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Vargas Fred - Nei boschi eterni | Il fantasma di una monaca del Settecento che sgozzava le sue vittime non fa paura al commissario Adamsberg, ma tutto il resto sì. Da un momento all'altro sprofonda in un mondo che sembra tornato al Medioevo, dove si straziano i cervi dei boschi normanni, si profanano cadaveri di vergini per estrarne misteriose sostanze, e le pozioni magiche assicurano la vita eterna, a costo di orrendi delitti. Mentre un rivale che arriva dal più lontano passato, e che parla in versi, gli vuole rubare tutto. Un puzzle inestricabile, fatto apposta per far smarrire la ragione a chiunque. Ma non a uno "spalatore di nuvole", come Adamsberg. Anche se, ancora più delle altre volte, arrivare alla verità vorrà dire riuscire a strapparsi un pezzo di cuore...
Recensioni 1 - 20 di 76 recensioni presenti. Media Voto: 3.73 / 5puzzailsignorvincenzo (23-02-2012) Davvero un bel giallo, scorrevole, divertente. Certo, per nulla credibile, soprattutto la parte del gatto, ma basta metterci una buona dose di immaginazione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ragnetto (27-05-2011) Storia ancora più inverosimile di quella del libo precedente....ma è difficile resistere al fascino dei soliti personaggi e gli incontri di Adamsberg con quel gruppetto di amici in Normandia sono memorabili...La trama è piuttosto intricata, ma la soluzione finale dipana bene la matassa. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Libricciola elisa.rosmino@libero.it (15-12-2009) Che delusione!la storia di per sè non è male, però la sostanza non è molta. L'inizio è interessante, in seguito si perde. Il filone "romanzi che parlano di romanzi" comincia ad annoiarmi...Ho l'impressione che con Ruiz Zafon abbiamo esaurito le risorse. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
slobodan tolstoi@virgilio.it (03-08-2009) C'e molta carne al fuoco in questo libro della Vargas, forse un po' troppa. Mi era piaciuto moltissimo "Parti in fretta e non tornare", questo un pochino meno, anche se ci sono molti sprazzi di genialità letteraria, nonostante in molti si ostinino a non riconoscerla. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giorgio (26-05-2009) Chi ama la Vargas ed il suo mondo, il suo stile, non rimarrà deluso. Peccato venga meno dopo poco parte della suspence in quanto a, mio avviso, è abbastanza evidente chi sarà il colpevole...la cosa pazzesca è che l'Einaudi nel commento sul retro di copertina lo rivela con un commento che lascia spazio a pochi dubbi: non ho mai visto una cosa del genere presentando un giallo! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
DJ (26-01-2009) Il libro è indubbiamente ben scritto. L'autrice ha un dono efficace per le parole, ma sembra quasi che la cosa sia fine a se stessa...e non all'interno della narrazione. Il libro risulta lento in modo fastidioso, molto autocompiaciuto. Punta più sull'analisi psicologica dei personaggi - non necessariamente in relazione al caso poliziesco affrontato- che sui fatti che compongono la storia. Sono un po' delusa, mi aspettavo davvero di meglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Drusilla (22-01-2009) ritmo in crescendo, prima avvolge con manto poetico per poi catapultare in una trama avvincente. Seduce lo stile. Eccellente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
br1 (13-01-2009) E' il primo libro di Vargas che ho letto...sicuramente sarà anche l'ultimo!!!Una delusione abissale. Lo consiglierei esclusivamente a chi soffre d'insonnia...se non vi addormentate nemmeno con questo...beh allora penso non ci sia medicina!!! Risparmiate i soldi, secondo me non li vale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ombretta (16-09-2008) Intrigante, ben scritto, mai macabro, con personaggi ben delineati e che ti sembra di conoscere da sempre. Un libro che si legge (nonostante l'oggetto), con leggerezza e piacere.
Il voto non è al massimo perchè non eccelle come 'Io sono il tenebroso' o 'Chi è morto alzi la mano'.
Ho consigliato (e prestato) a molti amici i libri della Vargas e tutti l'hanno apprezzata da subito, principalmente per lo stile lieve con cui scrive. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
greta l_aleph27@libero.it (29-08-2008) Non si puo' paragonare Mozart con Allevi, Frank Capra con i Vanzina. Io ho letto molto, e di tutto, Mann, Melville, Yourcenar, Calvino, Pavese, Eco, Amado, e piu' recenti, Tabucchi, Pamuk, per citarne solo alcuni. E adoro i gialli, ma non la violenza. Per me un libro della Vargas e' un appuntamento, quasi sempre estivo, soprattutto disimpegnato. La vita e' fatta anche di questo, leggerezza. E i suoi gialli sono cosi', leggeri ma non fatui, e i personaggi sembrano uscire da un fumetto, un meraviglioso fumetto. Cosa volere di piu' da una lettura? Che lasci un ricordo, possibilmente positivo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lhl (28-07-2008) quando fa discutere, un libro ha vinto. Qui vedo, sulla vargas, valutazioni ed interpretazioni discordanti di molto, dall'1 al massimo. Bellissimo! non vale che tutti la pensino allo stesso modo. A mio parere il libro è molto ben architettato nella sua trama e nei suoi personaggi, tutti al posto giusto, tutti indispensabili. Magari tirato un pochino per i capelli in certi suoi passaggi, ma comunque avvincente. Non mi pare corretto paragonare la vargas a mcewan o saramago: i generi e gli spiriti sono abbastanza distanti. Chi legge la prima cerca un noir d'autore, chi legge gli altri due cerca uno spessore ed un messaggio. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto Bolognesi (27-07-2008) Un libro che non eccelle in nulla, a differenza di quanto dice la critica! Personaggi sui generis che però, a lungo andare, vengono a noia, una trama intricata, forse troppo, ma che non convince e non stimola il lettore, scarse le descrizioni dei personaggi, affidate ai dialoghi anch'essi molto strani e sopra le righe...un miscuglio male amalgamato, forse scorrevole, ma senza nulla di che...lontano anni luce dal "capolavoro" o "libro brillante" come suole chiamarli la critica! C'è molto di meglio! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Elisa (07-07-2008) Devo ammettere che mi aspettavo di più da questo libro. I personaggi sono buoni, anche la trama. Ma durante la lettura, si ha continuamente l'impressione che debba succedere qualcosa in più... che poi non accade Voto: 3 / 5 |  |  |  |
fabio zanotti (12-06-2008) Come al solito Adamsberg parte piano e quindi il libro inizialmente è pesantino, ma poi diventa veramente (come al solito) coinvolgente e bellissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
guici (03-03-2008) Chi cerca in vargas un thriller d'azione è ovvio che debba approdare su altre sponde.
Belle ambientazioni ma sopratutto una magnifica caratterizzazione dei personaggi che esaltano una trama con poca azione. A me non piaciono i personaggi "a lieto fine" in stile Harry Bosch o Dirk pitt, ma Adamsberg è un caso parte, davvero unico.
Un gradino sotto a Parti in fretta e non tornare ma da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
falusio71 f.oblomov@virgilio.it (05-02-2008) un giallo (meno pastello del solito) in stile vargas, forse meno riuscito di altri, e con trama meno convincente delle precedenti fatiche, ma giocato come sempre su accattivanti e insolite caratterizzazioni di personaggi strampalati, dipinti con un godibile tocco femminile, sfumature ironiche, scorci seducenti di Parigi, prosa non impegnativa. Lavoro leggero e godibile, lettura disimpegnata e di evasione. Cos'altro cerchiamo in fondo in un romanzo della Vargas? Mi guarderei dal parlare di capolavori ma non commetterei neanche l'errore di confrontare autori e universi incommensurabili. Mc Ewan? Saramago? Men che modesti rispetto a Musil, Roth, Mann, Balzac o il nostro Fedor D., ma si tratta di giallisti? e se c'è ancora chi idolatra Ken Follett, omnia licet fiant!! Non si finirebbe più con le hit-parade.. :-) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Carlo c.romano8@alice.it (26-01-2008) Concordo pienamente con i giudizi negativi di V.Piras e di Len. E' la prima volta che non riesco a superare la metà di un libro. Ma come si fa... come si fa a parlare di "solo capolovor...etc.etc...di libro "brillante e coinvolgente"!!! Ma come si fa!Vi prego, risparmiate i soldi, non compratelo! Leggetevi "Lettera a Berlino" di McEwan o "Cecità" di Saramago così capirete cosa vuol dire romanzo brillante, coinvolgente e magari veramente griderete "solo capolavor mi vien da dir". Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giacomo jeaky85@hotmail.it (19-12-2007) Piccola premessa: lei si definisce "l'anti patricia cornwell", affermando "un delitto è semplice, non mi piacciono i gialli complicatissimi"..
sicuramente il libro in questione contraddice in pieno la sua frase, infatti a mio avviso non risulta proprio semplice..In ogni caso è il secondo che leggo dellla Vargas, il primo
era stato l'uomo a rovescio..Sinceramente solita sensazione: ovvero un libro carino ma nulla di più, a mio avviso non ha
nessuna parte dove ecceda in qualità, una lettura abbastanza scorrevole a cui manca qualcosa per fare la differenza. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Matteo oasisnoel82@hotmail.com (26-11-2007) Un thriller fatto bene deve avere certe caratteristiche:
a) discreta dose di credibilità
b) ottima caratterizzazione dei personaggi principali e buona capacità di saper delineare sufficientemente bene anche le cosiddette "comparse"
c) il classico colpo di scena a cui va data coerenza e contestualità all'interno del testo.
d) non ricercatezza dei termini, non essere prolissi, non specchiarsi troppo nello specchio.
Ebbene, io credo che questo libro debba essere promosso a tutte queste voci.
E credo che leggero' ben presto altro della Vargas perchè il personaggio di Adamsberg mi ha affascinato molto e anche "divertito", senza dimenticare ovviamente il suo entourage di aiutanti dell'anticrimine.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rosita rositafabbri@libero.it (21-11-2007) Come sempre sono rimasta affascinata da questi personaggi e storie surreali, pieni di umanità e ironia. Sono atmosfere magiche che entrano nel cuore. Consigliatissimo...a chi ama il genere naturalmente! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 76
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