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Gialli, horror, noir   Thriller e suspence 

McCarthy Cormac - Non è un paese per vecchi

Non è un paese per vecchi TitoloNon è un paese per vecchi
AutoreMcCarthy Cormac
Prezzo
Sconto 20%
€ 9,60
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 2,40)
Prezzi in altre valute
Dati2007, 254 p.
TraduttoreTesta M.
EditoreEinaudi  (collana Super ET)

Disponibilita immediata
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67 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Nel 1980, nel Texas meridionale, al confine con il Messico, il giovane Llewelyn Moss, un reduce dal Vietnam, si imbatte, mentre sta cacciando antilopi nella prateria, in un convoglio di jeep colme di cadaveri, di droga e di soldi. Prende i soldi e decide di tenerseli, ma diventa subito la preda di una spietata partita di caccia: inseguito dai trafficanti, da uno sceriffo vecchia maniera, nonché dal solitario Chigurh, un assassino psicopatico munito di una pistola da mattatoio. Moss tenta disperatamente di sfuggire a un destino inevitabile, coinvolgendo per ingenuità la giovanissima moglie.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 67 recensioni presenti.  Media Voto: 3.76 / 5

Martino (17-04-2012)
Davvero interessante! Consigliato
Voto: 4 / 5
Dave (12-03-2012)
L'America di McCarthy non è un paese per vecchi, ma un paese per persone dure, aspre, di poche parole, violente ma con una propria infrangibile morale. E noi: stanchi di libri barocchi, di pagine inutili, di personaggi finti, di thriller prolissi con più colpi di scena che pagine; ebbene noi amiamo la sua America polverosa ed insanguinata. Noi amiamo i suoi dialoghi schietti ma commoventi, aspri e malinconici. Questo è molto più che un western contemporaneo, è un romanzo sulla storia di un paese che tutti crediamo di conoscere ma che per lo più ci è misterioso. E' un saggio sul decadimento della società occidentale. "Non è un paese per vecchi" potrebbe essere, a ben guardare, il lontano prologo di "la strada". Sentite cosa dice lo sceriffo Bell a proposito della figura dello sceriffo: immaginetevi un mestiere dove uno ha pressapoco la stessa autorità di Dio e non deve possedere requisiti particolari e ha il compito di far rispettare leggi inesistenti, e ditemi se non vi sembra strano. Perchè secondo me lo è. Funziona? Sì. Il novanta per cento delle volte. Ci vuole molto poco per governare la gente perbene. Molto poco. E la gente cattiva non si può governare affatto. O perlomeno a me non risulta che ci sia mai riuscito nessuno.
Voto: 5 / 5
ferdi (21-02-2012)
Non c'e' niente da fare: Mc Carthy proprio non mi va giu'. 12 anni fa avevo letto "Il Buio Fuori" e "Città della Pianura" ma non avevo provato alcun brivido, solo tanta noia. Spinto da un amico, lettore compulsivo come me, del cui giudizio quasi sempre mi fido (appunto quasi...) mi ero ripromesso di affrontare questo romanzo con molta umiltà, privo di preconcetti. Ma alla fine il risultato e' sempre lo stesso: Cormac mi annoia terribilmente e certamente non aiuta la totale assenza di definizione dei dialoghi, inseriti in un lungo e sconclusionato sproloquio sulla vita, dio e filosofia da 4 soldi. I personaggi spesso poi sembrano macchiette tagliate con l'accetta...Non do UN pallino x rispetto ad un autore che cmq ha segnato la storia della letteratura americana e xke'il mio e' un giudizio visceralmente personale.
Voto: 2 / 5
Marco 75 (13-12-2011)
McCarthy si confronta con il genere Noir o poliziesco che dir si voglia e fa subito centro, senza tradire però il suo stile unico e riflettendo sempre sui temi ai quali ci ha ormai abituato: la violenza,la morte,la ricerca di un senso a ciò che ci accade nella vita. Questo scrittore non delude mai.
Voto: 5 / 5
elanhyer alkatrazo@yahoo.com (07-11-2011)
Non capisco come si possa dare un voto così basso a un libro così alto. Il romanzo è straordinario e soltanto McCarthy poteva concepirlo. Credo che la maggior parte non l'abbia compreso. Lo stile freddo, asciutto e tagliente, dialoghi veloci e concisi, personaggi verosimili. La trama è molto scorrevole, si legge in un solo giorno. Va letto e riletto.
Voto: 5 / 5
armando (17-10-2011)
Consigliato.
Voto: 3 / 5
Lady Libro (08-09-2011)
Be', che dire? Mi è piaciuto ma al tempo stesso non mi è piaciuto. So che è una opinione senza senso, ma non saprei come altro spiegarlo, e perciò gli dò come voto un bel tre in tutto, ovvero una via di mezzo tra la perfezione e la bruttezza. Una delle cose positive di questo romanzo è che non si fa per niente fatica a immaginare le situazioni, perchè è come se l'autore avesse scritto il copione e le battute di un film, il che conferisce un bel senso di realismo a tutta la vicenda che non si preoccupa di nascondere o minimizzare anche il più piccolo atto di sangue e violenza. Uno stile secco, asciutto e privo di emozioni che molte volte durante la narrazione ho trovato adatto, ma in altri momenti qualche approfondimento a livello interiore sarebbe stato certamente gradito, come ad esempio nei bellissimi capitoli che descrivono i pensieri, i sentimenti e le considerazioni dello sceriffo Bell, il personaggio che ho adorato di più in questo romanzo: un uomo del secolo passato, incapace di comprendere perchè questo mondo sia cambiato così tanto nel male, un uomo desideroso del bene per gli altri, profondo e malinconico. Sebbene io abbia apprezzato molto il modo in cui McCarthy ha delineato il personaggio di Bell, non posso certo dire lo stesso del pazzo e spietato assassino Anton Chigurh e di Llewelyn Moss (in particolare proprio di quest'ultimo): li ho trovati semplici lettere su carta, privi di carattere, come automi senza emozioni. Diciamo che lo scrittore con Chigurh un po' ci è riuscito, ma con Moss proprio no. Inoltre un'altra cosa che non mi è piaciuta è la descrizione estremamente accurata e fin troppo precisa (quasi ossessiva) delle azioni dei vari personaggi, come se l'autore avesse una paura terribile di scordarsi qualcosa: a volte mi innervosiva, a volte mi stancava. E poi ho trovato la storia un po'monotona, prolissa e ripetitiva.
Voto: 3 / 5
Stefano (06-04-2011)
Volevo commentare il finale del libro ma sarebbe stato un po' troppo spoiler. Ma è un libro fantastico, e McCarthy non delude mai.
Voto: 5 / 5
freed (19-11-2010)
dialoghi molto veloci ma a volte confusionari. storia coinvolgente e imprevedibile. finale un pò noioso. l'unica pecca è che l'ho letto dopo aver visto il film (che mi è piaciuto di più)
Voto: 2 / 5
Davide (18-09-2010)
Questo è stato il primo libro di McCarthy che ho letto e l'ho amato immediatamente. Dopo ho cominciato a leggere gli altri libri del grande Cormac e devo dire che sono tutti grandiosi. Questo romanzo è bellissimo e lo consiglio vivamente. Da leggere assolutamente (per chi non l'avesse ancora fatto) i due eccezionali capolavori di questo grandissimo scrittore: "La strada" e "Suttree".
Voto: 5 / 5
Paolo pagri@virgilio.it (20-06-2010)
McCarthy mi aveva stregato con “La strada”, uno dei più bei libri che abbia mai letto. Sull'onda dell'entusiasmo ho comprato questo. La scrittura è la solita; molto secca, asciutta, fatta di frasi brevi e dialoghi ridotti all'essenziale. Questa volta però mi ha convinto meno, molto meno. Nonostante ci siano molti interessanti spunti di riflessione, il romanzo non decolla mai. L'assassino psicopatico al centro dell'opera riesce immancabilmente a trovare le sue vittime al primo tentativo. Non sempre si capisce come ci riesca con tanta facilità, né l'autore ci aiuta in tal senso. Altrettanto disinvoltamente la polizia individua i colpevoli senza che ci sia dato sapere quale percorso deduttivo abbiano adottato per ottenere quel risultato. L'assenza poi dei segni tipografici nei discorsi diretti, spesso rende complicato capire chi stia parlando e capita spesso di far confusione. Infine ho trovato molto irritante la traduzione che non so se per scelta o per ignoranza, non usa praticamente mai il congiuntivo. Non lo consiglio.
Voto: 2 / 5
Giuseppe (05-06-2010)
L'ennesimo capolavoro firmato McCarthy. Niente da aggiungere. Chapeau.
Voto: 5 / 5
Massimiliano (16-05-2010)
Ho letto il libro dopo il film e il mio parere è che il film è buono perchè ricrea fedelmente le sensazioni del libro ma quest'ultimo è migliore. Qualità della forma letteraria(a prescindere dal fatto che ti piaccia o meno l'autore)e lo spessore dei personaggi sono ben superiori alla media. Diciamo che McCarthy scrive come pochi anche se il genere è particolare. Era da Shantaram che non leggevo un libro così bello!
Voto: 4 / 5
Gianmarco istruzione2000@yahoo.it (05-01-2010)
Di solito non leggo romanzi poiché preferisco altri generi di libri, ma devo dire che "Non è un paese per vecchi" mi ha davvero appassionato. Suspance e adrenalina condite da una grande capacità descrittiva dell'autore. Sono curioso di vedere se il film è all'altezza.
Voto: 4 / 5
giorginio (04-01-2010)
Un capolavoro. Scrittura secca e scarna, allo stesso tempo graffiante e piena di bestiale umanità. Sembra di sentire in gola la polvere della frontiera.
Voto: 5 / 5
Roberto (06-12-2009)
E' stato il primo romanzo di McCarthy che ho letto, scoperto un pò per caso in una libreria e attirato dalla copertina e dalla trama in quarta. L'idea di un uomo in fuga è sempre un'ottima idea. Un'idea semplice semplice. Che nelle mani di McCarthy diventa una cosa viva, la modella come un esperto artigiano della scrittura. Lette le prime pagine sono rimasto a bocca aperta. Mai letto una prosa così secca, netta, precisa, asciutta. McCarthy usa un linguaggio in un modo unico. Superbo.
Voto: 5 / 5
Alberto F. (30-11-2009)
Non avevo mai letto prima d'ora libri di McCarthy e sono rimasto piacevolmente colpito dalla sua capacità di essere descrittivo spendendo pochissime parole. Scrittura secca ma in alcuni passi anche dolce. L'unica pecca secondo me è il finale che si dilunga in ragionamenti inutili alla causa del testo. Molto meglio il libro del film che per evidenti motivi tecnici e di tempi cinematografici tralascia passaggi decisamente validi come ad esempio l'incontro tra Moss e la giovane autostoppista nel quale si respira l'aria della quiete prima della tempesta.
Voto: 4 / 5
crespo (03-10-2009)
Non è un libro da buttare, ma odio l'assenza delle virgolette per i dicorsi diretti: si crea solo confusione. Comunque quello che è affascinante è la storia, riprodotta meglio nel film dei Coen, al quale darei invece il massimo dei voti.
Voto: 3 / 5
Tommaso (04-09-2009)
Non è certo il massimo per la narrazione, ma la morale che vi è contenuta è decisamente ottima...meglio il film...comunque da leggere!
Voto: 4 / 5
salvatore (25-08-2009)
per una strana coincidenza il libro che ho letto prima (una terra chiamata Alentejo) e' di Saramago ed anche lui non usa le virgolette, ma le semplici virgole ed il carattere maiuscolo per i dialoghi. Quindi ero gia' preparato: il guaio e' che Saramago e' un maestro e la differenza tra un suo libro e questo di Cormac e' evidente. Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma mi aspettavo di piu'
Voto: 3 / 5
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