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Dickens Charles - Grandi speranze | La misteriosa fortuna che la sorte assegna all'orfano Pip, il suo altezzoso rifiuto dei vecchi amici, le sventure e le sofferenze che segnano il suo percorso esistenziale verso una consapevole maturità costituiscono la base di un racconto ove il senso di colpa e la violenza si fondono con spunti grotteschi nei quali la commedia assume connotazioni caustiche e crudeli. Dal momento in cui, nelle spettrali paludi del Kent, Pip si imbatte in Magwitch, un forzato evaso, fino all'ultimo incontro con la bella e cinica Estella che suscita in lui sterili emozioni e turbamenti, il lettore si trova coinvolto in una vicenda tanto drammatica quanto affascinante. Studio meditato dello sviluppo di una personalità, è questa l'opera di Dickens in cui più si avverte un notevole approfondimento psicologico che, unito alla raffinata maestria verbale dell'autore, consente di godere fino all'ultima pagina una storia ricca di eventi e di suspense. Composto nel 1861, romanzo della maturità di Dickens, "Grandi Speranze" rivela la stessa freschezza e spontaneità del suo capolavoro, "David Copperfield", scritto dieci anni prima.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.57 / 5FabioMit (22-01-2012) "Temo di aver giudicato meschine ed umili persino le stelle, a cui allora innalzai il mio sguardo, perchè splendevano sugli oggetti rustici fra i quali avevo passato la vita" [...] "Il villaggio era silenzioso e quieto, la nebbia leggera si stava rialzando, solennemente, come per mostrarmi il mondo intero, e in quel luogo io ero stato così piccolo e innocente, e tutto, oltre quei confini, appariva così ignoto e grande, che d'un tratto con un sospiro e un singhiozzo, scoppiai in lacrime".
MERAVIGLIOSO. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberta (10-01-2012) "L'amai semplicemente perché non potevo resisterle. Una volta per tutte: spesso, anche se non sempre, mi resi conto, patendone, che l'amavo contro ogni possibile ragione, promessa, pace, speranza, felicità, contro ogni possibile scoraggiamento." Da questo romanzo è stato tratto un bellissimo film che ripercorre le peripezie di Pip, in chiave moderna...si chiama "Paradiso Perduto"!! Buona lettura e buona visione!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
P.G. (16-03-2010) "Egli era esattamente lo stesso di quello che era allora, tale lo vedevo con i miei occhi di allora e tale lo vedevo con i miei occhi ora; semplicemente fedele e semplicemente onesto".
Così è Joe Gargery, dal principio all'epilogo della storia. Il percorso di Pip, viceversa, è più tortuoso, complesso, sofferto. E lo è soprattutto perché poggia su speranze malriposte, su sogni effimeri. Del resto non capita quasi mai di crescere senza scottarsi, senza ferirsi. Eppure Pip è fortunato: nonostante la perdita dell'innocenza "riconosce" ancora la luce di chi, seppure a fatica, passa in mezzo alla storia provando ad illuminarla.
La speranza, allora, è capacità di chiedere e concedere il perdono e solo così il cerchio può chiudersi: Pip si specchia in Joe e Biddy e capisce di "dover" ricevere; poi fa altrettanto con Estella e, questa volta, è chiamato a "dare".
Ancora una volta Dickens squarcia il velo delle false sicurezze e dei falsi miti, lasciando sulla scena soltanto quello per cui vale veramente la pena vivere: la "semplicità".
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mari (09-01-2010) Non sarà forse il capolavoro di Dickens, ma il personaggio di Miss Havisham è uno dei più straordinari della storia della letteratura. Imperdibile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
biogius biogius@libero.it (24-09-2009) Dopo aver superato l'inziale difficoltà ad entrare in sintonia con lo stile dickensiano, questo classico risulta coinvolgente e molto piacevole da leggere soprattutto per quanto riguarda le descrizioni di alcuni luoghi e personaggi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Domenico (02-06-2009) Eccoci di nuovo con il Charles Dickens,che ci narra di un mondo reale dell' ottocento.
Il romanzo inizia cosi: mi chiamo Philip pirrip ma tutti mi chiamano Pip,le prime frasi ti asportano in un mondo tutto reale,rivivendo e annusando i profumi dell epoca vittoriana.
Una storia intrigante ricca di sentimentalismi,il protagonista delle vicende e il bimbo Pip come al solito orfano,affidato alla tremenda sorella,moglie del magnanimo Joe un fabbro ricco di talento e umanita, doti che verranno messe in evidenza fino alla fine dell'opera.
A Pip ne succederanno di belle e brutte dopo l'incontro nella palude con l'evaso che alla fine sarà il suo benefattore,e i tanti personaggi che egli incontrerà dopo quel faditico incontro che gli cambieranno la vita.
Iniziando dalla figura della signorina Havisham,ci vuole talento dell'autore a descrivere i suoi momenti di alti e bassi,ad Ellen dove Pip si perde nella favola dell' amore non corrisposto,da tutte queste situazioni umane e sentimentali alla fine esplode come su descritto la realta di Dickens trascinandoti in un mondo tutto suo facendoti respirare rivivere le emozioni,delle sue creature asportandoti in un mondo reale ma tutto suo da condividere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
OskarSchell (05-05-2009) Un bel mattoncino, una sfida arrivare fino alla fine, comunque una bella storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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