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Vassalli Sebastiano - La morte di Marx e altri racconti | Questo di Vassalli è un libro di racconti fortemente compatto, pensato e organizzato unitariamente. Il suo cuore "politico" è la parte centrale, formata da racconti, ma anche da apologhi e da un dialogo di tipo leopardiano. È in questa parte che concetti come democrazia, uguaglianza, cultura di massa vengono messi in discussione alla luce di come questi ideali sono diventati realtà negli anni più recenti. L'uguaglianza è stata realizzata "dalla cintola in giù", come dice un personaggio constatando la diffusione pressoché universale dei jeans. O anche riducendo l'uomo a entità numerica, come nelle elezioni, nei sondaggi o nelle rilevazioni di mercato. Un'uguaglianza che ha livellato verso il basso ogni comportamento e ogni sensibilità umana.
sergio oliveri (28-12-2007) Ho conosciuto Vassalli con “La Chimera”, forse il suo libro di maggior gradimento di pubblico, e ho voluto farmene un’idea più completa leggendo anche questo che era invece tra quelli meno apprezzati. Devo dire che esso mi ha confortato nel mio giudizio positivo su quest’Autore, trattandosi di racconti originali, ben scritti e coinvolgenti, tra i quali ognuno può trovare il filo conduttore che meglio crede, e che a me è parso il grumo di inconsapevole bruttezza che è insito in qualsiasi essere umano. Trovo, semmai, che la scelta (fatta forse dall’editore) del racconto di Marx per dare il titolo all’intero libro sia un po’ furbetta, per ammiccare a un pubblico più qualificato, quando invece il Marx in parola non c’entra nulla col teorizzatore del comunismo. Infine, credo che il prezzo di 10 euro e 50 sia un po’ alto per questo genere di lavori. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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