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Mo Yan - Il supplizio del legno di sandalo | Cina 1900: provincia dello Shandong. Sun Bing è un ribelle per caso, che si ritrova a guidare una rivolta di contadini a fianco dei Boxer, la società segreta cinese nemica delle potenze imperialistiche straniere. Ma Sun Ring non è solo un contadino in guerra contro un potere più grande di lui, e da cui sarà atrocemente punito. È anche un artista, è un uomo che vive di canto e per il canto. Di fronte a lui, Zhao Jia, il vecchio boia grande esperto di torture, giunto all'ultimo lavoro della sua carriera. Come Sun Ring, con il canto, anche Zhao Jia possiede una tecnica antichissima. I due maestri si affrontano con la loro rispettiva arte cercando, nelle condizioni estreme, di portare a termine il capolavoro della propria vita e della propria morte.
Media Voto: 4.33 / 5clara lunardelli (09-03-2011) Ho impiegato molto tempo a leggere questo libro. Non vi ritrovavo la sapiente maestria con la quale l'autore aveva reso Sorgo rosso indimenticabile.
Anzi, mi chiedevo come e perché si potessero scrivere pagine sulle torture tremende di cui si narra. Certo, l'autore appunta che proprio contro la tortura e la crudeltà ha scritto in questo romanzo, ma io ero delusa. Le ultime, ultimissime pagine (una ventina su cinquecento) tolgono il fiato per bellezza e forza epica. Basta? Direi di no. Però, ho tolto dallo scaffale Grande seno, fianchi larghi (900 pagine) che non avevo ancora avuto il coraggio di affrontare. Questa è la forza che il romanzo mi ha lasciato. E non è poco. Mo Yan è grande, comunque, e il suo talento se immesso nella vena giusta traccia quadri indimenticabili. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Filomerico (27-05-2009) Un maestro della narrativa contemporanea. Come qualunque altro scrittore, può naturalmente piacere o non piacere, ma la sua grandezza è al di là di ogni ragionevole riserva. Qui sono le individualità dei personaggi a fare da filo conduttore alla narrazione, ma restituendo, attraverso i loro diversi punti di vista, la complessità della vicenda. Il fatto che, fra Sun Bing, Sun Meiniang, il magistrato, Zhao Jia, Zhao Xiaojia nessuno sia protagonista al di sopra degli altri, fa si che tutto ciò che leggiamo sia sempre relativo, una faccia della realtà, non la realtà intera. Ma questo non si risolve mai in un'indeterminatezza pirandelliana: i fatti hanno la concretezza di una tortura minuziosamente descritta, è il giudizio su quei fatti a non essere mai assoluto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enrico beltrani superego@freemail.it (08-07-2007) Grandissimo romanzo dalle stile unico, diretto e minuzioso, travolgente e soave. Dove non c'è un protagonista ma diversi personaggi che danno voce agli eventi dal loro punto di vista parziale ma reale e sentito. Si rabbrividisce ai supplizi clinicamente descritti e ci si commuove alle stupende pagine di passione e umanità. E' incredibile come anche il più futile degli eventi umani abbia un corrispettivo nella natura e l'autore ci fa dono di una poeticità che sconvolge per la sua precisione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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