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Cavatore Mario - L' africano | Bébert, ex della Legione Straniera ed ex mercenario, stanco di guerre, s'innamora di una bellissima tutsi e per lei torna al vecchio mestiere di vignaiolo, ma in Ruanda. Un'impiegata dell'assistenza sociale del comune, vive a Bruxelles, immalinconita dalla solitudine e tormentata dalle difficoltà dell'ambiente ostile di un quartiere, Matonge, pieno di immigrati neri: cerca di aiutare un uomo che ha perso la memoria e la voglia di recuperarla. Un giovane etologo, P'tipò, deluso dagli uomini, cerca religiosamente nelle scimmie antropomorfe il senso delle leggi di madre natura ma trova invece il dramma e la violenza. Sono queste tre vite, così lontane e diverse, a incrociarsi e a confrontarsi nell'Africa dell'anno del genocidio in Ruanda, in un percorso costellato di tragici
Media Voto: 3.33 / 5snake (25-03-2008) Buono lo spunto di partenza (il genocidio in Ruanda), ma Cavatore non scava e rimane alla superficie delle cose. La scrittura modesta non aiuta, ma tre quattro belle immagini / considerazioni ci sono. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
carmen carmenprisco@yahoo.it (17-02-2008) Sono rimasta colpita dalla recensione di Loris perchè è identica alle mie considerazioni relative anche all'altro libro di Cavatore "il seminatore". Evidentemente è la caratteristica di questo autore: ti lascia il desiderio di leggere ancora pagine e pagine...E' vero che non c'è nulla di incompiuto, anzi,ha una grande capacità di descrivere in pochi tratti, ma secondo me è ora di un bel romanzo da 300 pagine! Ha tanta materia, un bel modo di raccontare,degli intrecci ben studiati: forse...non ha tempo? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Loris (19-12-2007) La materia era sufficiente per un romanzo di ampie dimensioni. Cavatore invece ha scelto di lavorare per sottrazione, costruendo un racconto serrato dove la Storia investe le vicende personali con effetti devastanti. La memoria (perduta) e' uno dei temi in gioco e si specchia nell'oblio che ha cominciato ad avvolgere il genocidio in Ruanda. La natura umana pare non concedere molto all'amore, travolto dalla violenza e da un odio che ha radici economiche piu' che etniche. Cio' che ho apprezzato di piu' e' la capacita di costruire dei personaggi vitali partendo da pochi tratti essenziali e non convenzionali. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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