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McCarthy Cormac - Non è un paese per vecchi |
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Titolo | Non è un paese per vecchi |
| Autore | McCarthy Cormac | Prezzo Sconto 20%
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€ 9,60
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 2,40)
|  | | Dati | 2007, 254 p. | | Traduttore | Testa M. |
| Editore | Einaudi
(collana Super ET) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Nel 1980, nel Texas meridionale, al confine con il Messico, il giovane Llewelyn Moss, un reduce dal Vietnam, si imbatte, mentre sta cacciando antilopi nella prateria, in un convoglio di jeep colme di cadaveri, di droga e di soldi. Prende i soldi e decide di tenerseli, ma diventa subito la preda di una spietata partita di caccia: inseguito dai trafficanti, da uno sceriffo vecchia maniera, nonché dal solitario Chigurh, un assassino psicopatico munito di una pistola da mattatoio. Moss tenta disperatamente di sfuggire a un destino inevitabile, coinvolgendo per ingenuità la giovanissima moglie.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806188191
Non è un paese per vecchi
Nel 1980, nel Texas meridionale, al confine con il Messico, il giovane Llewelyn Moss, un reduce dal Vietnam, si imbatte, mentre sta cacciando antilopi nella prateria, in un convoglio di jeep colme di cadaveri, di droga e di soldi. Prende i soldi e decide di tenerseli, ma diventa subito la preda di una spietata partita di caccia: inseguito dai trafficanti, da uno sceriffo vecchia maniera, nonché dal solitario Chigurh, un assassino psicopatico munito di una pistola da mattatoio. Moss tenta disperatamente di sfuggire a un destino inevitabile, coinvolgendo per ingenuità la giovanissima moglie.
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Recensioni 1 - 20 di 74 recensioni presenti. Media Voto: 3.82 / 5Simone sim091@msn.com (12-05-2013) Una bella storia scritta egregiamente, personaggi con una loro vera identità nonostante non siano descritti più di tanto. Penso che leggerò altri libri di McCarthy. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
PAOLO (14-04-2013) Il libro e' malscritto e la storia e' piuttosto insipida.Pero' e' un libro da leggere comunque perche' da' l'idea di come e' il mondo di oggi un mondo in cui il dio denaro ha il sopravvento su tutto e su tutti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
PROT (24-03-2013) Primo libro di McCarthy e devo dire che l'impatto è stato positivo, vuoi per il suo modo di raccontare dei luoghi per me sconosciuti, vuoi per descrivere con maestria i personaggi che popolano tali luoghi; ho molto apprezzato i monologhi dello sceriffo Bell e il suo personaggio, più reale dello psicopatico Chigurh... sicuramente approfondirò l'autore Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Travax (06-03-2013) Non capisco come un capolavoro di tale portata (e profondità) abbia un voto medio "risicato" di 3.8 ... tralasciando le descrizioni minuziose della vegetazione di quei luogi a cui lo zio Cormac (rettifico; il maestro Cormac) ci ha abbituato da tempo (sono il suo marchio di fabbrica) in questo romanzo risaltano sopratutto i dialoghi intrisi di "filosofia e schizofrenia" e conditi da una morale cristiana autentica tipica del maestro. Libro impareggiabile. La vera vergogna è che uno come McCarthy non sia stato (ancora!?) insignito del nobel... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
byAx (12-02-2013) Non è la violenza a colpire, qui. E nemmeno i morti che si susseguono. È la visione di un'America che sta cambiando, scomparendo, vissuta attraverso gli occhi e i pensieri di uno sceriffo che oramai si sente sorpassato nei valori e nei principi.
Lettura scorrevole, secca.
Ottimo il film che ne hanno tratto i Coen, asciutto di spiegazioni e con nulla di più di quel che serve. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Polty (09-01-2013) Il titolo è malamente tradotto. McCarthy voleva dire che non esiste paese per vecchi.
Messa così sembra il solito attacco al sistema americano.
No.
McCarthy lo sa che ogni angolo del mondo, per quanto piccolo e insignificante, ne è il modellino in scala.
McCarthy racconta, molto banalmente, l'avvento di una nuova razza di esseri umani. Senza "pessimismo", come lo chiama qualcuno.
I grandi scrittori sono realisti, ritraggono la realtà per quella che è. Può esserci il dolore per quello che è stato, ma tutto sommato è irrilevante e non aiuta a difendersi da quello che verrà.
Il dubbio è se McCarthy sia davvero un grande scrittore. Eh, sì.
Io l'ho scoperto con questo,immagino come per molti altri, grazie al film (bello, ma incomparabile col libro).
E' un testo meraviglioso, spaventosamente definitivo, dove Cormac ha detto tutto. Ma proprio tutto.
Infatti, non è un caso che altri suoi libri (Figlio di Dio, La Strada) risultino poca cosa, al confronto (soprattutto La Strada, che riassume il gusto per l'orrido di Dario Argento, non di un grande scrittore).
Io, quando ho letto gli altri due o tre, ci sono rimasto male: ma come, questo qui è quello lì, questo noioso è quel fenomeno?
Quello che ha creato lo sceriffo Bell, testimone ultimo e sublime di una razza in estinzione?
Nossignori. Questo, e solo questo, è Cormac McCarthy. Lo è, non a caso, in un capolavoro snobbato dalla critica.
Tenetevelo stretto, mi raccomando.
Per ora è solo una premonizione. Scritta in modo che Dio lo benedica.
Ma fra dieci, vent'anni, sarà molto, ma molto di più.
Sarà il riassunto più chiaro, addirittura l'essenza stessa, di una malinconia che non avrete mai conosciuto prima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Thinner5 (23-09-2012) Bellissimo libro, forse un pò pesante, ma dopotutto dice cose che in fondo sappiamo anche se preferiamo non pensarci. La storia si evolve in maniera mai scontata e tutt'altro che stereotipata(è praticamente impossibile immaginare la conclusione della vicenda). Probabilmente non piacerà a tutti; l'opera è caratterizzata da un notevole pessimismo e non finisce precisamente "e vissero tutti felici e contenti". Consiglio questo capolavoro a chi abbia un minimo di apertura mentale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Martino (17-04-2012) Davvero interessante!
Consigliato Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Dave (12-03-2012) L'America di McCarthy non è un paese per vecchi, ma un paese per persone dure, aspre, di poche parole, violente ma con una propria infrangibile morale.
E noi: stanchi di libri barocchi, di pagine inutili, di personaggi finti, di thriller prolissi con più colpi di scena che pagine; ebbene noi amiamo la sua America polverosa ed insanguinata. Noi amiamo i suoi dialoghi schietti ma commoventi, aspri e malinconici.
Questo è molto più che un western contemporaneo, è un romanzo sulla storia di un paese che tutti crediamo di conoscere ma che per lo più ci è misterioso. E' un saggio sul decadimento della società occidentale. "Non è un paese per vecchi" potrebbe essere, a ben guardare, il lontano prologo di "la strada".
Sentite cosa dice lo sceriffo Bell a proposito della figura dello sceriffo: immaginetevi un mestiere dove uno ha pressapoco la stessa autorità di Dio e non deve possedere requisiti particolari e ha il compito di far rispettare leggi inesistenti, e ditemi se non vi sembra strano. Perchè secondo me lo è. Funziona? Sì. Il novanta per cento delle volte. Ci vuole molto poco per governare la gente perbene. Molto poco. E la gente cattiva non si può governare affatto. O perlomeno a me non risulta che ci sia mai riuscito nessuno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ferdi (21-02-2012) Non c'e' niente da fare: Mc Carthy proprio non mi va giu'. 12 anni fa avevo letto "Il Buio Fuori" e "Città della Pianura" ma non avevo provato alcun brivido, solo tanta noia. Spinto da un amico, lettore compulsivo come me, del cui giudizio quasi sempre mi fido (appunto quasi...) mi ero ripromesso di affrontare questo romanzo con molta umiltà, privo di preconcetti. Ma alla fine il risultato e' sempre lo stesso: Cormac mi annoia terribilmente e certamente non aiuta la totale assenza di definizione dei dialoghi, inseriti in un lungo e sconclusionato sproloquio sulla vita, dio e filosofia da 4 soldi. I personaggi spesso poi sembrano macchiette tagliate con l'accetta...Non do UN pallino x rispetto ad un autore che cmq ha segnato la storia della letteratura americana e xke'il mio e' un giudizio visceralmente personale. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Marco 75 (13-12-2011) McCarthy si confronta con il genere Noir o poliziesco che dir si voglia e fa subito centro, senza tradire però il suo stile unico e riflettendo sempre sui temi ai quali ci ha ormai abituato: la violenza,la morte,la ricerca di un senso a ciò che ci accade nella vita. Questo scrittore non delude mai. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elanhyer alkatrazo@yahoo.com (07-11-2011) Non capisco come si possa dare un voto così basso a un libro così alto. Il romanzo è straordinario e soltanto McCarthy poteva concepirlo. Credo che la maggior parte non l'abbia compreso. Lo stile freddo, asciutto e tagliente, dialoghi veloci e concisi, personaggi verosimili. La trama è molto scorrevole, si legge in un solo giorno. Va letto e riletto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
armando (17-10-2011) Consigliato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Lady Libro (08-09-2011) Be', che dire? Mi è piaciuto ma al tempo stesso non mi è piaciuto. So che è una opinione senza senso, ma non saprei come altro spiegarlo, e perciò gli dò come voto un bel tre in tutto, ovvero una via di mezzo tra la perfezione e la bruttezza. Una delle cose positive di questo romanzo è che non si fa per niente fatica a immaginare le situazioni, perchè è come se l'autore avesse scritto il copione e le battute di un film, il che conferisce un bel senso di realismo a tutta la vicenda che non si preoccupa di nascondere o minimizzare anche il più piccolo atto di sangue e violenza. Uno stile secco, asciutto e privo di emozioni che molte volte durante la narrazione ho trovato adatto, ma in altri momenti qualche approfondimento a livello interiore sarebbe stato certamente gradito, come ad esempio nei bellissimi capitoli che descrivono i pensieri, i sentimenti e le considerazioni dello sceriffo Bell, il personaggio che ho adorato di più in questo romanzo: un uomo del secolo passato, incapace di comprendere perchè questo mondo sia cambiato così tanto nel male, un uomo desideroso del bene per gli altri, profondo e malinconico.
Sebbene io abbia apprezzato molto il modo in cui McCarthy ha delineato il personaggio di Bell, non posso certo dire lo stesso del pazzo e spietato assassino Anton Chigurh e di Llewelyn Moss (in particolare proprio di quest'ultimo): li ho trovati semplici lettere su carta, privi di carattere, come automi senza emozioni.
Diciamo che lo scrittore con Chigurh un po' ci è riuscito, ma con Moss proprio no.
Inoltre un'altra cosa che non mi è piaciuta è la descrizione estremamente accurata e fin troppo precisa (quasi ossessiva) delle azioni dei vari personaggi, come se l'autore avesse una paura terribile di scordarsi qualcosa: a volte mi innervosiva, a volte mi stancava.
E poi ho trovato la storia un po'monotona, prolissa e ripetitiva. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Stefano (06-04-2011) Volevo commentare il finale del libro ma sarebbe stato un po' troppo spoiler. Ma è un libro fantastico, e McCarthy non delude mai. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
freed (19-11-2010) dialoghi molto veloci ma a volte confusionari.
storia coinvolgente e imprevedibile. finale un pò noioso.
l'unica pecca è che l'ho letto dopo aver visto il film (che mi è piaciuto di più) Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Davide (18-09-2010) Questo è stato il primo libro di McCarthy che ho letto e l'ho amato immediatamente. Dopo ho cominciato a leggere gli altri libri del grande Cormac e devo dire che sono tutti grandiosi. Questo romanzo è bellissimo e lo consiglio vivamente. Da leggere assolutamente (per chi non l'avesse ancora fatto) i due eccezionali capolavori di questo grandissimo scrittore: "La strada" e "Suttree". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo pagri@virgilio.it (20-06-2010) McCarthy mi aveva stregato con “La strada”, uno dei più bei libri che abbia mai letto. Sull'onda dell'entusiasmo ho comprato questo. La scrittura è la solita; molto secca, asciutta, fatta di frasi brevi e dialoghi ridotti all'essenziale. Questa volta però mi ha convinto meno, molto meno. Nonostante ci siano molti interessanti spunti di riflessione, il romanzo non decolla mai. L'assassino psicopatico al centro dell'opera riesce immancabilmente a trovare le sue vittime al primo tentativo. Non sempre si capisce come ci riesca con tanta facilità, né l'autore ci aiuta in tal senso. Altrettanto disinvoltamente la polizia individua i colpevoli senza che ci sia dato sapere quale percorso deduttivo abbiano adottato per ottenere quel risultato. L'assenza poi dei segni tipografici nei discorsi diretti, spesso rende complicato capire chi stia parlando e capita spesso di far confusione. Infine ho trovato molto irritante la traduzione che non so se per scelta o per ignoranza, non usa praticamente mai il congiuntivo. Non lo consiglio. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (05-06-2010) L'ennesimo capolavoro firmato McCarthy. Niente da aggiungere. Chapeau. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimiliano (16-05-2010) Ho letto il libro dopo il film e il mio parere è che il film è buono perchè ricrea fedelmente le sensazioni del libro ma quest'ultimo è migliore. Qualità della forma letteraria(a prescindere dal fatto che ti piaccia o meno l'autore)e lo spessore dei personaggi sono ben superiori alla media. Diciamo che McCarthy scrive come pochi anche se il genere è particolare.
Era da Shantaram che non leggevo un libro così bello! Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 74
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