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Shirer William L. - Storia del Terzo Reich |
Il libro narra l'ascesa e il crollo del Terzo Reich da Norimberga a Norimberga, ovvero il lungo incubo che comincia da quella fatidica notte in cui si proclamò l'inizio del millennio nazista e termina nel settembre 1946 con il processo che avrebbe condannato a morte o alla carcerazione i superstiti criminali nazisti.
Media Voto: 3.4 / 5Alessandro (01-02-2010) Ho letto questo libro di Shirer durante gli anni del dottorato di ricerca in Scienze politiche. Ho poi proseguito a leggere sul nazismo, accumulando decine di libri e scorrendo migliaia di pagine. Mai più mi sono imbattuto in un autore così straordinariamente ricco, documentato e suggestivo. Shirer ci ha consegnato un'opera bellissima che, ancora oggi, conserva un alto valore storiografico e pedagogico. I capitoli sulla notte dei lunghi coltelli oppure quello sulla notte dei cristalli hanno lo stesso potere suggestivo di un film d'autore. A uno sguardo approfondito, si capisce che il libro non è contro Hitler. Il vero obiettivo polemico di Shirer sono le democrazie europee (Francia e Inghilterra, principalmente), da lui considerate le vere responsabili della catastrofe in cui fu precipitato il mondo durante la seconda guerra mondiale. Daladier e Chamberlain non fermarono Hitler quando avrebbero potuto e dovuto farlo. Il resto potrete leggerlo in questo capolavoro della letteratura contemporanea.
Alessandro Voto: 5 / 5 |
Andrea Morelli (06-05-2009) Questa, a mio avviso, è un' opera meravigliosa. Completa, seria, scritta in maniera ottima e scorrevole, è consigliata a chi vuole avere un' idea di tutto quello che fu il Terzo Reich.
Shirer non è per nulla prolisso o di parte: è serio, obiettivo e ha a cuore anche i dettagli, che spesso sono proprio gli elementi chiave per la comprensione di un fatto.
Studio il Terzo Reich da molti anni e non ho mai trovato un' opera tanto buona. In una parola: eccellente. Consigliata a chi ha davvero interesse sul tema vista la lunghezza; agli appassionati lo raccomando senza riserve. Voto: 5 / 5 |
Eric (10-04-2009) Pur riconoscendo nell'autore poca obiettivita' nel commentare gli eventi storici descritti nel libro, apprezzo molto questo testo in quanto descrive accuratamente fatti vissuti in prima persona da Shirer e non ritengo un peccato esprimere un proprio giudizio sui personaggi storici... in questo senso si hanno altri esempi illustri, Montanelli per citarne uno; l'essenziale , a mio avviso, e' non lasciarsene influenzare. Voto: 4 / 5 |
Jakob24 (13-03-2009) Vivamente sconsigliato.
Shirer ha scritto una lunghissima(1800 pagine) e noiosa storia del nazismo. A mio avviso avrebbe potuto scriverla in 1100 pagine circa. Il fatto è che vengono riportate un'infinità di informazioni inutili(es: Ribbentrop ricevette il trattato di pace alle 14.30; due ore dopo il Führer lo firmò./ oppure: Molotov giunse a Berlino ma potè essere ricevuto solo il giorno seguente) e futili dettagli. Al posto di un lungo elenco di dati superficiali si sarebbe potuto inserire qualche fotografia dei personaggi chiave.
Questa, più che una storia del Terzo Reich è una storia della sua politica estera.
Ci sono 2 metodi di insegnamento storico: quello giornalistico, meccanico, superficiale e di parte, che è quello di Shirer, il quale elenca semplicemente dei dati, senza analizzare i fattori psicologici, sociali e filosofici che stanno dietro; l'altro metodo è quello di rendere la storia viva, tangibile e pedagogica.
Ma chiamare più volte Ribbentrop "stupido" e "mente limitata" e continuare ad ripetere che Hitler era un bugiardo significa adottare il primo metodo. Con che coraggio un americano disprezza il nazismo? Un paese che ha gettato 2 bombe atomiche, finanziato INNUMEREVOLI guerre e preso parte a molte di esse, come fa anche solo ad alzare la testa? Voto: 1 / 5 |
Marcoz (23-02-2009) Dovete aver tempo e voglia per leggere le circa 1800 pagine scritte da questo giornalista americano.
L'autore commette, a mio avviso, dei gravi errori:
Grave mancanza di oggettività: Shirer è estremamente di parte e scrive con il comune stile giornalistico, mai con la passione di uno storico(mi viene in mente Joachim Fest); il fatto di aver vissuto in prima persona molti fenomeni del nazismo non lo giustifica. Ogniqualvolta c'è da nominare un esponente democratico, socialdemocratico, protestante ecc. l'autore cerca sempre di metterlo in buona luce("Il grande Martin Lutero" ecc); viceversa, quanto il soggetto è un nazionalsocialista o un azione commessa dai membri del partito hitleriano, Shirer non si risparmia una lunga e monotana serie di aggettivi sprezzanti: "intelligenza mediocre", "uomo superficiale", "pervertito"(parlando di un omosessuale).
I pregiudizi di quest'opera li possiamo ben ritrovare quando si trattano temi come "l'arte sotto il nazionalsocialismo": i pittori inseriti nella mostra dell'arte degenerata(entartete Kunst)sono lodati, mentre si afferma che sotto il nazionalsocialismo la cultura era precipitata vertiginosamente. Qui sta l'errore, qui un giornalista, che tanto ha criticato la falsità e la doppiezza del regime, si dimostra di uguale mentalità.
La sua mancanza di distacco e il suo continuo esprimere giudizi di valore, i quali, talvolta, fanno dubitare sulla sensatezza del titolo "STORIA del Terzo Reich", lo rendono uno scrittore mediocre, sempre pronto a mettere in rilievo dei particolari discriminatori.
In ogni caso ne consiglio la lettura. Anche se, dopo quanto ho detto, ciò sembrerà paradossale, avere un idea generale degli eventi e cronologicamente corretta può sempre essere utile. Voto: 2 / 5 |
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