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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

McEwan Ian - Sabato

Sabato TitoloSabato
AutoreMcEwan Ian
Prezzo
Sconto 15%
€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
Prezzi in altre valute
Dati2006, 292 p., brossura
TraduttoreBasso S.
EditoreEinaudi  (collana Super ET)

Nella promozione Einaudi fino al 11 marzo

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

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23 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Il 15 febbraio 2003, un sabato, Henry Perowne si sveglia nel cuore della notte in preda a un'inspiegabile euforia. Si avvicina alla finestra e osserva per qualche istante lo spettacolo della piazza su cui si affaccia casa sua. Improvvisamente si rende conto che il cielo notturno è attraversato da una scia di fuoco. Aerei in fiamme, terrorismo, fantasmi dell'Undici Settembre: è questo forse l'attacco su Londra che tutti aspettano, specialmente ora che il governo Blair appoggia l'invasione americana dell'Iraq? Henry Perowne è un uomo soddisfatto della propria vita. Neurochirurgo in un ospedale londinese, ama il suo lavoro, ama sua moglie, un avvocato affermato, ha due figli adorabili. Cosa può minacciare una felicità conquistata con tanta tenacia?

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 23 recensioni presenti.  Media Voto: 3.13 / 5

Luciana (30-10-2011)
Sono a pagina 150 e sono molto indecisa se "chiudere" definitivamente il libro o seguire il suggerimento di Sergio66... non so se riuscirò a tollerare questa noia per altre 50 pagine...(ma siamo sicuri che sia lo stesso autore di "Espiazione"?)
Voto: 1 / 5
Bernard Dino (25-08-2011)
Qualunque storia racconti uno che scrive così, che sia un sabato altoborghese con qualche contrattempo, una partita di squash o un'operazione a cranio aperto, indipendentemente dal significato che uno è in grado di dargli, è sempre una lezione di letteratura. E se lo capisce anche un povero lettore come me, il merito, nel caso di Saturday, è anche della monumentale traduzione in italiano. Per intanto, buon premio Nobel Mr. McEwan!
Voto: 4 / 5
Sergio66 (27-10-2010)
Riassumete in una pagina 200 pagine ed iniziate a leggere il libro da pag. 201. E' solo puro esercizio di stile, di una noia mortale. Davvero deludente.
Voto: 1 / 5
alberto (28-05-2010)
Ancora fantastico Mcewan, sui livelli già stratosferici di Espiazione. Uno che scrive a colpi di pennello, con una fluidità da morire di invidia....ho trovato la trama particolarmente indicata a 40-50enni sposati con figli....ci sono delle riflessioni sul rapporto di coppia e sui figli che lasciano a bocca aperta. Consigliatissimo.
Voto: 5 / 5
Roberto Magazzini (28-07-2009)
Torno a McEwan dopo molto tempo. Che dire: gli ingredienti ci sono tutti, la tematica è interessante, legata come sempre ai nostri tempi, ...ma il libro mi ha annoiato. Non c'è tensione, neppure nei momenti topici. E' lontano anni luce da capolavori come Bambini nel tempo, Cani neri, Cortesie per gli ospiti.
Voto: 2 / 5
sergiob (28-06-2009)
Rispetto ad altri libri di McEwan manca di qualcosa...
Voto: 3 / 5
Mary (15-06-2009)
E' il primo libro che leggo di McEwan e devo dire che ne sono rimasta molto ben impressionata. Utilizza un lessico ricercato e nello stesso tempo scorrevole. Inoltre ritengo sia una notevole capacità riuscire a descrivere una "giornata" in ben 300 pagine circa; senza mai lasciare cadere il lettore nella noia. Complimenti a McEwan: uno scrittore contemporaneo di indiscutibili doti.
Voto: 4 / 5
Enzo Gianmaria (27-04-2009)
McEwan ad altissimi livelli. Un'indagine psicologica e una serie di considerazioni sul vivere moderno. Uno dei migliori dello scrittore inglese. Bellissimo.
Voto: 5 / 5
kabubi81 (22-09-2008)
Mi dispiace dover criticare un autore così accreditato come McEwan, ma ho trovato questo libro, definito uno dei migliori dello scrittore, insopportabilmente noioso ed inutile... Dovrebbe creare un filo di sottile tensione che faccia da preludio ad un accadimento tragico, ma l'unica sensazione che mi è arrivata è che McEwan sappia giocare molto bene con le parole, utilizzandole per comporre infinite descrizioni e tralasciando gli eventi, che a conti fatti non arrivano mai...No, no, no.
Voto: 1 / 5
michele (15-09-2008)
Scrittura precisa ed efficace in una storia che si avvolge su se stessa e che ad un certo punto l'autore non sapeva come chiudere. Confidavo nelle capacità introspettive che in altri libri Mc Ewan aveva manifestato, ma in questo ha ampiamente deluso le mie aspettative.
Voto: 2 / 5
Giles Nefandor gilesnefandor@live.it (23-07-2008)
E' il primo romanzo di Ian McEwan che abbia letto. Protagonista è il neurochirurgo Henry Perowne, la cui vicenda si svolge nell'arco di un'unica giornata (sabato, appunto) sullo sfondo di una Londra attraversata da una manifestazione popolare contro l'invio di truppe in Iraq. Le riflessioni suscitate nel protagonista dalle sue vicissitudini faranno continuamente riferimento al contesto geopolitico contemporaneo. Perché “Sabato” è un romanzo politico: la storia di un uomo che dopo aver esperito in maniera acritica i vantaggi della propria condizione, ignorando l'enorme contraddizione tra il contesto in cui opera e l'etica alla quale pretende d'improntare la propria vita, in seguito ad un episodio di violenza muterà opinione circa la necessità di un intervento militare in Medio Oriente. Mutamento in senso progressista, è ovvio. Mi ha ricordato Focus, il bellissimo romanzo di Arthur Miller (l'unico ahimé) dedicato al tema dell'antisemitismo. Ma il paragone non regge. Le prime cento pagine di “Sabato” sono irritanti per la loro prolissità e in generale il libro è zeppo di commenti non particolarmente originali sulla scena politica internazionale. La proiezione dell'esperienza individuale del protagonista sul contesto globale risulta forzata, artificiosa. La narrazione è appesantita dal ricorso ad un gergo specialistico relativo agli ambiti più svariati che non sembra essere in alcun rapporto di necessità con la vicenda: le pagine dedicate alla professione medica, ad esempio, ma anche la descrizione della partita di squash e quella del concerto del figlio Theo. Con l'eccezione del giovane gangster Baxter, gli altri personaggi (la moglie Rosalind, i figli Theo e Daisy, il suocero John Grammaticus) riescono piuttosto diafani. Tuttavia, una volta dismessi i toni didascalici il racconto migliora: l'incidente d'auto e il primo incontro con Baxter, la partita a squash col collega Strauss, la visita alla madre affetta da alzheimer ed infine l'irruzione di Baxter nell'appartamento, sono tutte scene molto efficaci.
Voto: 3 / 5
Chel (01-07-2008)
Ho odiato questo libro tanto quanto ho amato "Espiazione"... Difficilmente ho letto qualcosa di più noioso!
Voto: 1 / 5
Nerebiglie mokys@tiscalinet.it (04-05-2008)
Non ci posso ancora credere! Sono arrivata alla fine del libro più noioso della storia della letteratura, o almeno di quella che sino ad ora mi è capitata tra le mani. Un medico pieno di sé ha un diverbio con dei teppisti che poi gli occupano la casa in una sera di festa. Colluttazione, il cattivo resta ferito, il medico lo opera e lo salva. Non mi pare ci sia altro da dire. Questo libro è Sconsigliato a tutti quelli che amano ritrovarsi tra le mani storie affascinanti, difficili da abbandonare, o storie semplici ma che offrono spunti di riflessione sugli altri o su se stessi. Questo libro è Consigliato… mmm…. Sinceramente non saprei dire a chi consigliarlo. Sono curiosa di sbirciare in rete e vedere cosa scrivono quelli a cui è piaciuto il romanzo. L’autore ha lanciato il suo protagonista in milioni di riflessioni su temi “personali”, ma anche a più ampio raggio, e nonostante il libro sia pesantemente intriso delle sue elucubrazioni, non si riesce a cavare un ragno dal buco se si tenta di salvarne qualcuna a fini stilistici, o di contenuto. Accenno soltanto alla banalità che trasuda dai dialoghi e dalle riflessioni tra marito e moglie in merito alla loro vita, ai figli, al partner. Per non parlare della tristezza delle descrizioni quando la coppia si ritrova nei rari momenti intimi. Se tutti i libri dello scrittore hanno questo stile, credo che questo sarà il primo e l’ultimo che leggerò.
Voto: 1 / 5
carlafed (27-02-2008)
E' il terzo libro di Mc Ewan che leggo, non tanto perché sia un’appassionata di questo scrittore, peraltro decisamente prolifico, ma semplicemente perché continuo a ricevere suoi libri in regalo. E allora cerco di farmelo piacere. Non v'è dubbio che sia autore di talento, un solido professionista, leggermente verboso, ma a tratti affascinante. In questo libro imbastisce una storia carica di aspettative la cui problematica principale, l’amaro contrasto fra vincenti e perdenti, nessuno dei due veramente responsabile del suo destino, non è poi molto dissimile da quello affrontato da EM Forster nel classico ‘Casa Howard’ (Howards end). Ma la risoluzione è qui assai meno convincente. Delude infatti il finale, direi da telefilm (ER fa scuola). Ho trovato invece avvincenti i resoconti delle operazioni neurochirurgiche e assai notevoli le pagine che descrivono la visita alla madre e lo sgombero della casa di lei. E’ Lily, la madre del medico Henry protagonista del libro, il personaggio più credibile di tutto il libro, un'anima che palpita di realtà in mezzo ad altre presenze piuttosto gelide e sfuggenti. Sarà un caso, ma anche in ‘Bambini nel tempo’ le pagine veramente indimenticabili sono quelle in cui il protagonista ‘vede’ i genitori da giovani (scena, fra l’altro, autocitata in ‘Sabato’ ). Un avvertimento: la quarta di copertina preannuncia “… ventiquattro ore a perdifiato per salvare quanto ha di più caro”, ma non c’è assolutamente niente del genere nel libro.
Voto: 3 / 5
elisabetta (05-02-2008)
Bello! La vicenda si svolge tutta in un giorno, e rimane come sospesa per tutto il libro fino all'imprevedibile svolta finale. Sospesa ma allo stesso tempo densa degli avvenimenti passati della vita dei protagonisti. Un'atmosfera che ricorda Caos calmo di Sandro Veronesi.
Voto: 5 / 5
CiammaiC (19-11-2007)
Non mi ha entusiasmato. Scrittura, intelligenza e sensibilità di McEwan non si discutono, ma la trama è esile.
Voto: 3 / 5
gio (16-10-2007)
Non avevo mai letto niente di McEwan ... e dovrò senz'altro recuperare. Ma che bello stile: contemporaneo, intelligente, poliedrico. Ma è proprio la singolarità della trama, per niente scontata, che lo rende affascinante. E non sono forse tutte le angosce della nostra generazione quelle del protagonista? Sarà che io adoro Londra e ho prorpio goduto della vista sulla piazza dalla camera da letto del neurochirurgo (attentato o incidente aereo compreso ...). E poi la musica, la passione per il lavoro, la continua ricerca della sicurezza domestica, il dialogo coi i figli, l'ansia di prestazioni fisiche che continuiamo a pretendere dal nostro corpo nonstante il trascorrere degli anni... che dire: eccellente.
Voto: 5 / 5
lhl (01-08-2007)
mi è sembrato inferiore come coinvolgimento e come trama rispetto ad altri di mc ewen, ma comunque degno di lettura e di segnalazione. molto interessanti le disquisizioni in itinere sui problemi più rilevanti della società contemporanea, soprattutto nei dialoghi tra padre e figlia. Altrettanto peculiari le descrizioni dei personaggi tipici dei nostri tempi. Noiosa, a volta esasperante, la lentezza nello scorrere dei tempi e degli eventi.
Voto: 3 / 5
Massimo (12-07-2007)
Da leggere, sicuramente. Forse un po’ tirato nella trama e nel ritmo delle vicende narrate, ma il peccatuccio si perdona a fronte della profondità del messaggio ed il modo originale scelto per trasmetterlo. Un messaggio molto al maschile: uomini che arrivati a una certa età si mettono in discussione (e non sempre con lucidità…), mettendo a nudo le loro inquietudini e le loro debolezze che forse non sono abituati (o capaci?) a sostenere….
Voto: 3 / 5
Tiziano (04-07-2007)
Romanzo ben scritto anche se non particolarmente avvincente. Un po' pesante e lungo nelle descrizioni. La cosa che risalta di più è la straordinaria vicinanza che si prova con il protagonista riguardo ai suoi pensieri sul futuro della società occidentale. Le sue paure, le sue ansie, le sue convinzioni riflettono il senso comune di tantissime persone alle prese con questo secolo insaguinato. Lo consiglio.
Voto: 4 / 5
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