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Pamuk Orhan - Il castello bianco |
Il ventenne gentiluomo veneziano, appassionato di astronomia e matematica, e l'astrologo turco si assomigliano come fossero fratelli gemelli. Si guardano con sospetto ma per anni vivono a stretto contatto impegnati nelle più svariate ricerche scientifiche: studiano i fuochi d'artificio, progettano orologi e discutono d'astronomia, biologia e ingegneria. Insieme riescono a debellare un'epidemia di peste. Trascorrono molto tempo raccontandosi la propria vita. Il sultano Maometto IV (1648-87) affida loro la costruzione di una potente macchina da guerra, ma durante la disastrosa guerra in Polonia il marchingegno non funziona. L'unione si spezza e solo uno dei due "gemelli" tornerà in Turchia... Ma quale? Un romanzo che è metafora del legame tra Oriente e Occidente.
20 recensioni presenti. Media Voto: 2.4 / 5Moreno C. (05-01-2010) 'Il castello bianco' è un libro che finisce per produrre unicamente un tedio assoluto, e non per il tema trattato (il conoscere se stessi e il perchè 'io sono io e non un altro') che è certamente interessante e meritevole di essere discusso soprattutto quando coinvolge individui appartenenti a civiltà diverse, ma per come le vicende raccontate siano funzionali solo a specchiare l'interiorità dei protagonisti e non a far prendere vita ad una storia che possa appassionare. Voto: 2 / 5 |
alex (29-10-2009) L'idea di partenza è molto affascinante, ma poi, a mio parere, il famoso scrittore si perde in uno scritto faticoso e lento. un sicuro aiuto per chi soffre di insonnia, provare questo libro prima di consultare il medico. Voto: 1 / 5 |
Luca (21-04-2009) L'idea di partenza è molto buona,peccato che poi l'autore si perda un pò.Non è un libro da leggere in 2 giorni,probabilmente alla seconda lettura si possono carpire tutti i messaggi.E' il primo libro che leggo di P.O.,forse non era quello giusto.. Voto: 3 / 5 |
Silvia (02-08-2008) Un libro che non regala alcuna emozione, una prosa che pesa e non conquista, un'idea geniale imbrigliata nelle maglie di situazioni pretestuose e poco convicenti. Voto: 1 / 5 |
Riccardo (22-03-2008) d'accordissimo con voi. l'idea di certo era buona, ma non è stata sviluppata bene. come già detto è uno dei classici libri dove il terreno c'è ma il fiore no. forse ho fatto male ad iniziare a conoscere questo autore con questo libro.
bella l'idea della somiglianza dell'occidente e dell'oriente ma le negatività le ho già dette.
non do un voto assolutamente negativo per questa unica ragione, l'idea ok, ma posta in modo poco bello. Voto: 2 / 5 |
Greta gretel68@virgilio.it (03-03-2008) Dopo la seconda metà del libro, ho iniziato a saltare le pagine a due a due, raramente mi sono annoiata così, ed ora sono qui a chiedermi cosa volesse dire l'autore .
Se stava raccontando semplicemente una storia mi ha entusiasmato poco, se c'era qualche significato nascosto, io non l'ho capito.
Forse è proprio per questo che lui ha vinto un Nobel e io no......
Un narrare piatto, a volte anche un pò confuso, poco incisivo, mi aspettavo un racconto di tutto altro genere e stile.
Voto: 2 / 5 |
lhl (07-02-2008) come molti altri, anch'io sono uscito molto deluso dalla lettura di questo libro. L'idea e lo stile sono sicuramente molto buoni ma un quanto a realizzazione, a scorrevolezza e coinvolgimento è vicino allo zero. Voto: 2 / 5 |
ALESSANDRO SPAZIANI (26-01-2008) Incipit alla Hemingway: uno si aspetta il capolavoro e invece tutto si dissolve in un noioso nulla; e se costui si è meritato il Nobel io ci ripenso e sposo e i tifosi di Roth che al confronto è un marziano! Voto: 1 / 5 |
Alessandro (19-12-2007) Mettiamola così: Manzoni nel trovare il suo manoscritto è stato decisamente più fortunato del signor Pamuk!
Libro pesante nonostante la brevità, senza un colpo di scena, senza niente...
Voto: 1 / 5 |
Ale (30-07-2007) Decisamente un libro pesante, benchè non lungo. Ma onestamente mi aspettavo qualcosa di più, vista la grande pubblicità che si fa a questo scrittore. Voto: 2 / 5 |
Claudio M. (31-05-2007) Alla prima lettura ostico e "falso", il romanzo rivela poi (seconda lettura) aspetti di grande interesse, sia psicologico che ambientale. Ma la traduzione forse tradisce la difficoltà di rendere una scrittura, certo un po' troppo complessa (differenza di mentalità fra due mondi diversi?)- Romanzo da rileggere. Voto: 4 / 5 |
Corrado Nico (29-05-2007) L'idea di partenza del romanzo e' buona: il mago ottomano e il suo servitore veneziano che si assomigliano come due gocce d'acqua e alla fine si identificano in una indistinguibile entita', simboleggiano le somiglianze di oriente e ocidente, viste come due facce di uno stesso specchio, due entita' in simbiosi e bisognose l'una dell'altra. Ma francamente la scrittura e' troppo lenta e prolissa, e alla fine risulta soporifera. Anche se indubbiamente rimane la geniale idea di partenza. E' il primo romanzo di Pamuk che leggo, non so se sia indicativo della sua scrittura. Voto direi 3-4. Corrado. Voto: 3 / 5 |
Davide (20-02-2007) Forse ragioni economiche spingevano Pamuk a scrivere e pubblicare un nuovo libro benché non avesse nulla da raccontare. E' l'unica spiegazione che riesco a darmi dopo aver letto un libro così inconsistente, povero di contenuti e decisamente poco interessante (eufemismo). Voto: 2 / 5 |
paolo (30-01-2007) Due culture allo specchio in questo romanzo di Pamuk. Un confronto sottile giocato su meccanismi mentali che porta ad un confondersi di identità, quasi allo smarrimento. Molto ben scritto. Lo consiglio Voto: 5 / 5 |
Claudio (21-12-2006) Un libro intenso e ben composto che riavvicina oriente ed occidente. I due protagonisti, provenienti da due mondi diversi, si confondono tra loro per indicarci quanto uguali siamo tutti, al di là dei pregiudizi e delle frontiere, al di là della religione e del credo politico. Il castello bianco è un bel romanzo. A volte ricorda Borges, per le scene davanti allo specchio, altre ricorda Eco, per la storia del manoscritto; ciò nonostante si tratta di un libro originale e pensato. Voto: 5 / 5 |
Ponynero (19-12-2006) E' uno di quei libri che non sono venuti bene nonostante l'idea fosse abbastanza buona. Non lo consiglio per fare conoscenza con Orhan Pamuk Voto: 4 / 5 |
Monica (16-12-2006) Sono felice che altri lettori abbiano avuto la mia stessa impressione leggendo il libro. Mi trovo particolarmente d'accordo con chi dice che l'autore si è impegnato in un esercizio di stile perdendo completamente di vista una storia che, scritta con un po' più di scorrevolezza, avrebbe potuto appassionare. Voto: 2 / 5 |
silvia (06-12-2006) che dire? una piccola delusione, un libro molto ben scritto ma molto freddo che non ha saputo emozionarmi mai, neanche una volta. Voto: 2 / 5 |
Gio (18-11-2006) Incuriosito dalla vittoria del Nobel di Pamuk, ho preso e letto il libro. Dopo una brillante partenza, però, mi sono perso nella prosa un po' barocca che rende, alla fine, meno comprensibile il significato del libro. Scritto bene, senza dubbio, ma sembra più un esercizio di stile con 70-80 pagine di troppo. Voto: 2 / 5 |
stefano (13-11-2006) Autore che non sembra aver molto da dire, ma lo dice molto bene. Voto: 2 / 5 |
Recensioni 1 - 20
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