|
|  |
McEwan Ian - Il giardino di cemento |
Recensioni 1 - 20 di 26 recensioni presenti. Media Voto: 3.19 / 5dani70 (29-12-2011) E' il primo romanzo di McEwan che leggo, e mi ha lasciata perplessa e amareggiata. Non posso dire che non mi è piaciuto per niente, ma nemmeno che è un capolavoro.
Insomma, una via di mezzo che mi ha fatto arrabbiare e mi ha lasciato alla fine una grande curiosità: che ne sarà stato di quei ragazzi? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Donatella (05-12-2011) Solitudine, incomunicabilità, sentirsi vuoti inutili fuori luogo. Chi da adolescente non ha provato i sentimenti di Jack? Un libro travolgente, che può spaventare, ma da leggere senza pregiudizi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mario69 (11-11-2011) Un fantastico pugno nello stomaco. Da leggere senza finti moralismi e pregiudizi. Rimane dentro a lungo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto (10-12-2010) Da leggere tutto d'un fiato. Il primo McEwan era capace di libri "cattivi" come questo o "Cortesie per gli ospiti". Libri che in alcuni momenti ti danno fastidio, ma che al contempo esercitano su di te una malia che ti spinge ad andare avanti finché ti entrano dentro e non ti lasciano più. Un libro che lascia il segno. Un gioiello del grande McEwan. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luisa (09-11-2010) E' il primo libro che ho letto di McEwan e difficilmente mi verrà voglia di leggerne altri. Mi è parso un racconto squallido senza nè capo nè coda.
Consiglio, a chi avesse intenzione di leggerlo, di tenere presenti i giudizi negativi. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (17-09-2010) Lasciate perdere i commenti negativi. In questo splendido romanzo di McEwan (e non è una novità) la storia è perfetta. Il grande scrittore crea un'altra storia che resta dentro. Ennesimo capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
kine (28-07-2010) Voto medio basso. Non mi ha lasciato quasi niente, nessun altro commento. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
atlantis (17-06-2010) Un noir deve lasciare un segno. Questo lo fa alla grande. Per stomaci... anzi, per psichi molto forti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elisabetta (06-06-2010) mi ha incuriosito la trama sul retro della copertina.
pensavo ad un'altra cosa e dopo avere letto espiazione.
non mi è piaciuto anche per i temi macabri e morbosi dei protagonisti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
danypicci87 (24-03-2010) Non ho parole per definire questo racconto. L'ho finito solo perché odio lasciare i libri a metà e perché era talmente corto che l'agonia è stata poca. A dir poco ORRENDO! Non capisco come si possa osannare un racconto così privo di significato e imbarazzante... non so se proverò con qualche altra sua opera... cosa mi consigliate? Di sicuro questo lo sconsiglio vivamente a chiunque voglia provare ad accostarsi all'autore! Orribile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fosca (22-11-2009) dopo aver letto due suoi libri bellissimi (Espiazione e sabato, dei quali in particolar modo espiazione mi ha fatto sognare), ho deciso di provare con questo racconto, uno dei più famosi di mcEwan.
McEwan, McEwan, ma cosa ti è preso?!?!?!?
IRRICONOSCIBILE!
Morboso, imbarazzante.
Incredibile che si tratti dello stesso autore dei capolavori sopra descritti!
non compratelo, veramente! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
sara (25-05-2009) mi è piaciuto molto, è una narrazione difficile e riuscita benissimo, e devo dire che non era facile trovare un finale. mc ewan c'è riuscito appieno Voto: 4 / 5 |  |  |  |
GEA (23-03-2009) L'ho abbandonato subito e non mi capita mai.Non è stata la noia a trattenermi,ma qualcos'altro.Pensavo mi avrebbe fatto cambiare opinione su McEwan visto che è considerato il suo capolavoro,dopo il primo cattivo incontro con Cortesie per gli ospiti.Bhè,certo non cambio opinione.Non capisco lo scopo e il messaggio del libro.Cosa vuole dire McEwan nel descrivere una situazione talmente morbosa,triste,brutta e comunque abbastanza rara,se presa in concreto?Mi sembra tanto un individuo dalla fantasia deviata,non un grande scrittore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alessio (17-02-2009) è un libro crudo e amaro. parla di solitudine e di disperazione. se il noir non è un genere, ma uno stato d'animo, questo è un grande noir. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Abe (09-02-2009) Un piccolo gioiello, che affronta con un coraggio inquietante il mondo della prima adolescenza e del vuoto, l'importanza di avere una guida in quegli anni e la facilità con cui questa guida può distorcere la percezione della realtà. Stilisticamente è perfetto, e rimane una lezione di concisione ed essenzialità. L'ambientazione e le macerie che circondano la casa sono ben più di una facile metafora. Chi vede solo morbosità e incesto mi ricorda lo sciocco che guarda il dito quando indicano la luna... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angela M. (10-07-2008) Non mi è piaciuto. Ho letto alcuni altri suoi libri, che mi erano piaciuti molto (Espiazione, Sabato, Chesil Beach e un po' meno Lettera a Berlino). Scrive molto bene. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefano (01-03-2008) Romanzo d'esordio di McEwan, è un libro estremamente amaro e crudo. Racconta le esistenze quotidiane di una famiglia di quattro ragazzi, due maschi e due femmine di età diverse, alle prese con la difficoltà di crescere e di trovare una propria (impossibile) identità dopo la morte dei loro genitori. Anticipo subito che il libro, nonostante le apparenze, non è in alcun modo lacrimevole o sentimentale: al contrario, il tono è secco e lucido, a tratti rasenta il cinismo, e la "durezza" dello stile e dei contenuti possono sconsigliare la lettura a un tipo di pubblico non preparato a questo genere di romanzi. La materia della storia è spesso scabrosa (si parla anche di incesto), ma mai banale e non scade mai nel patetico o nel volgare. Può suscitare differenti reazioni a seconda dello sguardo di chi legge, io personalmente l'ho trovato una lettura profonda e ricca di sensibilità... in ogni caso, un ottimo esordio per uno dei più grandi autori degli ultimi trent'anni. Voto: 7.5 Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Matthia mattia.ferraro@fastwebnet.it (17-10-2007) L'ho letto perchè incuriosito che trattasse questo delicato argomento dell'attrazione sessuale tra fratelli... beh c'è ben poco di sfrontato e trasgressivo... mi spiace dirlo ma a tratti è noioso tranne appunto le parti in cui c'è un pò di pepe a livello sessuale (se così lo vogliamo definire).
Tutto sommato è abbastanza corto e quindi non stanca mai... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
sdazio s.dazio@virgilio.it (20-07-2007) Il Giardino di cemento è un libro condensato, dalla trama sfrontata ma mai maliziosa, e questo è un fondamentale punto a favore dell’autore. A tratti mi ha ricordato Il signore delle mosche di W. Golding, soprattutto nei rapporti di potere che si instaurano fra i tre fratelli. McEwan non è molto generoso con il lettore e gli fa fare un bel pezzo di strada da solo: il libro è ben scritto e quindi lo si può accettare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mato mau.tolu@tiscali.it (04-06-2007) Molto bello. Schietto, diretto e incredibilmente crudo. Anche qui la realtà non è distante, anzi è molto attuale. Per marco da vr mi auguro che possa trovare lo slancio per leggere qualche altro libro di mcewans, chissà magari si ricrede... Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 26
|
 | I più venduti di McEwan Ian |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|