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Mosley Walter - Volevo uccidere Johnny Fry | Nella vita di Cordell Carmel non succede mai niente. Nero, di mezza età, traduttore mediocre di testi che non legge quasi nessuno, da otto anni è il compagno di una donna che non sa neppure se ama o no. Un giorno la scopre mentre fa sesso con un amico comune, Johnny Fry, e la sua vita cambia di colpo. Il corpo della sua donna nelle mani di un bianco è un'immagine brutale, uno schiaffo che porta in sé l'urgenza della vendetta, fino all'omicidio, allo strazio dell'altro. Ma la pistola tarda a sparare. Il protagonista s'inoltra cosi nelle viscere infernali di una New York popolata di puttane splendenti come specchi, guidato da una star del sadomaso, Sisypha, che riuscirà a distruggerlo. E a farlo rinascere. Perché non ci sono più soglie che non possano essere violate, quando ogni desiderio di morte, sottomissione o dominio è un territorio che conduce al cuore buio delle cose, al sesso estremo, ai margini più nascosti dell'identità. Resta l'imperativo di uccidere Johnny, l'uomo che ha dato inizio a tutto questo. Ma le cose non vanno mai come si vorrebbe.
Media Voto: 3 / 5Hit_Man (04-10-2009) Mi ha nettamente sorpreso l'approccio a questo libro di Mosley: pur essendo stato descritto (e sottotitolato nell'edizione americana) in 4^ di copertina come "sexistential novel", nemmeno lontanamente immaginavo il tourbillon di aperta e totale disamina della sessualità di tutti i personaggi, a partire da Cordell Carmel, l'attore attorno a cui tutto ruota, con scene di sesso esplicito e assolutamente privo di qualsiasi inibizione narrativa.
Diciamo che ho letto riviste pornografiche meno spinte!
Qui entra poi in gioco l'abilità narrativa di Mosley, perché a differenza delle summenzionate riviste, qui c'è una capacità di raccontare le vicissitudini e i tormenti dell'interprete principale che, ben presto, travalica il profluvio di particolari porno su misure e "capriole" a letto e in ogni dove.
Attraverso un racconto definibile come "di formazione", di iniziazione e crescita attraverso le varie esperienze sessuali e l'apprendimento consequenziale non solo a livello di abilità fisiche, questi riesce ad uscire dal precedente grigiore della routine, vista come lavoro insoddisfacente e convivente da 8 anni a cui sempre era fedele.
Scopre così un mondo mai nemmeno sospettato, coi suoi "occhi nuovi": vicine di casa improvvisamente rivelatesi donne sessualmente disinibite, straordinarie avventure piccanti in situazioni imprevedibili, addirittura partecipa da spettatore a fantomatiche "Olimpiadi del sesso"...
E' grazie a un'attrice sadomaso idealizzata da un DVD particolarmente osceno e poi incontrata, che tutto si innesca: Cordell elimina ogni precedente freno e pastoia, e si lancia a corpo morto (ma qualcos'altro ben desto!) in ogni esperienza sentimental-sessuale ipotizzabile.
Il tutto ha una sua morale, vista nella condizione di schiavitù esistenziale a cui tanti si rassegnano, e quasi se la fanno piacere, anche se spesso, tutto quello che hanno, sono le loro catene.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Angela angela_reg@hotmail.com (16-01-2008) ho comperato questo libro, ed altri dello stesso autore in seguito a una bellissima recensione letta. il libro tuttavia non mi ha soddisfatto per il contenuto nonostante sia scritto molto bene. non risulta verosimile anche se vuole essere trasgressivo, un incubo di un represso. spero negli altri che non ho ancora letto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
pippi (23-07-2007) Non sono riuscita a dare zero, perchè Mosley è uno dei mie scrittori preferiti. Considerando che ha scritto sempre noir mi viene da pensare che abbia pubblicato questa indecenza solo per un tornaconto personale... Delusa! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Maurizio Crispi maurizio.crispi@gmail.com (19-07-2007) Cambiano i tempi, cambiano i costumi e i gusti: sino a qualche anno fa, sarebbe stato impensabile che un romanzo siffatto potesse essere ospitato in una collana Einaudi (editore sempre molto sobrio nelle sue scelte). Ma il lettore di oggi è "immunizzato" alla trasgressione e alla rappresentazione letteraria dell'erotismo e della sessualità. L'avventura di Cordell Carmel, a partire dal "trauma" iniziale (che lo colpisce come una doccia fredda) scaturente dall'aver colto in fragranza la sua ragazza Joelle intenta a far sesso con Johnny Fry che è il suo miglior amico, si legge tutta d'un fiato, condita com'è di incontri "caldi", di iniziazioni erotiche e di un viaggio quasi estremo d'esplorazione del sottobosco dell'erotismo trasgressivo newyorkese. Questa ulteriore prova narrativa di Mosley che alcuni - da severi censori o da bigotti - sarebbero portati a liquidare come di bassa lega (o di cattivo gusto), offre degli aspetti decisamente interessanti nel modo in cui è trattata, per così dire in fieri, l'elaborazione del trauma da parte del protagonista che, a partire dal capovolgimento della sua tranquilla esistenza fatta di statiche sicurezze, si trova immesso in una realtà dinamica, in continua trasformazione, fatta di esperienze nuove ed estreme, nelle quali è lui stesso a gettarsi a capofitto, quasi desiderandole e godendone, folgorato da stati mentali d'intensa eccitazione. Colpisce anche il modo quasi surreale e grottesco in cui si dipana la vicenda con i suoi scoppiettanti passaggi e le acrobatiche intersezioni di piani narrativi diversi, di storie nelle storie, di contaminazione della realtà con la fantasia e con la fiction filmica: un autentico calembour di trovate. Il sesso e le sue variazioni infinite ed ossessive, la rappresentazione del sesso, il sesso estremo, la separazione netta del sesso dall'amore, la dipendenza sessuale (una delle tante forme descritte, nella clinica, di dipendenza non farmacologica) sono i leit motif contenuti in questo romanzo che a volte scivola nel surreale e nel grottesco. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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