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Kafka Franz - Il castello | «Nel complesso, il castello, come si mostrava da quella distanza, corrispondeva all'aspettativa di K. Non era un antico maniero né un fastoso edificio nuovo, ma un vasto complesso che consisteva in poche costruzioni a due piani e in molte più basse, fittamente accalcate». L'agrimensore K. contempla il simbolo del potere. Ogni sua azione e ogni suo pensiero sono rivolti a quell'incombente castello, perché la sua unica aspirazione è mettersi al servizio del Conte che vi dimora. Ma le difficoltà sono insormontabili: il castello è sede di una burocrazia dall'intricato criterio gerarchico, che amministra il villaggio secondo un groviglio di leggi contrarie alla morale e alla logica. Quando tutti gli sforzi di K. si saranno rivelati vani, il caso gli offrirà l'occasione di parlare con un funzionario e tuttavia egli sarà troppo stanco per continuare la sua lotta. La solitudine, l'incapacità di trovare nella trama dei gesti quotidiani un senso plausibile, la consapevolezza che a dominare è una finalità insensata perché senza un fine: Il castello - uguale e contrario del Processo - denuda i punti cardine del pensiero di Kafka, incastonandoli in una tensione narrativa che ci costringe a riflettere sul senso del nostro esistere.
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