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Wambaugh Joseph - Il campo di cipolle | Los Angeles, 9 marzo 1963. Campbell e Hettinger, due agenti di pattuglia che lavorano da poco in coppia fermano un'auto sospetta. A bordo due delinquenti di piccolo cabotaggio con una lunga storia di reati e carcere alle spalle. I due criminali disarmano i poliziotti, li rapiscono e, dopo un lungo tragitto in auto sulle freeways intorno a Los Angeles, li portano in un campo di cipolle. Ed è nella polvere di una sterrata di campagna, nell'odore pungente delle cipolle, che si consuma la tragedia, tanto più atroce quanto più assurda: Campbell viene ucciso a colpi di pistola. Hettinger riesce a scappare. Nel giro di poche ore, i colpevoli vengono catturati, ma il finale della loro storia è ancora lontano e tutt'altro che consolatorio. Inizialmente condannati a morte, i due assassini affronteranno una serie di processi che, a vent'anni dall'omicidio, li porterà alla scarcerazione. Quanto a Hettinger, lascerà la polizia e trascorrerà tutta la vita in una spirale di dolore, rimorso e autodistruzione. Wambaugh racconta una vicenda vera e terribile da ex poliziotto, scrittore e profondo conoscitore della psicologia umana. Il risultato è una riflessione dolente sulle imperfezioni e i fallimenti della giustizia, e sul retaggio di sofferenze e crudeltà che accompagna ogni fatto di sangue, segnando l'esistenza dei colpevoli come delle vittime in modo irreparabile.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.16 / 5taty (29-08-2011) bel libro che fa riflettere su quella che dovrebbe essere la giustizia!!!!!!! coinvolgente soprattutto la prima parte... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dottorgonzo (18-03-2011) La prima parte, la più spettacolare, narra le gesta criminali dei due balordi fino al tragico fatto di sangue. La seconda è dedicata alla ricostruzione della complicata vicenda processuale, dove grazie alle falle del sistema giudiziario la verità dei fatti appare stravolta e perfino rovesciata. Il risultato è la narrazione di una tragedia moderna, dove vittime e carnefici sono messi sullo stesso piano, senza possibilità di catarsi e redenzione. Un libro terribilmente crudo e terribilmente vero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lomax (07-10-2009) Bellissima esperienza narrativa. La prima parte è necessaria per comprendere i sentimenti che, fino alla fine, animeranno i protagonisti di questa storia e per creare con loro un rapporto empatico. Cosicché il lettore possa vivere con angoscia l'interminabile, claustrofobico viaggio verso il campo di cipolle e l'enorme sacrificio emotivo che quella notte pretenderà da chi è sopravvissuto. La seconda parte è invece una finestra molto istruttiva sul mondo giudiziario dell'epoca, le cui anomalie processuali potevano consentire anche a due criminali di tal fatta di "farla franca". L'unica nota (davvero) dolente del libro è che, riferendosi a fatti svolti 40 anni fa, avrebbe meritato una postfazione di aggiornamento, tanto più che gli eventi accaduti successivamente hanno mutato radicalmente lo scenario. Anche grazie al libro, infatti, il caso è stato riesaminato e ha portato alla revoca dell'ordine di scarcerazione di Gregory Powell. Le sue successive istanze per ottenere la libertà sulla parola sono state tutte respinte e oggi Powell è ancora in prigione: non si è mai pentito del gesto commesso. Smith è stato invece rilasciato ma successivamente è stato incarcerato numerose volte per reati legati alla droga fino al 2007, anno in cui è morto per overdose. Hettinger ha continuato la sua discesa all'inferno fino alla totale degenerazione fisica ed emotiva che, a 52 anni, lo ha portato ad un prematuro decesso. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Simone (03-06-2009) A tratti ricorda una nota serie di telefilm che affianca le indagini poliziesche ai processi in tribunale. La prima meta' e' vagamente noiosa e ripetitiva, con queste descrizioni che fanno molto Starsky & Hutch. Quando Wambaugh descrive i processi, la lettura si fa piu' coinvolgente. Arrivato alla fine, non ho potuto evitare di sorridere: nel libro si giudica quasi disumano che un processo per omicidio duri sei anni. In Italia e' la durata minima del solo primo grado... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Standbyme Standbyme@ticino.com (21-05-2009) Una buona prosa, il profilo psicologico dei personaggi delineato con sapienza, un’esposizione degli avvenimenti veramente accaduti attinente alla verità, narrazione dura alternata a momenti dolci e sensibili. Nonostante ciò non è riuscito a coinvolgermi: non ha avuto in me l’impatto che ebbi con “A sangue freddo” a cui, con molta magnanimità, è stato paragonato. Forse è colpa mia, ma questa è la sensazione che ho avuto. Paradossalmente mi ha molto più coinvolto la breve premessa, cinque pagine scarse, scritta da James Ellroy che l’intero romanzo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Satanik satanik_67@yahoo.com (29-03-2009) E' semplicemente fantastico, la Einaudi stà ristampando i libri di Joseph Wambaugh dopo quasi trenta anni sono finalmente disponibili di nuovo per le nuove generazioni, le sue storie di poliziotti o ex tali sono fantastiche, reali e vibranti spesso sono un vero pugno nello stomaco.
da leggere... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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