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Penney Stef - La tenerezza dei lupi | Canada, fine Ottocento. La vita di una piccola comunità della Columbia britannica, composta da tagliaboschi e cacciatori di pellicce, viene sconvolta dal misterioso delitto di un ricco commerciante francese, la cui vita appare costellata di enigmi e di trascorsi anche loschi, tutti da chiarire. I sospetti convergono sul figlio adottivo dei coniugi Ross, una coppia molto nota e stimata; il ragazzo è stato l'ultimo a vedere la vittima viva ed è fuggito subito dopo l'omicidio. La signora Ross non riesce a rassegnarsi all'idea che suo figlio sia colpevole, e prende la decisione estrema di seguirne le tracce avventurandosi nel gelo invernale delle foreste canadesi, accompagnata soltanto da un nativo che conosce il territorio palmo a palmo. Comincia cosí una corsa contro il tempo, attraverso un paesaggio ostile e colmo di insidie: un lungo viaggio che approda in una strana e chiusa comunità norvegese, nella quale, forse, si nasconde la verità...
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.36 / 5Mario (23-03-2012) Non male, per essere un romanzo d'esordio. Non si tratta del tutto di un western ma mischia diversi generi tra i quali quelli più battuti sono il giallo e il psicologico. C'è ben poca azione e molta introspezione e descrizione dei personaggi, la vicenda si dipana molto lentamente perchè la Penney mette davvero troppa carne al fuoco. Il libro avrebbe potuto essere accorciato di molte parti inutili e risultare così più snello e scorrevole. Tuttavia lo stile dell'autrice abbranca quanto basta e non è difficile lasciarsi trascinare nel suo viaggio sulla neve, tra foreste buie e avamposti commerciali isolati.
Alla fine la trama riannoda solo i fili più spessi e importanti, lasciando sciolti tutti gli altri, probabilmente per permettere la scrittura di un seguito (mi pare chiaro che questo era l'intenzione dell'autrice). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
nadia (17-11-2011) Una storia avvincente, con un buon ritmo e un'ambientazione mozzafiato. Forse in alcuni punti la trama risulta un po' inverosimile, ma è comunque un romanzo che consiglierei. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
STEFANO (28-08-2009) Il più bel libro che ho letto quest'anno. Definirlo giallo è riduttivo. Alcuni personaggi sono veramente ben approfonditi e in alcuni commenti riesce anche a commuovere. La spettacolare natura che fa da cornice al romanzo impreziosisce il tutto. Consigliatissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
saverio (05-09-2008) Un libro davvero ben scritto. Appassionante e non banale. Nonostante la lunghezza non perde di ritmo e non si fa confuso. La descrizione della natura non è mai fine a se stessa e l'autrice riesce a renderla gradevole anche a chi non ama le grandi descrizioni. Il titolo è piuttosto ingannevole riguardo al contenuto del libro. Dev'essere una metafora, ma ci vogliono intelligenze sopraffine per capire di cosa, non semplici lettori... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ivan (26-06-2008) un romanzo scorrevolissimo e incantevole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
standbyme standbyme@ticino.com (21-06-2008) Sono perplesso: abituato al West selvaggio e violento di McCarthy descritto in “Meridiano di sangue” mi sarei aspettato solo un barlume di civilizzazione in un piccolo paese nel Canada del 1867. Invece no! In questa cittadina di agricoltori, di solitari e duri cacciatori di pellicce tutti sono istruiti, addirittura le figlie del giudice parlano di andare all’università, la maggior parte dei personaggi si comporta come se si trovasse nei migliori “salotti” inglesi, c’è rispetto reciproco tra i “nativi” e i coloni. Eppure, appena si fanno due passi fuori da questo piccolo agglomerato, ci si ritrova in posti così desolati che si fa fatica a credere che si possa sopravivere in mezzo ad un deserto di ghiaccio o in foreste inospitali, così fitte tanto da non permettere il passaggio neanche di un raggio di sole. In un altro sperduto villaggio, abitato da una comunità di persone di origine norvegese, che segue gli insegnamenti della Bibbia, ci ritroviamo davanti ad una sveglia o ad un cuscino con tanto di federa. Beh, fosse stato Toronto potrei capirlo, ma lì! I lupi? Fanno una fugace apparizione, nulla di eclatante, niente a che vedere con la splendida storia letta nel romanzo “Oltre il confine”. Per contro ottime le descrizioni dei paesaggi e delle situazioni estreme in cui si ritrovano i personaggi nel ricorrersi l’un l’altro. Discreta la trama, anche se vi si riscontra poco pathos, personaggi ben delineati, prosa scorrevole. Per concludere: c’è un netto scollamento tra il comportamento dei personaggi e l’ostile ma splendida natura in cui vivono. Tutto ciò rende poco credibile l’intero romanzo. Sono indeciso: non potendo assegnare il mezzo voto opto per la soluzione più incoraggiante visto che si tratta di un romanzo di esordio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
gmb (06-05-2008) Bel libro, ben scritto con belle atmosfere e una storia non banale. Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ivan (25-04-2008) Bel libro, piacevole da leggere.Si avanza nella storia, lentamente, come quando si cammina nella neve. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
kaa (15-04-2008) Un bel romanzo che si legge con piacere.
Alcuni personaggi non caratterizzati benissimo.
Trama avvincente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
rosarita (28-03-2008) e' un'opera prima, ma notevolissima. Davvero belli i personaggi insoliti, inquietanti le immense distese di neve e le foreste. Non e' un giallo, ma che ansia le ultime trenta pagine! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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