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McCarthy Cormac - Cavalli selvaggi | Texas, 1949. Lacerato ogni legame che lo stringeva alla terra e alla famiglia, John Grady Cole sella il cavallo e insieme all'amico Rawlins si mette sull'antica pista che conduce alla frontiera e più in là al Messico, inseguendo un passato nobile e, forse, mai esistito. Attraverso la vastità di un territorio maestoso e senza tempo, i due cowboy, cui si aggiunge il tragico e selvaggio Blevins, intraprendono un viaggio mitico che li porterà fin nel cuore aspro e desolato dei monti messicani. Qui la vita sembra palpitare allo stesso ritmo dei cavalli bradi e gli occhi di Alejandra possono "in un batter di cuore sconvolgere il mondo". Con una narrazione che all'asciuttezza stilistica di Hemingway unisce la ritmicità incantatoria di Faulkner, McCarthy strappa al cinema il sogno western e lo restituisce, con sorprendente potere evocativo, alla letteratura.
17 recensioni presenti. Media Voto: 4.52 / 5kine (01-01-2012) Molto indeciso se 3 o 4.... Ci sono stati attimi esaltanti che mi hanno fatto adorare il libro e altri che, lo stesso, sembrava una palla al piede... È ovvio dire 3,5.... Peró devo ammettere che lo stile dello scrittore è notevole, dato che il gusto che ti lascia in bocca è quello della polvere.... Bravo Voto: 3 / 5 |  |  |  |
umberto (09-05-2011) Ha l'incedere struggente di un film di Sam Peckinpah, magari con una "knockin on heaven's door" di Bob Dylan come ideale colonna sonora, con ampie panoramiche sui grandi spazi dell'Ovest, e la natura grande protagonista ... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
oncecaldas (09-03-2011) idealmente sul mio podio personale!
magico, evocativo,struggente .
nient'altro da aggiungere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lu (13-12-2010) Come si possa definire la descrizione dei paesaggi di questo libro, di una natura a volte sonnolenta e malinconica, ma sempre grandiosa e selvaggia, come fatta di "descrizioni sovrabbondanti e inutili" non riesco davvero a concepirlo.
A mio parere proprio la natura, che offre la libertà ma ad un alto prezzo, che ci ricorda quanto sia piccolo l'uomo in confronto ad essa, è la vera protagonista di questo libro che evoca immagini, profumi, lievi rumori che emergono dal silenzio... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gio (16-11-2010) La scrittura è magnifica, asciutta, senza fronzoli ma con il potere di farti vivere davvero il deserto dentro e fuori. Fin dalla prima pagina ho capito che ogni volta che avessi aperto il libro un'atmosfera che non mi appartiene mi avrebbe avvolta per portarmi via. Per me è stato un vero viaggio e non mi capita così spesso.. è stato il primo libro di McCarthy ma non sarà certo l'ultimo. Ho già Figlio di Dio che mi aspetta. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mauro (05-01-2010) Un bel romanzo avvincente e molto scorrevole.
Anche se ambientato alla fine dei anni 40,rimane un western.Lo consiglio vivamente... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Armando Cereoli (29-04-2009) Uno dei rari libri che ha la capacità di raccontare non solo una sequenza di fatti, ma un mondo, le sue atmosfere e i sentimenti che lo attraversano.
Qui la fuga di due giovani cowboys californiani da una vita che non appartiene loro è la scusa per raccontare non solo il doloroso trapasso dall'adolescenza all'età adulta, ma anche gli splendidi paesaggi del Messico ove i cavalli pascolano allo stato brado e dove il rapporto profondo tra l'uomo e il cavallo è l'essenza stessa della vita di intere comunità.
McCarthy dimostra di conoscere ciò di cui parla e la sua capacità di raccontarlo è ciò che realmente arricchisce colui che legge questo libro. Favoloso! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
philo (20-10-2008) Il romanzo parte lento e pieno di descrizioni e cresce invece molto bene. Magnifico il colloquio verso la fine del libro tra il protagonista e la zia di Alessandra. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
snake serpent@fastwebnet.it (20-07-2008) Grandi dialoghi. Ma pieno di descrizioni sovrabbondanti e inutili. E il tentativo far rivivere l'epopea del west finisce spesso per annoiare. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
davide (04-05-2008) Il protagonista del romanzo, John Grady Cole, abbandona la casa del padre ed accetta cio' che il destino gli offre lungo la strada per il Messico: un ragazzo un po' spostato (Jimmy Blevins), un lavoro presso un ranch, l' incontro con una ragazza (Alejandra, figlia del padrone del ranch) chiaramente destinata ad essergli fatale. Solo alla fine il protagonista decide di ribellarsi al destino, riuscendo a riagguantare la propria vita. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
nr1954 nr1954@fastwebnet.it (06-04-2008) molto bello; purtroppo l'ho letto dopo "La strada". questo è appunto "un bel libro" quello è "un capolavoro" Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Teodolfo Gallucci (03-03-2008) E’ la storia di un viaggio a cavallo lungo un sogno, dal Texas in Messico nel 1949.
In copertina, una recente recensione dice di questo libro: “il sogno western, strappato al cinema e restituito alla letteratura”. Niente di più vero e gli ingredienti ci sono tutti: azione, avventura, paesaggi sconfinati, amori travolgenti, il tutto immerso in una natura tanto selvaggia e cinica quanto umana e vitale. Un West, però, sempre più al crepuscolo e ben lontano dalla finzione di ciò che resta del “sogno americano”. E’ un’ode ai cuori ardenti alla ricerca delle cose vere, con un monito a chi non imparerà ad “apprezzare le cose vere più delle convenienze”, perché “non farà alcuna differenza in quale mondo vivrà”. Dello stesso Autore, Oltre il Confine e Città della pianura che, insieme, a Cavalli Selvaggi, costituiscono la cosiddetta Trilogia della Frontiera…da non perdere!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
peter (20-09-2007) Grande tecnica. Mentre gli altri scrittori fanno molta attenzione a mantenere l'equilibrio sulla sottile striscia di terra tra freddezza e kitsch, McCarthy ha fuso insieme le due sponde. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Neri Barletti (07-09-2007) Bellissimo. Un grande autore, di quelli che ne nasce uno ogni vent'anni. Scrittura magnifica. Le pagine delle cavalcate notturne di John Grady e Alejandra sono altissima letteratura, e c'è poco altro da aggiungere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
standbyme standbyme@ticino.com (17-04-2007) Quando termini un libro così vorresti fermare il tempo in modo da lasciare un intervallo il più lungo possibile prima di leggere il prossimo romanzo sperando che valga almeno la metà di quello che hai appena lasciato. È difficile fare un commento degno di questo capolavoro, difficile trovare le parole per descrivere la prosa di McCarthy che ti affascina, che ti cattura, che ti fa entrare così dentro nella storia che quasi ti sembra di cavalcare insieme a John Grady e Rawlins. Senti il profumo della natura, vedi i paesaggi splendidi e a volte spietati, ti affezioni ai cavalli. Invidi i due ragazzi nonostante la dura vita che conducono. La voglia di libertà e di indipendenza, la passione, ecco questo è il segreto, per il proprio lavoro, credere fermamente in quello che fai e nei valori non trattabili di indipendenza. Tutto questo e tanto, tanto altro puoi trovare in questo libro. Un unico rammarico avere a disposizione solo 5 punti per assegnare il massimo dei voti, se potessi darei 97/100. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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