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Zagrebelsky Gustavo - Imparare democrazia | Un saggio di Gustavo Zagrebelsky - una riflessione - che poggia su convinzioni maturate in lunghi anni di dedizione all'argomento, in cui vengono descritti significati e storia di un modello politico che aspira all'uguaglianza, al dialogo e all'esercizio dei diritti di ciascuno e di tutti. Completa il volume una scelta di testi sul concetto di democrazia, significativi seppur non tutti canonici, di autori d'ogni tempo: Erodoto, Aristofane, Cicerone, Montesquieu, Tocqueville, Brecht, Orwell, Arendt, Bobbio e Carillo.
Media Voto: 2.33 / 5Erich (08-05-2011) Sottoscrivo quanto detto da Dino.
L'inizio è davvero profondo e fonte di riflessione. Il resto è difficile, noioso e scontato. Una citazione dietro l'altra.
Peccato. non lo consiglio Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Antares (08-05-2007) Sono in molti, ahimè, coloro che giudicano la qualità di un libro dal peso. Criterio ragionevole se si è alla ricerca di un romanzo da portare sotto l'ombrellone, ma decisamente becero se riferito all'universo dei saggi di qualità. "Imparare democrazia" appartiene a quest' ultimo. Si tratta di un testo agile suddiviso in due parti. La prima presenta sessanta pagine ricche di riflessioni: viene posto in particolare l'accento sul "relativismo" come fondamento della democrazia. Non si tratta di un'opera monumentale (non è questo quello che viene promesso al lettore nella quarta di copertina e più in generale dalla collana Einaudi in cui il libro è stato pubblicato), bensì di un saggio critico, ricco di spunti originali dai quali ognuno può poi svolgere le proprie riflessioni. La seconda parte è costituita da una piccola antologia di SPLENDIDI brani, particolarmente significativi, tra i quali ne figura uno dello stesso Zagrebelsky. Occorre ringraziare l'autore perchè il testo in questione (tratto da "Il crucifige!") è esaurito ormai da tempo!!! Nel complesso si tratta di un saggio che ha il merito di rivolgersi a tutti, senza mai scadere nei contenuti. Una guida che non può lasciare indifferente il lettore e che meriterebbe certo di essere adottata come libro di testo in tutte le scuole perchè è un ottimo strumento di formazione per i cittadini di domani. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dino De Marco telemark7@yahoo.it (28-03-2007) Il libro s’intitola ‘Imparare democrazia’. Tuttavia l’economia sugli articoli in barba alla grammatica non deve trarre in inganno, l’Autore incomincia bene, anzi benissimo, descrivendo con efficacia la fragilità della democrazia, approfondendone il rapporto con la religione e sottolineando i principi etici e le qualità umane che permettono questa forma di governo. Tra l’altro facendo giustizia del concetto equivoco - e quindi abusato - di ‘tolleranza’. Ma dopo una quarantina di pagine o poco più, sopraffatto dallo sforzo cede di schianto e, ricordando di essere anche un (prestigioso) cattedratico, se ne va per i fatti suoi lasciando la parola ai suoi ‘black writers’
Che peraltro sono di grande levatura. Ma io avrei voluto sentire - in un libro di Zagrebelsky - le considerazioni di Zagrebelsky e non quelle, pur autorevolissime, di Bobbio, Orwell, Cicerone, Aristofane, Tocqueville, Brecht piuttosto che Montesquieu.
Se al ristorante, mentre siete lì, seduti con la forchetta in mano e l’acquolina in bocca aspettando gli spaghetti allo scoglio che avete ordinato, il cameriere vi servisse una minestra di verdure perché il cuoco non aveva più voglia di cucinare, voi come la pendereste?
Ad un certo punto, travolto dall’orgia delle citazioni, il professore cita perfino se stesso, riciclando una ventina di pagine di un suo precedente libro.
Queste operazioni commerciali di assemblaggio di libri in scatola di montaggio, peraltro non nuove, andrebbero evitate sia da parte degli autori, che a questo punto scadono al rango di prestanome, sia da quella delle case editrici che non ci fanno una gran figura. Le organizzazioni di tutela dei consumatori se ne dovrebbero far carico.
Resta da valutare il libro nel suo complesso. Il mio voto sarebbe 5, il più alto per quanto è stato scritto, ma poiché il professore, di suo pugno ha scritto solo la quarta parte di quanto il libro contiene, tale valutazione, stemperata in tre parti di aria fritta, scende a 1,25
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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