutto nei pensieri della donna.Molto importante è soprattutto il contesto storico temporale in cui il romanzo è uscito e la perfezione con cui la Kaufman ha saputo descrivere la vita della donna che segue il marito nei suburbs. Interessante, fa riflettere ed è a mio parere ottimo! (Concordo con i più per i refusi, imperdonabili) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mari (08-06-2009) Il libro si legge piacevolmente, ha qualche pagina divertente, ma nulla di più; il titolo poi è fuorviante in una maniera sconcertante: chi definirebbe Bettina una "casalinga"? E' una signora dell'alta borghesia che abita su Central Park. Della casa si occupa la servitù. Lei non ha nulla da fare e non ha nessun problema, perciò si annoia... difficile provare vera simpatia per lei, identificarsi. Una persona che non conosce se stessa, che non sa nè godersi i propri privilegi, nè cercare alternative o libertà più legittime di un banale tradimento coniugale. Mah. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
vale (05-04-2008) non mi ha del tutto convinta: mi è sembrato che a tratti si dilunghi in maniera un pochino ripetitiva sulle descrizioni degli stati d'animo di bettina. peccato anche per i refusi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
patrizia (30-08-2007) Questo libro mi è piaciuto tantissimo, il ritratto dei protagonisti è molto divertente, ma anche profondo. In particolare, mi ha stupito la "freschezza" e l'attualità che ha conservato nonostante sia uscito ben 40 anni fa! Peccato veramente l'enorme quantità di refusi, una casa editrice seria dovrebbe evitare cose di questo genere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
angela (27-08-2007) molto carino. peccato che sia così pieno di refusi, da einaudi ci si aspetterebbe un po' più di cura. la scelta di tradurre mad con 'disperata' è una fastidiosa strizzata d'occhio al marketing (anche se è effettivamente difficile pensare ad un corrispondente adatto). comunque carino. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
|
 | Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|