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Ellis Bret E. - Meno di zero |
Il romanzo di Ellis ha il ritmo di un video clip, la durezza dello slang giovanile alto-borghese e la forza della rivelazione. In scena c'è un gruppo di giovani e giovanissimi di Los Angeles, tutti biondissimi e abbronzatissimi, tutti viziati, ma in realtà trascurati da genitori infelici, depressi o assenti. Questi ragazzi, in vacanza prima della riapertura dei college, sperimentano tutto quello che la città offre: sesso facile, spinelli, cocaina, feste sempre più particolari, in un crescendo di amoralità e devastazione interiore che sconfina presto nell'orrore.
9 recensioni presenti. Media Voto: 3.55 / 5Salvatore Gagliarde salvatore.gagliarde@studio.unibo.it (06-06-2009) Bret Eston Ellis è di sicuro lo scrittore che meglio e' riuscito ad esprimere il vuoto interiore di una intera generazione di giovani, belli,ricchi e famosi o presunti tali.
Dal mondo della moda in Europa a quello degli affari di NYC a quello del cinema di L.A. California,un unico comune denominatore:il nulla che e’ sotto lo scintillio delle luci e gli abiti sgargianti. Una sorta di fredda mancanza di autocritica,valori morali ed umana"pietas" che porta i personaggi di Ellis in una spirale autodistruttiva fatta di situazioni paradossali vissute con assoluta leggerezza e che vengono quindi presentate al lettore come assolutamente normali. E’ proprio in questi paradossi la forza di questo scrittore che a buon titolo possiamo definire “generazionale”:riesce a far sorridere (di sorriso amaro, beninteso,ma pur sempre sorriso)descrivendo scene drammatiche e a rattristare descrivendo scene di fasti e di sesso.
E il capolavoro di Ellis,i cui personaggi sembrano crescere e mutare insieme al loro creatore,e’ proprio il suo primo romanzo,che costitui’ all’ epoca un caso letterario:-Meno di zero-. E’ sicuramente il piu’ amaro e il meno ironico dei suoi romanzi,probabilmente perche’ parla di adolescenti,in apparenza fortunati perche’ nati nell’ agio e nell’ opulenza dei quartieri ricchi di L.A. ma in verita’ soli e spaesati come si sentono tutti i cuccioli della nostra specie. Questi “youngster” del Jet set non scelgono una vita vuota e priva di qualsiasi stimolo ma la ereditano dal loro ambiente,immersi in un lusso estremo vissuto come noiosa quotidianità,e finiranno per perdere interesse per la propria stessa esistenza.
Non a caso il pensiero ricorrente del protagonista, ispirato da un cartellone pubblicitario (!), è “Disappear Here”.
Scomparire qui. Voto: 5 / 5 |
Xino writing_connection@email.it (08-01-2009) Ellis descrive bene l'ambiente dei figli di papà californiani di fine anni '80 - almeno per quanto lo posso immaginare io - con uno stile fresco e un bel ritmo fatto di flash su situazioni luoghi e persone. Ragazzini adolescenti presi da un turbine di coca, eccessi, cinismo, noia, sesso casuale, surfisti biondi, i primi videogiochi, la musica di quegli anni, coca, noia, sesso casuale, eccessi, abbronzature, party, coca, mancanza di valori, eccessi, fighette bionde, noia, coca, sesso, ville con piscina, auto di lusso, coca, eccessi, cinismo, genitori ricchissimi e assenti, assenza di limiti, noia, sesso malato, indifferenza alla vita, coca.
Pur non dispiacendomi a tratti l'ho trovato un po' noioso. Voto: 3 / 5 |
zok (31-10-2008) Sul piano della scrittura questo è uno dei romanzi più efficaci che abbia letto. Qui lo stile di Ellis - primitivo, 'geroglifico', vuoto, apatico - è l'elemento che più coinvolge nella lettura e si addice perfettamente alla storia raccontata. I punti più scioccanti del romanzo non vengono mai resi in termini sensazionalistici e quando li leggi ti arrivano addosso inaspettati come pugni sui denti. Un libro di grandissima classe. Un piccolo gioiello. Voto: 5 / 5 |
Franco (30-03-2008) Qui Ellis scrive un ottimo romanzo. Qui e non oltre a mio parere (per quell'infinitesimo che possa contare). Altrove si perde e straborda, eccede in lunghezza. Qui è essenziale nel ritrarre in poche pagine personaggi vividi che par quasi di toccar con mano, pare di averci vissuto insieme in un'epoca, non ancora trascorsa, ancora attuale, dove l'unica cosa che tutto ricopre e tutto avvolge è il vuoto più assoluto, con i suoi corollari: la noia, la mancanza di valori, la sterile ricerca di ogni tipo di emozioni, l'evasione ad ogni costo, ecc.
Libro gelido nello stile che forse in futuro rimarrà nella storia letteraria come un piccolo capolavoro, fuori da mode o ismi, non vi è traccia di postmodernismo né di minimalismo (ancora dominanti negli anni in cui fu scritto), ma confluisce nell'ampia e nobile corrente del Realismo. Voto: 5 / 5 |
Matthia mattia.ferraro@fastwebnet.it (17-10-2007) Non male...ma niente di particolare...
Si legge al volo... ma alla fine non lascia niente di particolare...
Le vicende trattate, con personaggi differenti le stesse di "regole dell'attrazione" e a personaggi diversi, invecchiati e laureati di american psycho... A mio parere, anche per lo stile di scrittura più curato meglio riusciti... Voto: 3 / 5 |
Alberto (31-08-2007) Mi è piaciuto molto. La scrittura è minimale, fortemente voluta. E' anche il suo primo libro ed era molto giovane. Voto: 5 / 5 |
Dario Giorgianni dariogiorgianni@hotmail.it (17-06-2007) NOIOSOOOOO!!Ma dico io,è incomprensibile.Oltre ad essere tremendamente ripetitivo.Mi aspettavo un libro decisamente migliore.
Inutile spendere questi 10 Euro. Voto: 1 / 5 |
Vicky Vale (09-01-2007) Per molti è il capolavoro di Ellis. Disturbante e sfrontato. Personalmente preferisco Le regole dell'attrazione e American Psycho perché trovo questo primo Ellis piuttosto acerbo, anche se le tematiche cardine della sua produzione sono già tutte presenti. Voto: 3 / 5 |
pag paolo.grugni@fastwebnet.it (03-12-2006) Soggetto tra i più scontati possibili (la generazione perduta tra sesso, droga, psicofarmaci e nullafacenza), uno stile di scrittura poco più che elementare. Lo salva il palpabile senso di disperazione che contiene una forte critica verso la società americana. Voto: 2 / 5 |
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