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Rigoni Stern Mario - Amore di confine | I capitoli in cui è diviso il libro sembrano scandire i momenti di un'autobiografia: la prigionia nei campi di lavoro nazisti narrata con attenzione al fiorire della solidarietà anche nelle circostanze più drammatiche; il ritorno a casa e il lavoro come avventizio al servizio catastale, esemplare microcosmo di contadini e montanari, dove è possibile seguire sulle mappe e sui documenti l'intreccio delle varie vicende familiari; la vita quotidiana al paese, con i suoi personaggi salienti. Il titolo allude sia alla particolare posizione geografica di quel crocevia di genti, di lingue ed esperienze, che a quello speciale momento che è caro all'ispirazione dell'autore: il trapasso struggente di età e stagioni, che ogni anno trova la sua dimensione poetica nel disgelo.
Media Voto: 4 / 5zombie49 (26-11-2009) Storie semplici di paese e di guerra, episodi che rivivono nella memoria dell’autore e trascritti perché non se ne perda il ricordo: un cannone faticosamente trasportato a valle e fuso x diventare una campana di pace; l’inchiostro che in un inverno dei primi anni ’50 gelava nell’ufficio del catasto dove l’autore era impiegato; i segreti contadini x fare un formaggio delizioso se c’è la luna giusta; un capriolo ferito adottato dai partigiani; un cane amico di tutti e nessuno; le tradizioni di Pasqua e delle feste di paese. Forse i libri di Rigoni si somigliano un po’ tutti, non sono romanzi ma ricordi di un’Italia contadina e montanara che va scomparendo, ma sempre rasserenanti nell’armonia con la natura e senza rancori verso gli altri, mai sentiti, neppure in guerra, nemici. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (30-09-2008) Quarantaquattro racconti, divisi in quattro capitoli, costituiscono questo libro, che di fatto è una vera e propria autobiografia. Del resto in tutte le sue opere c’è la presenza attiva dell’io che non è solo narrante, ma che ripercorre le tappe del suo passato a beneficio del lettore. Sono esperienze maturate o fatti dei quali, se pur non presente, ha avuto dettagliata notizia, insomma sono il ricordo di Mario Rigoni Stern. Spesso si tratta di racconti brevi, quasi di piccole annotazioni, ma che hanno il pregio di aprire uno squarcio su un mondo che ormai non c’è più; in tutti è sempre presente una grande pacatezza, una capacità di comunicare dolcemente, tanto che si ha l’impressione di avere l’autore dinanzi a noi, seduto comodamente e intento a raccontarci.
Si comprende benissimo quanto Rigoni Stern abbia amato il suo paese e la sua gente, quanto radicato sia stato in lui il concetto di patria rappresentato da quell’altopiano a cui i suoi avi sono giunti molti secoli fa. Fra i boschi innevati che gocciolano al primo tepore della primavera e i voli degli uccelli che festeggiano l’avvento della bella stagione l’autore ritrova tutto il significato della vita, in una perfetta armonia con la natura che gli infonde una sensazione di serenità talmente profonda da riuscire a trasmetterla al lettore.
In Rigoni Stern è sempre presente il piacere di vivere, quel desiderio di percorrere la strada della propria esistenza senza spintonare, ma sapendo cogliere a ogni passo quanto di buono ci viene offerto.
L’ultimo racconto, L’aratro dell’Angelo, è un commosso ricordo di quattro amici che sono scomparsi, che sono arrivati alla fine di quell’ultima stagione calpestando gli ultimi metri del percorso che ci accomuna e che lui, il nostro Mario, ha concluso nel giugno del corrente anno.
Amore di confine è un libro bellissimo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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