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Lansdale Joe R. - La sottile linea scura |
Nell'afosa estate texana del 1958, il tredicenne Stanley Mitchell lavora nel drive-in del padre, e mette il naso in un segreto che doveva rimanere celato. E la "perdita dell'innocenza" di Stanley, in quell'estate in cui il mondo per lui cambia per sempre, coincide con il miracolo di una resurrezione davvero magica. In perfetta naturalezza, Lansdale ricrea le voci, il sapore, la vita, di un tempo scomparso del tutto, come non fosse mai esistito. La "sottile linea scura", che segna per Stanley la scoperta del male del dolore e della morte insieme con l'esplosione del sesso e la consapevolezza del conflitto razziale, diventa la parete trasparente da varcare per immergerci in quegli anni Cinquanta lontani ormai come la preistoria.
Recensioni 1 - 20 di 22 recensioni presenti. Media Voto: 3.77 / 5antorizz (14-01-2010) Diciamo innanzitutto che non è il solito Lansdale che ritroviamo fra queste pagine anche se le sue tematiche ci sono tutte, ma quello che cambia sono gli occhi attraverso cui tutto ci viene svelato e sono gli occhi di un bambino che pian piano sta crescendo e pian piano inizia non tanto a capire cosa sia la vita e la morte bensì, il mondo dei grandi nel bene e sopratutto nel male. Voto: 4 / 5 |
Gizzy (09-11-2009) Premessa: sono un grande fan di Lansdale. Ciononostante debbo ammettere che questa non è una delle sue più brillanti prove, anzi! Il tema della giovinezza e del Texas (onnipresente)son già stati ampiamente sfruttati ne "In fondo alla palude" . Concordo sul fatto che non si tratti di nè di un giallo nè di un "gialletto". La perdita dell'innocenza è senz'altro il protagonista principale...peccato che fino a pagina 200 il libro non decolli. Il primo tratto del libro è piuttosto lento e il vero Lansdale si fa apprezzare solo nel finale. Diciamo che: capita anche nelle migliori famiglie! Voto: 2 / 5 |
Pino Chisari (02-11-2009) Lansdale è un grande. Se volete capire l'America, dovete leggere i suoi libri, andare a braccetto con i suoi personaggi, vivere le sue ossessioni. Lasciandosi cullare dalla sua voce. Voto: 5 / 5 |
KINE (25-08-2009) Scritto divinamente, è veramente un talento immenso Voto: 4 / 5 |
alex (24-08-2009) Ma che bello!
Il classico romanzo che ti porta ad affezzionarti ai personaggi, dal quale non ti staccheresti più per vedere come vanno a finire le cose.
Nel finale mi sono anche commossa. Consigliatissimo! Voto: 5 / 5 |
Sara (21-07-2009) oh insomma, piantatela di definirlo "gialletto", "giallo", "giallo non riuscito"... secondo me questo libro non vuole essere un giallo, non parte come tale e non finisce come tale, è semplicemente una STORIA! una storia di ragazzi, di odio, di amore, di conflitti razziali, una storia scritta benissimo, che nonostante sia effettivamente "fanciullesca" è comunque gradevole da leggere. E' vero che non ti innesca la voglia di finirlo tutto e subito, ma in fondo non è un thriller. Sarà che essendo il mio primo libro di Lansdale ho apprezzato innanzitutto la sua grande capacità narrativa, ma.. che vi devo dire, a me è piaciuto! Voto: 4 / 5 |
sergiob (06-06-2009) concordo con chi lo ha definito un gialletto....... Voto: 2 / 5 |
erika (14-04-2009) forse il libro più bello che io abbia mai letto, e che non mi stancherò mai di rileggere Voto: 5 / 5 |
Ricki (01-04-2009) uno dei più bei libri che io abbia mai letto... joe Lansdale è un grandissimo Voto: 5 / 5 |
Simone (14-01-2009) Poche storie: il libro è davvero bello. Se qualcuno considera il razzismo, le violenze private, le manie a sfondo religioso come delle banalità, il problema è solo suo. Lansdale ci parla di tutto questo attraverso le parole di un ragazzino del 1958, in un Texas orientale che si barcamena fra il passato e il futuro. Non regge la critica che la trama gialla è debole, perché questo non è un romanzo di Agatha Christie. L'amicizia fra il ragazzo e Buster, la storia drammatica dell'amichetto Richard, perfino le botte che il padre del protagonista rifila a chiunque dia fastidio alla sua famiglia, restano impressi a lungo. Non so se è il miglior Lansdale, ma a me va bene così. Voto: 4 / 5 |
italo italofanciullacci@yahoo.it (19-12-2008) Piatto,terribilmente piatto.La storia non sarebbe malvagia,i personaggi hanno carattere,però....non ha saputo darmi emozioni.Un bel libro, quando per forza di cose lo devi momentaneamente abbandonare,ti lascia la voglia di riprendere la lettura al più presto, di andare avanti.Questo, NO. Voto: 2 / 5 |
MANU e.laporta@email.it (30-11-2008) LIBRO MOLTO INTERESSANTE,NON è UN GIALETTO MA UN SIGNOR LIBRO.A CONFRONTO CON LA SIGNORA IN GIALLO LANSDALE FA LA PARTE DEL SUPER SCRITTORE.QUESTO COMMENTO è PER TUTTI QUELLI A CUI QUESTO LIBRO NON è PIACIUTO. Voto: 5 / 5 |
Antonio (27-09-2008) Discreta trama, discreto assortimento di personaggi. Lo stile è scorrevole e al sottile umorismo si mescola evidente la nostalgia. Però lo "svolgimento" del giallo, che passa in secondo piano rispetto all'ambientazione, è insufficiente. Inoltre la fine è molto affrettata. Sono d'accordo che svelare le vite future dei vari protagonisti toglie un po' di sentimento. E' il primo libro che leggo di Lansdale, ma mi riprometto di leggerne molti altri. Voto: 3 / 5 |
Simone simone.carletti@libero.it (27-06-2008) Da fan di Lansdale posso affermare che non si tratta del suo libro migliore. Alcuni passaggi sono sicuramente efficaci, così come la descrizione della provincia americana e dei personaggi che la abitano. Tuttavia ho trovato alquanto banali lo scioglimento del giallo che fa da sfondo alla vicenda e alcuni dialoghi. Scorre con piacere, ma non lascia molto. Voto: 3 / 5 |
Barbara (04-05-2008) Piacevole, davvero. Scritto proprio bene, un po' debolina, almeno a tratti, la trama. Resta comunque un libro da leggere. Voto: 4 / 5 |
Franco (13-01-2008) Romanzo di formazione molto piacevole e scanzonato, debitore sicuro di Twain e dei suoi rompicollo nella descrizione dei simpatici protagonisti. Però quanto fascino perde l'aver svelato nel finale il prosieguo delle loro vite!
Dovevano rimanere in una sorta di eterno presente, senza un futuro, fissi nella loro vicenda. Voto: 4 / 5 |
Darlene Alibigie darlene.alibigie@gmail.com (19-09-2007) Col pretesto di un verboso gialletto e la scusa dell'amarcord, Lansdale ci propina tutti, ma proprio tutti i luoghi comuni sulla provincia americana degli anni '50, raccontati con una prosa antidiluviana. Se è questo il Lansdale maturo, bé, viva l'immaturità! Voto: 1 / 5 |
nickcarraway (13-09-2007) Trama, ambientazione, personaggi: 10 e lode. Svolgimento: 7 meno meno. La pecca più grande è la partenza da giallo che non mantiene le promesse. Sbagliato poi accantonare verso la fine il personaggio di Buster per giungere ad una soluzione del mistero che lascia il segno ma sembra affrettata (a conti fatti, chi altro poteva essere il colpevole se non...?). Resta un romanzo piacevole e scorrevolissimo, il punto di forza è fare affezionare il lettore a Stanley e alla famiglia. Voto: 3 / 5 |
lhl (01-08-2007) uno dei migliori, assieme a in fondo alla palude. affascinante, coinvolgente, caldo, personaggi ben delineati. Trama parallela ad altri romanzi di lansdale, ma meglio approfondita e con uno sviluppo sicuramente più fluido. Voto: 5 / 5 |
daria (30-06-2007) In assoluto il più bel libro di lansdale e di certo uno dei migliori libri degli ultimi anni.L'ho letto due anni fa e ora me lo rileggo. Voto: 5 / 5 |
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