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De Cataldo Giancarlo - Nelle mani giuste |
Dall'autore di Romanzo criminale un nuovo romanzo-affresco che getta una luce nera sull'epoca in cui siamo tuttora immersi. L'epoca segnata dalle stragi di mafia. Sotto il segno della convenienza, persone diverse, con progetti diversi, si ritrovano a essere le pedine di un disegno folle. O forse no. Si tratta di consegnare l'Italia nelle mani giuste. Delitti e passioni si intrecciano con bombe e affari. Una donna che doveva solo tradire trova il coraggio di amare. Mentre le vite e i destini si consumano, e la speranza si rifugia nel cuore stesso dell'inferno. In seguito, per quanto cercasse di frugare nella memoria, ripercorrendo passo passo i momenti di quella conversazione che non avrebbe esitato a definire "surreale", in seguito Stalin Rossetti non sarebbe mai riuscito a determinare con esattezza la paternità dell'idea. Era stato lui a suggerirla o il mafioso? O ci erano arrivati insieme, ragionando con diligenza matematica sui pochi elementi di valutazione dei quali disponevano? O era stata la disperazione a impossessarsi delle loro menti? Sta di fatto che a un certo punto l'idea si materializzò. Aveva la forma inconfondibile della Torre di Pisa. Il riflesso cangiante della Cupola di San Pietro nelle meravigliose ottobrate romane. L'eleganza composta e distaccata della Loggia de' Lanzi. Aveva il volto desiderabile della pura bellezza. Era la bellezza. La bellezza rovinata. La bellezza corrotta. Era l'Italia, in fondo.
Recensioni 1 - 20 di 38 recensioni presenti. Media Voto: 2.60 / 5Antille (11-05-2009) Sono particolarmente delusa da questo romanzo. Non si riuesce a concludere il capitolo. Non avvince, non ti prende. Che delusione! Voto: 1 / 5 |
Loredana (13-01-2009) Anche io ho letto, anzi ho provato a leggere questo libro di DE CATALDO e dopo le prime 50 pagine mi volevo tagliare le vene. Un mattone insopportabile, impossibile da seguire senza rischiare di addormentarsi per la noia. In compenso ho letto un libro dal titolo simile NELLE MANI DI NESSUNO scritto da un poliziotto che si firma con lo pseudonimo di Gianni Palagonia. E' bellissimo non vedevo l'ora di tornare a casa per leggere, leggere e leggere. ve lo consiglio a tutti, non ve ne pentirete Voto: 1 / 5 |
tabularasa (09-11-2008) interessante la commistione dietrologia-mafia-politica-cronaca però la trama non decolla non c'è suspense e l'inizio risulta un pò farraginoso. Voto: 2 / 5 |
vincenzo (07-09-2008) Tristemente plausibile, anche se la trama qualcuno dei lettori l'ha definita una soap-opera con triangoli amorosi. Lo consiglio anche soltanto per non perdere la memoria degli eventi, delle morti, delle bombe. Sarà sinistrorso e anche banale nel descrivere alcuni personaggi, ma chi giurerebbe che i fatti non possano essere andati così? Voto: 4 / 5 |
Alessandro Maiucchi a.maiucchi@libero.it (15-07-2008) Il seguito di Romanzo criminale non delude le aspettative: il sorriso triste di Patrizia, Scialoja nella stanza dei bottoni, pezzi d'Italia che saltano in aria... un libro che dovete leggere, per capire in che razza di paese abitate!
Voto: 4 / 5 |
stefano (26-06-2008) dopo un libro devastante come romanzo criminale chiaro che le aspettative siano altissime. beh aspettative pienamente rispettate. nelle mani giuste rappresenta ottimamente il verminaio italiano degli anni '90, gli anni di tangentopoli, delle bombe, del vuoto di potere derivato dalla caduta della dc. non ci si può aspettare un romanzo semplice, gli anni sono complessi, si intrecciano mille interessi, mille storie. lo consiglio, assolutamente, ho amato romanzo criminale che era più facile da leggere perchè parlava di una banda, c'era un intreccio forse più romantico e avvincente. lo consiglio a chi non si accontenta della minestrina riscaldata. Voto: 5 / 5 |
Misterdipa (28-03-2008) Ho letto tutti i libri di De Cataldo ed è quello che forse mi è piaciuto un pò meno! Nonostante questo, che forse deriva dal fatto che la lettura all'inizio è un tantino contorta e rischia di far perdere il filo e l'interesse, continuo ad apprezzare il suo modo di scrivere e i temi trattati che alla fine sono quelli di "Romanzo Criminale". E' la sua giusta continuazione e anche se non faccio paragoni, perchè purtroppo non li regge, credo che valga la pena leggerlo! Ti rivela in fondo quello che ti ha lasciato in sospeso e ti restituisce alla fine le solite emozioni che sembravano mancare! Voto: 3 / 5 |
Silvia shiondgl@interfree.it (07-02-2008) E' il primo romanzo che leggo di questo autore. La trama é buona così come gli spunti di riflessione verso cui sospinge il lettore. Peccato però per l'eccessiva lentezza dello svolgersi degli eventi e delle azioni. Voto: 3 / 5 |
altromauro (03-12-2007) Un libro che ci offre una buona sintesi degli ultimi 15/20 anni della nostra storia nella quale intrighi manovre e complotti, assieme al resto, hanno tracciato un percorso di non facile lettura.
Va ricordato però che Assieme alla politica, la malavita, l'imprenditoria e i mass-media(ciccio1 e ciccio2)altri due attori, purtroppo non considerati, hanno partecipato a definire compiutamente la cosiddetta "zona grigia" considerata nel romanzo: l'alta finanza e la chiesa.
Ottimo il finale che raccogli i fili di una storia necessariamente complicata e perciò, a tratti, sfuggente.
Voto: 5 / 5 |
Patroclo (02-11-2007) concordo sostanzialmente con le critiche precedenti, purtroppo non esagerate; Romanzo Criminale sembrava materia scottante, l´autore sembrava per primo coinvolto e interessato. qui sembra a disagio con una storia forse troppo recente, confinante con la cronaca spicciola, in soggezione, pare De Cataldo, ma sembra anche abbia notevolmente "perso la mano", il linguaggio perde la secchezza simil-Elloriana, e acquista (se cosí si puó dire) una notevole e piana sciatteria, i personaggi paiono pupazzetti senz´anima, dopo un inizio tutto sommato promettente, si va avanti soprattutto per inerzia e curiositá, per rimanere delusi da un finale contorto, confuso e banale. Peccato, avevo pensato avessimo un nostro Ellroy...e che questo stesse a Romanzo come 6 pezzi da Mille sta ad American Tabloid Voto: 2 / 5 |
enrica paini (29-10-2007) Questo libro è talmente diverso da "Romanzo Criminale" che sembra scritto da un altro autore.
Sorprende la scelta stilistica delle volute ripetizioni di una stessa parola che spesso si susseguono nel testo e che rendono ancor più noiosa la lettura, già pesantamente gravata da una trama traballante e da personaggi decisamente sbiaditi e privi di carattere.
La delusione per i lettori di Carofiglio è inevitabile, perchè questo libro non ha proprio nulla in comune con "Romanzo Criminale" che, al contrario, è una storia avvicente e forte, sapientemente racconatata con un'ottima strutturata e con un serrato ritmo narrativo che ti incolla al libro pagina dopo pagina.
Anche i due protagonisti di "Nelle mani giuste" sono così tanto una brutta copia di quelli raccontati nel primo romanzo che finiscono per diventare qualcosa di diverso.
Voto: 1 / 5 |
giorgio g (10-10-2007) Che fatica arrivare alla fine di questo libro, riuscire ad uscire dal guazzabuglio di una trama cervellotica, di più storie che si intersecano impazzite, di personaggi che appaiono e scompaiono, di vicende più o meno reali e di invenzioni dell’autore, di intrecci tra servizi segreti che più deviati non si può e una mafia da cartolina. Che confusione! La fascetta di copertina diceva “Una storia che comincia dove Romanzo Criminale finisce”. Io "Romanzo Criminale" non l’ho letto e, dopo "Nelle mani giuste" certamente non lo leggerò. Il giudizio è implicito. Voto: 2 / 5 |
Masiero-Carnevale (20-09-2007) Questo libro lo ho comprato perché avevo amato molto Romanzo Criminale. Ma è molto molto peggio. Per foprtuna insieme a questo libro ho comprato anche "Il sorcio" di Andrea Carraro (mi ha attirato la copertina con un sorcio in giacca e cravatta su uno sfondo bianco), che è bellissimo, il più bel ropmanzo di quest'anno, che riguarda il mobbing in un ambiente di lavoro ma che è anche un intenso romanzo di formazione. Non comprate questo di De Cataldo, datemi retta, comprate "Il sorcio". Voto: 2 / 5 |
Nicola81 nicolaceccoli@alice.it (17-09-2007) Tutte queste critiche le trovo esagerate. Sicuramente rispetto a Romanzo criminale è meno robusto e ambizioso, ma anche meno dispersivo, soprattutto man mano che si avvicina alla conclusione. De Cataldo, grazie al suo stile ormai inconfondibile, si inserisce con efficacia tra le pieghe di uno dei periodi più oscuri della nostra storia recente, concedendo il giusto risalto ai sentimenti. Voto: 4 / 5 |
mauro (05-09-2007) Un libro che ha contribuito ad aumentare la mia autostima. Sono riuscito, non senza difficoltà, ad arrivare alla fine senza "mollare" a metà la lettura.
A parte gli scherzi è un libro che parte bene, ma che poi diventa pesante, un po'piatto e grigio.
Quest'estate ho letto altri libri non proprio esaltanti e indimenticabili, ma questo mi ha lasciato particolarmente insoddisfatto. Molto probabilmente le mie aspettative, letti precedenti scritti di De Cataldo, erano un po' troppo elevate e si sa che tanto più alte sono le aspettative, tanto da più in alto si cade.
Comunque il prossimo libro di questo autore lo compro di sicuro. Può capitare. Voto: 2 / 5 |
Filippo (28-08-2007) E' comprensibile la delusione di chi ha amato Romanzo criminale. Qui il racconto è meno epico, impetuoso e non si concede grandi divagazioni. Però è anche meglio risolto il finale. Si fa leggere, dai. Voto: 3 / 5 |
Giuseppe Iannozzi (27-07-2007) Copertina roboante, che ci fa credere d’essere in un mare di fiamme, che ci richiama alla mente uno di quei grandi kolossal americani ricchi di esplosioni mozzafiato e null’altro: così si presenta il nuovo romanzo di Giancarlo De Cataldo, famoso soprattutto per un libro piuttosto egregio, “Romanzo criminale”. De Cataldo con “Nelle mani giuste” dà alle stampe quello che dovrebbe essere l’ideale seguito del suo lavoro più riuscito, a livello commerciale: recita la bandella gialla allegata a “Nelle mani giuste”, a caratteri cubitali e neri, “Una storia che comincia dove Romanzo criminale finisce”. Non dice il falso: De Cataldo voleva portare avanti quella storia iniziata nelle 600 pagine del suo romanzo più venduto, sperando forse di ritrovare lo stesso pubblico plaudente di sei anni or sono.
Giancarlo De Cataldo dà sfogo a un ritratto low cost, canovaccio di quella che nell’essenza è solo una soap opera, una metafora fantapolitica sfilacciata e slegata, dove i buchi storici sono stati coperti e riempiti da tante microstorie di impossibili relazioni amorose e triangoli fatali.
Non c’è appello per questo lavoro di Giancarlo De Cataldo: tra i più brutti degli ultimi dieci anni. L’autore ci ha tentato a raccontarci Cosa nostra. Ci ha tentato, e ha fallito sia sul piano stilistico che su quello del costrutto narrativo.
“Nelle mani giuste” di Giancarlo De Cataldo è molto più semplicemente il canovaccio per una soap opera low cost, incapace di arrivare al punto o quantomeno di avvicinarsi a Cosa nostra per dirne in maniera credibile. Un fallimento madornale.
Voto: 1 / 5 |
Roberto (25-07-2007) Peccato, che delusione! Voto: 1 / 5 |
Ayhamira Suharyj (24-07-2007) Una storia che comincia dove Romanzo criminale finisce. Sono queste le prime battute che campeggiano la copertina dell'ultima fatica di De Cataldo. Parole finalizzate più che altro ad attirare l'attenzione del lettore di Romanzo criminale, e per chi non lo avesse letto, lo spettatore affascinato dal film di Placido. Così l'editore si è accaparrato una fetta della torta di lettori italiani, che in valigia (per fortuna aggiungerei) invece delle riviste di gossip estivo, mettono un libro. Non sarei così critica nel giudizio. Convengo con voi che probabilmente non si può paragonare a Romanzo criminale, ma d'altronde quale seguito può vantare tale privilegio? Nessuno forse (il forse sta per tutti quei libri che non ho ancora letto).
Resta comunque un buon prodotto letterario, non eccezionale, ma di qualità. La penna di De Cataldo (e questo accadeva anche in Romanzo Criminale) a volte scivola per deformazione personale, in argomentazioni troppo tecniche, ma ritengo che la particolarità dell'autore e del suo modo di scrivere sia in questo. Quanto ai personaggi, spezzo ancora una volta una lancia a suo favore. Non sarebbe stato difficile trarne macchiette o stereotipi, invece in tutti c'è qualosa di più del mafioso o del poliziotto semplice. Patrizia non piaceva prima e non piace oggi. Forse non piacerà mai. E' il ruolo della femme fatale. Non deve piacere, deve sedurre. E, volenti o nolenti ne siamo stati sedotti tutti, qualunque cosa questo possa intendere. Scialoja probabilmente viene fuori meglio qui che allora. Ma allora erano il Libanese, il Freddo e il Dandi a farla da padrone. Oggi Scialoja dipana le matasse di una storia italiana compiutasi nei salotti, dietro le quinte e nelle logge. De Cataldo ci riporta indietro di quindici anni e ci svela ogni piccolo segreto. Ogni piccolo particolare di quelle pagine nere. Benchè non specifichi se si tratti delle pagine del romanzo o della Storia Italiana.
Voto: 4 / 5 |
ALESSIO (24-07-2007) Senza infamia e senza lode. E' ben strutturato, intricato al punto giusto e di discreto ritmo. Molto puntuale nei fatti storici, ma questa commistione tra realtà e romanzo ti fa un po' smarrire il filo. Seguendo la moda attuale, poi, rischia di finire in un attacco a Berlusconi, ma per fortuna è solo una mossa accennata e poi il romanzo riprende il suo corso. Sinceramente paragonare questo lavoro ad uno di Ellroy mi sembra un po' eccessivo. Voto: 3 / 5 |
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