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Auster Paul - Nel paese delle ultime cose | Immaginate un posto dove le persone (la nonna, il droghiere, il vicino di casa) e gli oggetti (le auto, lo spazzolino, la caffettiera, la gomma da cancellare) sono a rischio di estinzione. Una mattina ti alzi e non c'è più il postino o lo schiaccianoci. E non solo il tuo, ma quello di tutti. Qualsiasi rimasuglio diventa allora l'oggetto più prezioso del mondo, soprattutto per i "cacciatori di oggetti", persone in grado di uccidere per accaparrarsi, che so, un mozzicone di matita. La prima edizione italiana di questo romanzo è stata pubblicata nel 1996 da Guanda.
Media Voto: 4.75 / 5June (23-08-2011) Il miglior Paul Auster, una fiaba dura, grottesca, ironica...la chiave di lettura sembra sempre essere a portata di mano, eppure sfugge, ma in fondo di cosa si sta parlando se non di noi, di ora e di questo nostro "ultimo" mondo? Un gioiello. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
andrea andrea.ravazzini@alice.it (28-07-2011) sarà che è molto molto apocalittico..ma ho fatto fatica ad andare avanti da metà in poi, mi sono dovuto un pò forzare; come "fiaba apocalittica" è molto densa, molto cruda e asciutta....le mie aspettative non sono state deluse, anche se forse poteva stare come racconto lungo di 90-100 pagine al massimo.
comunque,
consigliato... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandra B. (04-10-2010) Un Paul Auster straordinario, come sempre. Questo è un romanzo per molti aspetti crudele e agghiacciante, con brevi sprazzi di umanità che ti fanno sperare in un riscatto, in una svolta positiva nella trama. Ma quando appare uno spiraglio di luce cala subito di nuovo il buio, quando sembra di intravedere una via di fuga ci si ritrova di nuovo sull’orlo del baratro. << La fine è solo immaginaria, una destinazione che inventi per continuare ad andare avanti, ma arrivi a un punto in cui ti accorgi che non vi giungerai mai. Può darsi anche che ti debba fermare, ma soltanto perchè è finito il tempo a tua disposizione. Ti fermi, ma questo non significa che sei arrivato alla fine. >> E’ come se lo scrittore incanalasse il lettore dentro un tunnel sempre più stretto e sempre più lungo, dandogli poche possibilità di sperare. Quasi un inferno dantesco in veste moderna che sembra alludere, nemmeno tanto velatamente,a certe situazioni di miseria e degrado presenti anche nel nostro mondo reale..
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Miriam Serranò (04-03-2008) Un mondo postumano dove galleggiano echi perduti di sentimenti insoddisfatti, insaziati, condannati a rimanere tali per un'edentità interminabile perchè non segnata dallo scorrere del tempo ma da pulsioni brutali.
Un inferno dantesco nella sua veste peggiore: quella moderna che parla a chi l'inferno lo sta creando sullo terra. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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