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Grossman David - Vedi alla voce: amore |
Media Voto: 3 / 5Laura Brocco (16-01-2011) Sono una lettrice accanita e curiosa. Pochissime volte ho lasciato un libro a meta' ed ancor piu' raramente ho faticato le pene dell'inferno per arrivare fino in fondo.
Questo libro non mi e' piaciuto.
Lo stile vuole essere innovativo, ma finisce solo per essere faticoso da leggere. La storia e' campata in aria e spesso ripetitiva. Le metafore, che sicuramente sono celate tra le righe, non sono ne' facili da decifrare ne' toccanti (e di conseguenza poco interessanti).
Personalmente ho trovato i romanzi di Levi e di Kertez, che pure trattano in maniera diversa ed originale il difficile tema dell'olocausto, molto
piu' forti e piu' incisivi.
Questo libro non mi ha lasciato (dentro) nulla, a parte tanta noia ed un profondo senso di incomprensione .... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
CiammaiC ciammaic.p@gmail.com (23-06-2008) Romanzo complesso, poco scorrevole nelle prime due delle quattro parti, le quali presentano stili e prospettive differenti.
Momik, dopo aver vissuto l'infanzia immerso nel terrore segnato nelle vite dei suoi genitori, del nonno Wasserman e degli altri ebrei scampati all'olocausto, ricostruisce, elaborando il dolore e il suo pessimismo, la storia che suo nonno, in maniera incomprensibile e a pezzi, andava narrando.
Momik, incredulo di fronte a tale tragedia tanto da non credere in un senso nella vita e nell'amore, e Wasserman, pronto a vedere in ognuno un uomo fatto di umanità e
sentimenti pur nei loro persecutori, sono le due prospettive che narrano la metastoria, l'ultima avventura dei Ragazzi di Cuore il cui obiettivo diventa chiaro solo nell'ultima delle oltre 500 pagine di questo romanzo.
Dai fatti tragici, su cui Grossman si sofferma il minimo necessario, ecco che escono protagonisti i sentimenti; fra tutti spicca l'amore.
Un libro che mi ha colpito: ho un po' faticato nelle prime due parti, ma c'è tanto sentimento, così ben espresso, che ripaga alla fine lo sforzo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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