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Ammaniti Niccolò - Branchie | Protagonista è un ragazzo che fabbrica acquari e studia il comportamento dei pesci. Malato di cancro, si trascina abulico da una festa all'altra al seguito di una fidanzatina, nei quartieri alti di Roma. Finché gli arriva una proposta curiosa: trasferirsi in India e costruire un acquario per una misteriosa signora. L'India di Ammaniti si rivela un continente fragorosamente eccessivo, che sembra nato da una mente eccitata e febbricitante. Succede di tutto: il ragazzo è sequestrato da una banda di arancioni, si unisce a un gruppo di musicisti che vivono sottoterra, viene sedotto da una ragazza che vive in un castello, e scopre che la signora capeggia una banda di delinquenti specializzati in trapianti di organi prelevati ad indiani vivi.
Recensioni 1 - 20 di 30 recensioni presenti. Media Voto: 3.2 / 5FRANCESCA (08-06-2011) mi ha lasciato molto perplessa. l'ho trovato noioso, a tratti soporifero, al contrario degli altri scritti dell'autore. la storia è talmente inverosimile che l'avrei sopportata solo se alla fine avessi scoperto che si trattava di un sogno. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alex (19-03-2011) Un vero spasso! Ricorda l'Ammaniti di "Che la festa cominci". Alla faccia del romanzo di formazione, nato quasi per caso - come scrive l'autore all'inizio del libro - Ammaniti ha sempre la capacità di raccontare le cose di tutti i giorni, riuscendo sia a far ridere che a commuovere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Damiano (01-10-2010) Se l'autore fosse stato uno sconosciuto, Einaudi non avrebbe mai pubblicato un libro del genere.
Personalmente penso di aver preso un bel bidone, peccato perché COME DIO COMANDA mi era proprio piaciuto.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
mara regonaschi (22-09-2010) L'esordio del libro è l'unica cosa leggibile: la testimonianza delle sensazioni di un malato di cancro e dei cambiamenti che la malattia induce nel suo modo di vivere e di vedere la vita. Per il resto banale: sia il pretesto per il viaggio in India sia tutto quanto accade di assurdo in quel Paese. La scrittura è banale e spesso banalmente volgare, gli accadimenti improbabili, posto che non è un libro di fantascienza (e sarebbe brutto pure così). E' difficile trovare un senso, anche a quello di finire il libro! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Alinti (09-12-2009) Una storia piuttosto banale che scorre via velocissima, da leggere tutta d'un fiato (tanto non c'è nulla su cui riflettere). Va bene che è il primo libro di Ammaniti però se devo giudicare il libro e non l'autore il voto non può essere che basso. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Alessandro Peleggi alessandro.peleggi@clonwerk.it (04-12-2009) Dopo aver letto "Fango" e "Ti prendo e ti porto via" questo romanzo appare un po' come una delusione. Un'idea narrativa "improbabile", tra l'horror e la fantascienza, funzionale ad esprimere una morale piuttosto banale: l'amore, l'amicizia e la lotta possono donare nuovamente la voglia di vivere anche ad un malato terminale... che tra parentesi neanche morirà. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
simone (30-10-2009) Fatevi una domanda. Se questo libro non l'avesse scritto Ammaniti, sarebbe uscito lo stesso per Einaudi e molti lo avrebbero apprezzato ? Io dico di no. Perché? Per il semplice motivo che si tratta di un libro ridicolo, scritto da una persona che ha fatto un reale abuso di film e videogiochi.... Patetico... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco welovefabric@gmail.com (16-10-2009) Non capisco sinceramente chi da' un voto bassissimo.
Avete iniziato a leggere la storia senza soffermarvi sul prologo forse?
Questo è il primo libro di Ammaniti, cosa pensavate di trovare?
La storiella è piacevola, buona per passare un po di tempo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Jacko94 (11-09-2009) "un libro da capire"...leggere il libro senza che qualcuno ci abbia messo nell'ottica che il libro non sia coerente con la realtà dell'inverosimilità è assai difficile... infatti nella parte iniziale si riesce (con un po di sforzo) a far rimanere attaccata la storia alla realtà, quindi quando le situazioni diventano sempre più improbabili l'idea di storia verosimile fatta sulle prime pagine crolla... e se non si riesce ad accettare che le situazioni non siano per niente probabili non si gradisce il libro... ma ,comprendendo la natura illogica del libro, si apprezza tutta la sua bellezza. In Branchie (soprattutto dalla seconda parte) è affascinante il lento ma costante peggioramento della situazione, e ancora più affascinanti sono le soluzioni proposte dai personaggi le quali ogni volta sono sempre più assurde ma mai scontante... il finale è il coronamento della stupenda avventura vissuta dal personaggio... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
AL3 (14-06-2009) Sinceramente questo libro è la decadenza della letteratura italiana. Come si fa ad apprezzarlo? L'inizio è accettabile, ma man mano si procede con la lettura accadono eventi talmente surreali e senza senso da sembrare scritto da un ragazzino di dieci anni. Della fine poi non ne parliamo: la banda di super-eroi che combatte contro i cattivi; la brutta copia di qualche cartone animanto. Totalmente inaspettato dopo aver letto "Io non ho paura" e "Ti prendo e ti porto via". Il libro più brutto che abbia mai letto. Un gran peccato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
mareblu (26-02-2009) Prima di questo ho letto tutto di questo autore, come sempre pazzo Ammaniti! Ho ritrovato alcune analogie con fango, soprattutto con l'ultima delle storie, 'ferro' mi pare...E per essere un romanzo scritto nel 93 lo trovo al passo coi tempi per la tematica della ricerca autodistruttiva della bellezza eterna.
Ammaniti ha la capacita' di tenermi appiccicata alle sue pagine, lo adoro!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sara (20-02-2009) FANTASMAGORICO! GENIALE! Come Fango del resto... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Daniele (08-01-2009) Il primo libro di Ammaniti lascia intravedere tutto il suo potenziale, poi calibrato in pieno con i successivi "Ti prendo e ti porto via" e "Come Dio Comanda". È impattante, al limite del brutale a volte, in puro stile Ammaniti, esilarante in molti punti,ma anche ancora "acerbo".. le parti migliori sono all'inizio e alla fine, con un passaggio un po' "stanco" nel mezzo, con il trasferimento della scena in India. Cmq graffiante e surreale, con questo libro è poi nato uno stile, che non può lasciare indifferenti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
riccardo (17-12-2008) QUESTO è IL VERO AMMANITI! Branchie e Fango, l'apice con ti prendo e ti porto via. Con "io nn ho paura" è iniziata la decaduta.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianfranco baldisserri (31-10-2008) bellissimo ed estremamente divertente!!! Consiglio la lettura a tutti!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Damiano Lippi (29-10-2008) Grande fantasia, buon libro. Ammaniti non delude mai. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
simona (19-05-2008) assolutamente un genio. il quentin tarantino della letteratura italiana! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
RoBy indomitoroby@hotmail.com (23-04-2008) Un libro francamente orribile.
Sconclusionato, leggerino, privo di pathos.
E lo dico da grande estimatore di Ammaniti. Adoro i suoi libri.
Tranne questo obrobrio, da relegare nello scomparto: Peccati di gioventù. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luca Paolettol@yahoo.it (17-03-2008) Originale, simpatico, ironico e fantasioso.Da leggere sicuramente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
crespo (07-03-2008) è un libro fumetto. è per questo che è bello. Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 30
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