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Ruffolo Giorgio - Il capitalismo ha i secoli contati | Alcuni sostengono che il capitalismo avrebbe imboccato una strada di autodistruzione di cui si può prevedere il necessario percorso e la sua inevitabile fine. Per Giorgio Ruffolo non è vero. Non c'era niente, nel passato del capitalismo, che fosse necessario e inevitabile. E non c'è niente di simile nel suo futuro. Perché le origini del capitalismo possono essere rintracciate ben prima della nostra epoca, prima dell'emersione del volto potente e inquietante dell'impresa contemporanea. Perché già l'antichità dell'Occidente, tra Grecia e Roma, conteneva in sé i segni di quella attrazione verso il denaro e verso la produzione di valore che costituisce l'essenza della produzione e dello scambio capitalistico. Il passato del capitalismo gode quindi una durata straordinariamente lunga, e questo spinge Ruffolo a guardare al futuro nella certezza che il capitalismo non avrà vita troppo breve. Perché esso ha dentro di sé la capacità di adattarsi ai tempi più diversi, l'elasticità necessaria a catturare l'immaginazione degli uomini di qualsiasi epoca, gli strumenti indispensabili per continuare a essere lo scenario economico del futuro.
Media Voto: 1.5 / 5sergio oliveri (30-10-2010) Dopo il godibilissimo “Quando l’Italia era una superpotenza” e il meno comprensibile e più prolisso “Lo specchio del Diavolo”, ho acquistato questo libro per la promessa indicazione di scenari futuri del Capitalismo. Purtroppo ne sono restato deluso. La materia è presa esageratamente da lontano, e soprattutto l’Autore sembra rivolgersi ad una singola elite di lettori in grado di comprendere per intero le fasi di processi di cui enuncia le premesse per poi indicare immediatamente dopo i risultati. L’uso corposo di citazioni rende il testo simile ad una tesi di laurea da presentare ad un relatore piuttosto che a degli studenti, oltretutto non sempre universitari; in particolare il capitolo in cui discute l’abuso degli strumenti della finanza è comprensibile (forse) solo a laureandi in economia: avrei apprezzato, invece, una spiegazione corredata da esempi, alla Piero Angela. Infine, la parte che dovrebbe indicare quegli ipotetici scenari di cui si diceva sopra è davvero poca cosa.
La presenza di qualche errore (“business are business”, per esempio) e di qualche corollario del tutto inutile mi ha lasciato, francamente, alquanto sconcertato. Insomma un titolo in più per Autore ed Editore, ma senza l’offerta di nuovi contenuti
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Fiorenzo (26-05-2008) Forse l'autore dimentica che la Grecia e Roma sono decadute in seguito al fiume di denaro che ne ha minato la sua struttura. Una società dove si permette che 7 persone vengano mantenute da 3 probabilmente anche la nostra visone del capitalismo avrà il suo tempo limitato. Nulla è eterno neppure il capitalismo dei nullafacenti Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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