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Rigoni Stern Mario - Stagioni |
Questo libro è il percorso di una vita. Nato da un profondo rispetto della natura, del suo equilibrio e della sua grazia, rievoca grandi avvenimenti della storia e piccole vicende personali, in un flusso scandito dall'alternarsi delle stagioni. Nella memoria dell'autore ogni cosa ha lo stesso spazio, la stessa dignità; ogni frammento trova la giusta collocazione all'interno di un quadro che Rigoni Stern, "uomo di montagna", dipinge dei colori più vivi. Accanto alla campagna di Russia e alla drammatica esperienza del Lager riemergono così episodi apparentemente marginali, che tuttavia danno il senso di una vita: dai suoi giochi di ragazzo alle prime battute di caccia, da una visita alla Reggia di Versailles al "bel gallo" regalato all'amico Vittorini, che però, a mangiarlo, si rivela "selvatico e coriaceo". E poi ancora antichi riti e vecchie tradizioni, uomini e affetti di altre epoche, alberi e animali destinati ad annunciare il nuovo clima e la nuova stagione, luoghi e paesaggi forse dimenticati ma sempre carichi di storia e di ricordi: su tutto lo sguardo, a volte divertito a volte malinconico, dell'autore, testimone del suo tempo e di un passato che continua a riaffiorare.
19 recensioni presenti. Media Voto: 4.31 / 5Erik (10-07-2008) Stagioni è il testamento di un grande uomo che mancherà a tutti... ciao Mario! Voto: 5 / 5 |
Renzo Montagnoli (03-04-2008) Lo spazio per riportare la mia lunga recensione è poco e comunque non basta. Allora mi limito al solo giudizio: Stagioni è semplicemente un capolavoro. Voto: 5 / 5 |
luca bidoli luca.bidoli@virgilio.it (18-10-2007) Semplice, eppure complesso. Di quella complessità che è il risultato di un'intera esistenza, affidando alle parole la capacità di stupirsi della natura e del mondo, la possibilità di salvarsi e salvare sè stessi e ciò che vi è di umano negli anni che trascorrono, che passano... Splendido, con un ascrittura che è un modello, un possibile modello, di resa stilistica alta, sobria, elegante. Un puro, commovente dialogo con il lettore. Basta spalancare anima e cervello, il secondo sempre più necessario, di questi tempi, in queste nostre stagioni. Voto: 5 / 5 |
daniela (28-08-2007) Volevo rispondere a Eleonora, forse non ha capito che "Stagioni" non è una storia, ma riflessioni pensieri, ricordi, descrizioni , che ci regala questo grande scrittore .
Se si vuole leggere una storia vera, ha scritto LE STAGIONI DI GIACOMO e LA STORIA DI TONLE veramente Notevoli......... Voto: 5 / 5 |
danier danierco1@yahoo.it (22-07-2007) Stagioni, un libro che va letto con calma assaporato, è bellissimo, scorrevole intenso ,ricco di pensieri descrizioni, avvenimenti.Come in quasi tutti i suoi libri Mario Rigoni Stern ci fa conoscere luoghi profumi rumori colori che ci stanno intorno e che pochi conoscono .Da leggere. Adatto a tutti dal ragazzo alla persona adulta. Voto: 5 / 5 |
fulvia (09-07-2007) le stagioni di ieri e di oggi si alternano nel racconto di Mario Rigoni Stern con la consueta rara maestria e ci fa passare attraverso ogni stagione con la sicurezza di chi è condotto per mano da un grande vecchio, uno che sa quel che dice e dice quel che ha visto e vissuto, senza fronzoli nè artifizi letterari, un libro, come quasi tutti i suoi, davvero splendido.
la guerra e i morti, i compagni alpini lasciati sul campo e il fiorire della vita nella primavera che torna anno dopo anno e quell'attesa della neve che chiude il libro, un silenzio che scende lieve sull'anima che si è colmata di bellezza, quella della verità, senza bisogno d'altro. Voto: 5 / 5 |
GIANNI (01-04-2007) Sarà anche un libro frammentario, ma è così rilassante..fa riscoprire gli odori, i gusti di una volta. Forse, solo chi ha una certa età come me, può apprezzarlo fino in fondo. Voto: 4 / 5 |
fabio Marchioni macchia76@tele2.it (24-03-2007) si, forse un po' frammentario lo è,ma è un libro appunto di frammenti tratti dalle stagioni della natura e dalla vita di un uomo di montagna che sa essere sempre non banale. Non so se rigoni stern sia un grande scrittore,ma so che la lettura di queste pagine mi ha emozionato.e questo basta... Voto: 4 / 5 |
schiavon westerner@alice.it (16-03-2007) il grande vecchio ci mette di fronte alla sofferenza e alla natura amata come una donna come una madre come la porta della salvezza. una giovane lettrice non vede il nesso tra il sangue sulla neve e l'urogallo,pazieza,ma che questo e altro sfuggano al "militante"e maleducato critico letterario (che non si sente ridicolo nel proclamare piperno e altre scamorze "salvatori della letteratura italiana"),del corriere magazine,tale d'orrico,è inammisibile;in piu' il novello benedetto croce,si permette il lusso di liquidare il libro di rigoni stern con una banale spocchiosa battutina che non vale la pena di riportare. mi scuso per lui col grande umile e saggio vecio della steppa e dell' altopiano. Voto: 5 / 5 |
dan (28-02-2007) Che bello! mi ha fatto risentire dei sapori e dei gusti di un tempo. L'odore della neve....
che semplice e grande uomo! Voto: 5 / 5 |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (25-02-2007) SI tratta di aneddoti sparsi, fusi in flusso di coscienza scandito dal tempo che passa: ai ricordi di guerra si assommano quadretti agresti che delineano un insieme bucolico molto simile alle storie di Mario Corona. Voto: 3 / 5 |
eleonora (21-02-2007) in questo libro non si capisce niente!cioè, ma si passa da parlà della guerra a parlà dell'urogallo!non esiste dai.... Voto: 1 / 5 |
Fabrizio (19-02-2007) Una struggente oasi verde per chi, come me, è costretto ad abitare degradati spazi urbani. Voto: 4 / 5 |
Manuela di Trieste (08-02-2007) Non male, sebbene abbia trovato noiose le descrizioni delle battute di caccia; più godibili quelli in cui l'autore, con rara maestria,rende l'incanto della natura nella sua mutevole bellezza.Lettura da consigliare soprattutto ai poveri "inurbati", cui il ritmo frenetico della vita moderna nega l'opportunità di soffermarsi su certi dettagli. Voto: 4 / 5 |
ALESSANDRO alessandrospaziani@interfree.it (04-02-2007) E' rimasto l'unico grande "vecchio" saggio della nostra letteratura; riesceancora a interessarci e a commuoverci con le semplici memorie ed osservazioni quotidiane, mai banali, mai scontate. Voto: 5 / 5 |
sergio resta hotsurgery@libero.it (24-01-2007) A illuminare un panorama letterario nazionale contemporaneo, a mio avviso, non particolarmente brillante per contenuti e coinvolgimenti emozionionali, ecco che giunge il bel libriccino "Stagioni".
La pacata prosa dell'autore é l'elemento costante e, direi, il contrassegno stilistico di Mario Rigoni Stern: é rilevabile in tutti i suoi scritti e scandisce la progressiva ascesa verso la "vetta", il significato semplice e sempre visibile dell'esistenza.
Dalle trattazioni belliche alle mirabili evocazioni della montagna, dalle scene di caccia ai profumi dei focolari e delle povere pietanze dei malgari, la metrica descrittiva procede sicura e scandita come scarpone di montagna che inguaina piede forte e generoso, orientato e sicuro.
Rigoni Stern accoglie il mio ammirato consenso perchè misura le parole, non ama gli eloqui ridondanti, non inchiostra pagine per imposizione editoriale.
L'unica voce che non ricerca un colpevole responsabile delle carneficine di guerra, il suo cuore analizza le emozioni dei belligeranti, le fatiche, il sacrificio dei tanti che non fecero ritorno, gli episodi di fratellanza tra gli schieramenti opposti.
Nonno Mario, attuale come nessuno mai, va oltre il comune umano retaggio: insegna il perdono, il riscatto attraverso la conoscenza dei valori della Natura, il superamento della viltà attraverso l'osservazione della schietta, istintiva "sincerità" comportamentale della fauna del bosco.
E in quelle pagine dense e profumate di maggese, di cacio di montagna abbrustolito, stridule di richiami di rondoni, di bramiti di cervo e di memorie ormai lontane, riscopri l'Entità che ispira la vita.
Lunga vita al Grande Vecio. Voto: 5 / 5 |
laura psichelaura@libero.it (09-01-2007) ...come d'incanto, mi è sembrato di essere di nuovo seduta vicino alla stufa, con il nonno Attilio che mi raccontava del tempo della terra.
Così, mossa da un richiamo "come uno sciatore solitario che non ama le piste affollate e gli impianti di risalita, e va per il suo inverno, con i suoi ricordi, i suoi pensieri", sono andata a correre sul Naviglio " in una mattina di dicembre con il cielo uniformemente grigio, i boschi più scuri aspettando un odore più leggero e più fragrante di quello della nebbia".
Forse anche questa è la "recherche". Grazie Voto: 4 / 5 |
fran (27-12-2006) Un collage di pezzettini, appunti, a volte solo flash senza capo ne' coda, che non fanno un grande favore a Rigoni Stern, autore che amo molto. Se non lo conoscete ancora, non partite da qui. Voto: 3 / 5 |
moreno (25-12-2006) semplicemente bello, come altro poteva essere un libro di Rigoni? Voto: 5 / 5 |
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