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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Saramago José - Le intermittenze della morte

Le intermittenze della morte TitoloLe intermittenze della morte
AutoreSaramago José
Prezzo
Sconto 15%
€ 9,78
(Prezzo di copertina € 11,50 Risparmio € 1,72)
Prezzi in altre valute
Dati2006, 205 p., brossura
TraduttoreDesti R.
EditoreEinaudi  (collana Super ET)

Disponibilita immediata
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29 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
In un non meglio identificato Paese, allo scoccare della mezzanotte di un 31 dicembre, s'instaura l'eternità, perché nessuno muore più. L'avvenimento suscita a tutta prima sentimenti di giubilo e felicità, ma crea anche scompiglio in ogni strato sociale: dal governo alle compagnie di assicurazione, dalle agenzie di pompe funebri alle case di riposo e, soprattutto, nella chiesa, la cui voce di protesta si leva alta e forte: senza morte non c'è più resurrezione, e senza resurrezione non c'è più chiesa... Dopo sette mesi di "tregua unilaterale", con una missiva indirizzata ai mezzi di comunicazione, la morte dichiara di interrompere quel suo "sciopero" e di riprendere il proprio impegno con l'umanità.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 29 recensioni presenti.  Media Voto: 3.82 / 5

Michael Moretta (09-05-2012)
Ennesimo libro eccezionale di Saramago. L'idea di partenza è semplicemente geniale....in un Paese, come al solito non meglio precisato, dal primo gennaio la gente smette di morire. Ad un primo momento di euforia collettiva, in cui le persone impazziscono quasi di felicità credendo di essere privilegiate per questa fortuna che gli è cascata addosso, segue la preoccupazione ed il panico per una situazione che diventa a tutti gli effetti ingestibile. Imprese funebri senza più lavoro, assicurazioni che rischiano di collassare, ospedali e centri per anziani pieni di malati e spesa pensionistica che di sicuro porterà lo Stato alla rovina economica, in quanto troppi saranno gli anziani da mantenere e troppo pochi i giovani lavoratori che contribuiranno alla spesa pensionistica. In tutto ciò la maphia si affaccia e fiuta un business lucroso, quello cioè di occuparsi delle operazioni di trasporto al di là della frontiera, dove ancora si muore, delle persone in una situazione di vita sospesa. E così comincia ad arricchirsi sfruttando le persone disperate. Notando tutto ciò la morte si manifesta con una lettera alla televisione ed afferma che dalla mezzanotte del giorno seguente tutto tornerà alla normalità, a parte il fatto che da ora in poi le persone verranno avvisate con otto giorni di anticipo della loro morte. Ovviamente si presenta il problema di tutti i morti che in un sol giorno moriranno....ma anche da questa situazione qualcuno ne trarrà dei vantaggi.... La seconda parte del libro narra invece della bellissima storia d'amore tra la morte ed un violoncellista. E la fine è davvero meravigliosa e dolcissima. Vedendo l'ultimo commento scritto vorrei solo dire che Saramago conosce benissimo i segni di interpunzione....solo che non li usa! Ad un genio della letteratura possiamo anche concedere di non usarli se i risultati sono libri di questa grandezza, scene, dialoghi e descrizioni di questa profondità ed intensità. Evviva la grande letteratura!
Voto: 5 / 5
Claudio claudio.ago@email.it (11-09-2011)
Noioso. Il titolo prometteva ben altro. L'idea è si originale, fantastico anche l'incipit ma la storia è di una noia... "mortale". Il finale poi è quantomeno macabro. Ad aggravare il tutto la punteggiatura e l'impaginazione. Mi chiedo se Saramago conosca i segni d'interpunzione "apri e chiudi virgolette" per i discorsi diretti, "punto e a capo", "due punti", "punto interrogativo" per le domande, "puntini sospensivi"... Viene il mal di testa a leggere tutta una pagina piena di parole, senza spazi e ritorni a capo.
Voto: 1 / 5
Sara (11-07-2011)
Primo libro letto di Saramago: idea iniziale molto interessante, bellissimi scorci, particolare la descrizione della morte tuttavia lo sviluppo è a tratti monotono e il finale, seppur piacevole, è davvero troppo affrettato. Comunque, ne leggerò certamente altri.
Voto: 3 / 5
Mark Child (02-03-2011)
La prima parte l'ho trovata tendenzialmente inutile; il romanzo tuttavia decolla dalla metà in poi dove assume un tono straordinariamente poetico e toccante. Per chi si volesse avvicinare all'autore consiglio di leggere Cecità.
Voto: 4 / 5
Christian Valtorta (10-02-2011)
Sono arrivato alla conclusione che Saramago sia Saramago, cioè il massimo tra i due millenni, anche quando non è in grandissime giornate. Idea di fondo grandiosa, divagazioni varie, autocompiacimento, prolissità sparsa. Tocchi di classe. Saramago
Voto: 4 / 5
Elio (22-09-2010)
Difficile trovare un romanzo di Saramago che non sia intelligente,scritto divinamente e unico. Le intermittenze della morte forse è un tantino lontano dalle alte vette del buon José ma la sua riflessione sull'umanità riletta in chiave ironica ma anche terribilmente realistica,pur nella situazione assurda in cui accade la vicenda,è come esaminare ai raggi x l'essere umano. La fine è lontanissima dall'essere una cosa da commedia romantica o banale,mi dispiace che molti non abbiano ricercato la profondità delle ultime 5 pagine che possono essere tacciate di tutto,ma non di banalità. A questo punto ogni cosa è banale,persino la morte. Quanto ci mancà Saramago...
Voto: 5 / 5
Roxane (05-09-2010)
Trama sublime e stile affascinante ma...decisamente troppo prolisso e incocludente.
Voto: 3 / 5
leon (03-09-2009)
una fantasia sfrenata quella di Saramago. Geniale nelle sue critiche a tutto ciò che è in questa società stratificato, statico, falso e ipocrita. un libro che ne contiene in se almeno tre, o quattro...
Voto: 5 / 5
alex alexswall@yahoo.it (01-09-2009)
Romanzo breve dall'alto peso specifico dove il buon Josè si perde e mi ha fatto perdere nella paura ultima e più grande senza riuscire a esorcizzarla un buon finale non riscatta il libro da una noia quella si purtroppo mortale.
Voto: 2 / 5
nihil (07-06-2009)
Semplicemente grandioso, anche se non nego che bisogna stare concentrati sulla pagina per non perdere il filo del discorso. Raramente mi capita con altri autori, ma con questo spesso devo tornare indietro sulle righe perchè mi sono persa. Tutto ciò non nega l'assoluta originalità delle storie di Sam, pare quasi che lui lanci un'idea, di solito bizzarra, per poi ricamarci intorno come se tessesse un bozzolo e nel frattempo ci spara pillole di filosofia. Secondo me la parte migliore è quando arriva al scrivere del musicista, con profonde riflessioni e squarci di immagini sorprendenti. In ogni suo testo si legge una critica più o meno velata a chi si crede di possedere la Verità.
Voto: 5 / 5
Michele C. michelecana@alice.it (05-06-2009)
In un’intervista di circa dieci anni fa al giornalista Juan Arias, Saramago dichiarò come fosse giunto al suo particolare stile letterario, al suo inconfondibile marchio narrativo: “Questa è forse una delle cose più carine che mi sono successe da quando scrivo: (durante la scrittura di uno dei miei primi romanzi) senza pensarci, quasi senza rendermene conto, cominciai a scrivere legando, connettendo fra loro discorso diretto e discorso indiretto, trascurando tutte le regole sintattiche o molte di esse”. E "Le intermittenze della morte" non viene meno a questa caratterizzazione formale. Quello dello scrittore portoghese è uno stile inconfondibile, categorico nella sua esposizione sequenziale, assolutamente inequivocabile. Al lettore resta d’altro canto l’obbligo di partecipare attivamente alla stessa opera, cercando di aderire al patto diegetico che Saramago gli propone nel momento stesso in cui gli offre le proprie pagine da leggere e decifrare. Certo, non è una cosa facile, la stessa lettura può risultare talvolta faticosa. Ma se il lettore decide di accettare fino in fondo questa proposta e si impegna a rispettare fedelmente le istruzioni e il percorso ermeneutico che gli vengono indicati, allora la lettura del romanzo diventerà un qualcosa di travolgente, affascinante e bellissimo, un vincolo strettissimo e inscindibile tra autore e fruitore. Perché la storia de "Le intermittenze della morte" è la vicenda che ha come protagonista la morte stessa (scritta in minuscolo, come vuole rigorosamente lo stesso Saramago), che decide un bel giorno di non compiere più il suo dovere. E quindi nessuno più muore. Perché? Cos’è successo? Che fantasia mai è questa? Accettate la proposta impegnativa di Saramago, entrate nel suo mondo fantasioso e bizzarro, e lo saprete senz’alcuna ombra di dubbio.
Voto: 4 / 5
TelespallaBob (23-05-2009)
Un libro assolutamente geniale, entusiasmante dalla prima pagina all'ultima, letto tutto d'un fiato. Saramago è di un'intelligenza assolutamente fuori dal comune. Leggetelo!
Voto: 5 / 5
simone (19-05-2009)
il racconto non possiede una unità tematica e narrativa tale che possa essere paragonato ad altri di saramago (vedi "cecità", che secondo me è il suo capolavoro). però, nel suo complesso, è sempre un applauso all'intelligenza dello stesso saramago. ci sono pagine di intelligenza creativa, fantastica, che meritano la lettura. la morte che si innamora e si sottrae a se stessa è una cosa bella.
Voto: 4 / 5
Emiliano (11-05-2009)
L'idea è buona ma un po' si perde via...a tratti sembra che anche Saramago faccia troppa meta-scrittura, quasi non creda nemmeno lui alla sua trama. Alla fine ti resta la sensazione che non stia tanto in piedi...tenta un finale a sensazione ma non basta.
Voto: 3 / 5
Gianni (18-01-2009)
All'ironia della prima parte segue la profonda poesia della seconda parte. Merita la lettura che lascia comunque qualcosa dentro.
Voto: 4 / 5
silvia (09-01-2009)
Nuovamente un'opera geniale del grandissimo Saramago! Mi ha entusiasmato meno di altri suoi libri, ma rimane pungente, acuto ed ironico, nella sua mestosa ed impareggiable prosa. Sferza colpi a destra e a sinistra, senza perdono per nessuno. Inimitabile!
Voto: 5 / 5
Maurizio680 (05-12-2008)
Il libro ha una prima parte connotata dal'ironia. Nella seconda si ritrova il migliore Saramago, cioè il più grande. Eccellente, come tutta la produzione del Maestro. Libro semplicemente meraviglioso.
Voto: 5 / 5
Simone (22-11-2008)
Libro gradevole, anche se non all'altezza di altri, come ad esempio "Cecità" o "Il Vangelo secondo Gesù Cristo". Leggendolo però, ci si rende conto che il libro segue un discorso inaspettatamente ricorsivo nel finale . . . e qui mi fermerei. Penso che sia comunque da leggere, tenendo sempre conto del fatto che di Saramago, come ho detto precedentemente, vi sono libri migliori.
Voto: 4 / 5
Damiano Lippi (19-10-2008)
Bella l'idea di fondo, tutto il resto è noia. Ho fatto fatica a finire di leggerlo, sono arrivato all'ultima pagina solo perchè non mi piace lasciare i libri a metà..
Voto: 2 / 5
simone (30-06-2008)
Un buon libro. Non mi ha colpito particolarmente come altri di Saramago ma ottima l'idea iniziale. Ad un certo punto ho avuto come l'impressione che il libro virasse ... verso qualcosa di più scontato. Simone
Voto: 3 / 5
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 29

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