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McCarthy Cormac - Meridiano di sangue | In questo romanzo, siamo al confine tra Stati Uniti e Messico nel 1850, una banda di cacciatori di scalpi lascia dietro di sé una scia di sangue, sullo sfondo di una natura grandiosa e impassibile. Li comanda il corpulento giudice Holden, "enorme, bianco e glabro come un infante smisurato": un predicatore e filosofo dei deserti che trascina con sé una corte di spostati, mezzosangue e reietti armati fino ai denti, in una spirale di ferocia e morte. Con loro c'è anche un ragazzo quattordicenne: sarà quella la sua iniziazione alle spietate leggi del West, tra agguati, lunghe marce, bivacchi desolati, notti di bagordi. È il mistero del Male e della violenza la grande ossessione di McCarthy, che fa lievitare le sue storie d'orrore ad altezze epiche, sulle orme di Faulkner, cui la critica lo ha spesso avvicinato.
Recensioni 1 - 20 di 29 recensioni presenti. Media Voto: 4.37 / 5elanhyer alkatrazo@yahoo.com (04-11-2011) È il primo libro che leggo di questo autore. Ciò che mi ha entusiasmato di più è stata la prosa eccelsa, una descrizione rara e sublime della trama. Può apparire lento e monotono, ma il libro non va letto in due giorni. Bisogna assaporare ogni pagina per entrare nel mondo di Cormac. L'unica pecca sono i personaggi che, a mio avviso, risultano simili tra di loro. Consigliato soprattutto agli amanti del genere. Credo che andrò a legger 'Non è un paese per vecchi', nonostante abbia visto il film. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gozer (03-10-2011) Un western "metafisico". Direi bergmaniano. Solo, a tratti poco scorrevole e ripetitivo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bella (13-07-2011) Favolosa, violentissima, esaltante avventura che ridisegna il mito del WEST! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (14-05-2011) Ragazzi sto a metà... Che noia!!!
Descrizioni infinite, vorrei tanto interrompere... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea (07-02-2011) Il diavolo accompagna la penna di Mc Carthy su terreni polverosi, sporchi di sangue, urina e cenere. Scava dentro il cuore dell'Uomo, nella melma e nel fango che si cela in fondo all'anima. Ne estrae un gioiello metafisico di rara bellezza. Ogni pagina è un "Inno alla Gioia" della Letteratura con la elle maiuscola. Un'opera d'arte ineccepibile, grandiosa e crudele. Le viscere si contorcono al ritmo dei tamburi di guerra, seguono i personaggi ambigui, contraddittori, mai del tutto certi delle loro intenzioni, fino ai confini del mondo conosciuto. Le pupille brillano di bellezza e orrore. Il Male, la redenzione, la follia, i mille volti metaforici di Dio, i tarocchi e il Giudice. Il Giudice... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patrizia (08-01-2011) Chiuso il libro la frontiera rimane indelebile, come l'inquietudine che il giudice distilla fino all'ultima e tragica pagina. L'ambientazione, la trama, i personaggi, lo stile sono una miscela densa, perfetta, terribile.
Una meraviglia da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (26-10-2010) La struttura sintattica paratattica risulta pesante, le scelte lessicali forzatamente letterarie. Vicenda nel complesso noiosa e ripetitiva. Personaggi piuttosto piatti, a parte il giudice. Forse sono io che non ne ho compreso la grandezza, vista la stima che circonda l'autore da parte di pubblico e critica. Tuttavia lo considero uno dei peggiori libri mai letti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Marco 75 (10-07-2010) Per me è uno dei vertici della letteratura americana moderna. E' stato il primo romanzo di McCarthy che ho letto ed è quello che non mi stanco mai di rileggere.
Una storia violenta, potente, epica ed allucinata.
Non fatevi sfuggire questo romanzo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anina salbe trotvud@libero.it (30-04-2010) A parte essere d'accordo coi giudizi espressi (è come un "trionfo della morte" scritto anziché dipinto e la quantità di cose e persone e animali distrutti è biblica) ho notato che la maggioranza dei lettori (se non tutti) è di sesso maschile. Curioso. Il mio "voto" non è pieno solo perché mi regolo come i giudici di pattinaggio o di ginnastica ... mi tengo un poco di margine ... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Angelo48 (21-12-2009) Romanzo che lascia un segno preciso nel lettore grazie all'arte particolare di questo protagonista della letteratura americana contemporanea. Nulla di particolare da aggiungere a quanto già scritto in altre recensioni, solo un consiglio a chi ama McCarthy e magari non conosce un altro grande del novecento degli States, William Faullkner: letteratura non semplice, ma di grandissimo spessore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gentile Antonio (12-10-2009) Superbo spaccato della vera vita sulla frontiera americana di metà ottocento. Sconsigliato a chi vede il mito del west epurato dai suoi lati oscuri. Da Oscar. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alex (09-09-2009) Sono contento che almeno in questi anni Cormac McCarthy abbia un degno successo commerciale, derivante dal Pulizer e dalle trasposizioni cinematografiche (l'Oscar dei Coen è anche un po' suo).
Perchè c'è poco da fare, McCarthy è il numero 1. Francamente fatico a capire come uno scrittore del genere non susciti entusiasmi collettivi come altri nomi famosi, molto, ma molto meno talentuosi di lui. E' proprio vero che al giorno d'oggi ti perdonano tutto tranne il GENIO, come diceva Wilde.
Per questo McCarthy l'ho scoperto troppo tardi ma ho rimediato all'istante divorandomi tutta la sua opera fra cui questo "Merdiano di sangue" che molti considerano il suo capolavoro.
Il libro obiettivamente sarebbe da cinque stelle confrontato con qualsiasi altro pseudo-scrittore contemporaneo però debbo ammettere che personalmente lo trovo inferiore agli altri lavori di McCarthy e quindi distribuisco solamente quattro stelle. Non penso sia il capolavoro di McCarthy e sono d'accordo con molti critici americani che considerano "Suttree" (non ancora uscito in Italia) il "masterpiece" dello scrittore.
Intendiamoci, "Meridiano di sangue" è un libro bellissimo, cruento ed imponente, un kolossal della frontiera. Le scorribande notturne e le stragi dei cacciatori di scalpi sono impressionanti per capacità narrativa. Solo che non mi ha convinto al centouno per cento il protagonista senza nome e anche il giudice Holden tavolta lascia perplessi e spiazzati (per esempio quando gira nudo per il campo, un tocco surrealista che non funziona molto nell'intreccio cosi realistico). Forse mi aspettavo una figura più fredda e meno estrosa tipo Chigurgh o lo stesso Glanton, a mio avviso il vero cattivo della storia.
Bello, ma non "il capolavoro".
PS: Einaudi, a quando la versione italiana di "Suttree", il più lungo lavoro di McCarthy, il suo capolavoro a cui darei 6 stelle su 5? L'ho letto in inglese, però devo dire che le traduzioni di Raul Montanari sono ottime. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
falusio71 (31-08-2009) Un romanzo di grande potenza e intensità. Le vivide descrizioni dell'immenso scenario della frontiera e dell'umanità variopinta, misera e dolente che nel suo ambito vive, soffre e muore sembrano letteralmente implodere sulla retina lettore, trasportandolo in una sfera dove non c'è morale, nè valori, nè madri, nè Dio. C'è l'Uomo nudo, e la Violenza che da sempre lo accompagna. Spaventosa la figura del Giudice, complessa e allegorica icona del Male che ci segue ovunque e che ovunque ineluttabilemente seminiamo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano algenor@libero.it (25-03-2009) Romanzo crudo dall'inizio alla fine. Forse per questo motivo la narrazione risulta ad alta tensione ma un po’ piatta e ripetitiva. Senza picchi e senza momenti di stanca. Un romanzo sinistramente picaresco.
Ho preferito, il segno rosso del coraggio di crane, simile per tematiche ed ambientazione. lo consiglio Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Giorgio (25-03-2009) Stupratori, assassini, maniaci, puzzolenti, deformi. mutilati, infami, bugiardi, violenti, ladri, alcolizzati, analfabeti.
Il selvaggio west dei film (oddio non di tutti per la verità) non esiste.
Qua si parla di esseri storpi, di bambini che cacano per strada, di puledri sgozzati e arrostiti.
Sembra che per Mc Carthy questa immonda spirale di violenza non abbia una ragione scatenante, non abbia un perché.
Bloom l'ha definito il "western definitivo".
Direi che si tratta della più azzeccata recensione di questo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pcologo (10-03-2009) Questo libro da una visione differente dell'epopea del West, dal cinema e la letteratura di genere del nostro secolo. Una visione più realistica, dove la violenza bruta, la scarsa considerazione del valore della vita umana, l'assenza della legge prevalgono. C'è una natura grandiosa e violenta quanto l'uomo che la percorre, stupendamente descritta da McCarthy, a fare da sfondo all'epopea di un gruppo di sanguinari cacciatori di scalpi.
Un libro da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Fabio Palma fp@fabiopalma.net (07-03-2009) Geniale. Capolavoro. Insuperabile. Insomma, scegliete voi. troppo violento? e allora, il mondo di adesso? Non leggere questo masterpiece equivale a bendarsi e far finta di nulla. Come si fa a non dare il nobel a uno scrittore così... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ANT.74 (04-03-2009) E' un romanzo impegnativo sotto tanti punti di vista. Maccarty ha uno stile molto descrittivo e secco, che ti cattura dalla prima all'ultima pagina. I periodi sono lunghi e il vocabolario ha un registro molto alto, ma in compenso si è di fronte ad un capolavoro della letteratura americana e non solo. Il tema centrale del romanzo è il male in ogni sua sfaccettatura, lo si trova in ogni angolo, tra le alte e basse montagne, nei villaggi sterminati dagli indiani, nelle carcasse degli animali morti... Leggetelo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Matteo oasisnoel82@hotmail.com (19-11-2008) Un capolavoro.
Trovo magistrale la scrittura che ti cattura completamente dalla prima all'ultima pagina.
La descrizione paesaggistica è molto suggestiva, come se fosse in grado di farti sentire sul posto, farti sentire gli odori, molto forti, in una terra desolata dove spesso l'unico rumore è rappresentato dal soffio del vento. Per il resto silenzio assoluto.
La violenza è una componente fondamentale ma non è fine a se stessa, l'autore non parla della violenza per puro spirito libidinosamente macabro. E' la limitatezza umana a sprigionarla.
Al centro di tutto c'è l'uomo e la sua sopravvivenza. Sopravvive chi preme per primo il grilletto, in una continua ricerca di uno spazio nel mondo in cui fermarsi. Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 29
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