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Narrativa italiana  Di ambientazione storica 

Lucarelli Carlo - L' ottava vibrazione

L' ottava vibrazione TitoloL' ottava vibrazione
AutoreLucarelli Carlo
Prezzo
Occasione -25%
€ 14,25
(Prezzo di copertina € 19,00)
Dati2008, 456 p.
EditoreEinaudi  (collana Einaudi. Stile libero big)
 
Disponibile anche usato a € 9,50 su Libraccio.it

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Descrizione
Il libro è ambientato a Massaua, in Eritrea, nel gennaio del 1896. Sbarcano le truppe italiane, sono soldati che tra sessanta giorni moriranno ad Adua, nella più colossale disfatta che il colonialismo europeo abbia mai subito. L'Italia cerca un posto al sole, tra le potenze. I soldati italiani troveranno nemici superiori per armamenti, numero, conoscenza del terreno. Tra gli italiani che sbarcano ce n'è uno che ha un motivo diverso dagli altri per fare il soldato in Eritrea. Poi c'è una fanciulla che sembra fragile, e anche lei, come il soldato, ha un motivo tutto particolare per stare lì.

La recensione di IBS
Per i soldati partiti da tutte le province del Regno, l'Eritrea è il simbolo della potenza coloniale italiana, per i coloni invece il prestigio nazionale cede il passo alle nuove possibilità di guadagno, ma per gli zaptié e gli ascari, per gli indigeni dei villaggi africani, quello strano esercito confuso e trasudante è solo un nuovo invasore.
Massaua è una città riarsa dal sole e intrisa dall'afa e dalla polvere del deserto, difficile viverci e respirare, per chi è abituato alle colline ventose dell'Umbria o agli altipiani sardi. Eppure la vita lentamente si dispiega nella caserma dei Carabinieri e nelle case dei messi coloniali. Il battello che proviene dall'Italia porta ogni settimana l'occorrente per una nuova battaglia, insieme agli uomini e alle donne che per vari motivi si ritrovano in quell'oscuro angolo di mondo, così le storie si intrecciano e i destini si legano alla vigilia di una catastrofe.
Un grande romanzo storico, per la prima volta, per Carlo Lucarelli, il tentativo di spiegare attraverso il punto di vista di tanti personaggi i motivi di una guerra e di una sconfitta, quella di Adua, che conserva ancora oggi tutto il fascino di un mistero irrisolto. Tra semplici soldati legati alle loro regioni e ignari del senso di un'unità nazionale non ancora compiuta, tra ufficiali visionari, spie del Negus, messi coloniali e giovani donne provenienti da villaggi sconosciuti, un microcosmo di storie e ideali si fonde nella canicola africana. L'ottava vibrazione nella scala dei colori è il nero, è l'energia rarefatta che si concentra sul cielo plumbeo di Massaua: il nero che avvolge la storia di un soldato in incognito, così come nera è la guerra che, inesorabilmente, si appresta a travolgere l'esercito italiano.
Un libro ricco di riferimenti storici per una scrittura che si nutre di tensione. Tutta la fascinazione a cui Carlo Lucarelli ci ha abituati nel tempo in un romanzo che spiega, suggerisce e alla fine rivela la chiave di lettura di un nuovo mistero italiano.

Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 56 recensioni presenti.  Media Voto: 2.85 / 5 | Invia recensione

mario (26-03-2013)
ho letto le prime 110 pagine con la domanda "ma che diavolo ho preso in mano?" fissa in testa. poi la storia si delinea: non diventa mai avvincente, ma incuriosisce quanto basta per proseguire la lettura. lo consiglierei? sinceramente no. 3 pallini solo perchè l'ho portato a termine; sono un lettore che abbandona i libri che non gli piacciono.
Voto: 3 / 5
gigi (18-01-2013)
Non posso esimermi dallo sconsigliare la letura di questolibro. A meno che non si voglia "testare" il proprio livello di masochismo. Io ho scoperto di averlo molto alto: mi sono imposto di leggerlo tutto e l'ho fatto. Ecco le mie considerazioni: 1) non è un romanzo (se storico o meno è secondario): è un'accozzaglia di fatti per lo più priva di tensione narrativa; 2) è uno scritto che evidenzia solo il narcisismo e la presunzione dell'autore; 3) l'autore pretende di fornire al lettore perfino il modo di pronunciare ogni singola parola dei protagonisti. E lo fa ogni volta. Ad esempio, la parola coglione/cojone viene ripetuta forse venti volte. Stucchevole. 4) L'autore pretende di conoscere non solo ciò che ciascun protagonista sta pensando, ma addirittura in quale lingua lo sta facendo. Mentre leggi vorresti: a) strappare il libro; b) picchiare l'autore e/o i protagonisti del libro; c) darti tanti schiaffi per averlo scelto; d) gridare al mondo il tuo sdegno. Ma non puoi, allora scegli di recensire il libro su ibs...
Voto: 1 / 5
ferruccio ferrucciodemagistris@hotmail.it (12-06-2012)
Nella cornice del colonialismo italiano in Africa di fine '800, sono racchiusi e descritti episodi cruenti riferiti alla storia dell'epoca e a drammi interiori, di varia natura, a volte inconfessabili; l'avventura italiana per la conquista del "posto al sole", ha effetti disastrosi in un ambiente ostile sia dal punto di vista climatico, che, seppur parzialmente, umano. Un romanzo di dettagliata narrativa...una vibrazione, l'ottava, non immediatamente percepibile...
Voto: 4 / 5
Oblomov71 (30-05-2011)
Il soggetto ambizioso e poco o per niente frequentato dalla narrativa rende il libro sotto molti aspetti originale e interessante. Molto intensa e vivida la resa della torrida realtà coloniale, con curiose e forse ridondanti incursioni su aspetti linguistici e dialettali. Alcuni stilemi e licenze sintattiche suonano un pò sopra le righe e tendono a risultare indigesti. Attenta la documentazione storica e la descrizione della battaglia di Adua, che diviene il crocevia delle varie vicende narrate, alcune ben ideate ed efficaci, altre meno, visto che restano insolute. Nel complesso un buon libro che poteva essere un capolavoro.
Voto: 3 / 5
Alessio Mannini (18-03-2011)
Ora, e' facile fare i recensori, molto difficile scrivere un libro. Pero' visto che Lucarelli ne ha scritti gia' tanti di libri, mi sarei aspettato una scrittura notevolmente superiore! Comunque, ecco qui un paio di commenti, che riprendono note di altri lettori: 1) questo non e' un romanzo storico. Questa e' al massimo una sceneggiatura. 2) ammiro molto il lavoro di ricerca e i preparativi che qualcuno ha fatto per lo scrittore. Pero' Lucarelli si dimentica che al lettore non importa niente del linguaggio locale. Una o due note sarebbero bastate, invece di cento. 3) questo libro e' sostanzialmente un'occasione mancata. Nelle mani di uno scrittore piu' esperto e profondo, poteva diventare un fantastico affresco di un periodo interessantissimo della nostra storia. Invece Lucarelli adotta uno stile per lo piu' superficiale, sensazionalistico, dove ogni frase sembra debba essere letta da Vittorio Gassman: "nella stanza, c'e' un bambino!". I salti di tempi dei verbi, dal passato al presente nello stesso paragrafo, sono semplicemente orrendi: un'arroganza che neanche scrittori di ben altro rango come Maurensig o la Mazzucco si sognerebbero mai di avere. 4) la storia passa in secondo piano, in favore di episodietti che forse nelle intenzioni dell'autore erano mirati a costituire un grande affresco del periodo. In realta', la struttura di tutto il libro e' troppo frammentaria e i dettagli storici che si apprendono sono quelli meno importanti, mentre mancano descrizioni di politica o diplomazia che sarebbero state (per lo meno per me) molto piu' interessanti degli intrighi d'amore dei vari personaggi, i quali invece prendono il sopravvento. Mi e' piaciuto leggerlo. Ma ancora un vero, solido romanzo storico sull'Italia nel corno d'Africa non l'ha scritto nessuno.
Voto: 2 / 5
Paolo (12-04-2010)
Forse l'unica pecca che ho trovato riguarda l'inizio del romanzo, che ho trovato troppo frammentario, ma una volta ingranato è stata una lettura piacevole.
Voto: 4 / 5
Truedefender kashmir@email.it (23-03-2010)
Il miglior Lucarelli. E' questo il modo di rendere avvincente la lettura di un romanzo storico. Storia credibile, dura e divertente allo stesso tempo. Personaggi davvero efficaci. Trovo interessanti i dialoghi in dialetto...li trovo realistici inseriti in quel contesto storico. Trovo sia difficile "non farsi piacere" gli scritti di Lucarelli; troppo bravo!!
Voto: 5 / 5
Martino (06-01-2010)
Romanzo ambizioso, ma occasione in parte mancata. I temi affrontati sono molto interessanti, e a Lucarelli va indubbiamente riconosciuto il merito di avere finalmente affrontato in un'opera narrativa il tema scabroso di Adua, ma il risultato lascia perplessi, forse perché l'autore ha voluto farcire il suo lavoro di troppe cose, sicché alla fine il quadro complessivo, pur stimolante in molte sue parti, e con spunti anche brillanti, appare indecifrabile, privo com'è di un amalgama di qualunque genere. Va riconosciuto che i personaggi sono tratteggiati psicologicamente con una certa abilità, ma purtroppo non sono realmente calati nella loro epoca. In particolare, risulta irrealistica la presentazione delle relazioni interpersonali tra i protagonisti italiani di estrazione piccolo borghese, che sono eccessivamente attualizzate, peraltro nel senso più deteriore. Forse Lucarelli avrebbe fatto meglio, prima di affrontare questa materia, a meditare umilmente e a fondo sui lavori di Conrad. Deprecabile, poi, l'uso cattedratico che l'autore ha fatto del dialetto e delle espressioni in lingua locale, una vera prepotenza nei confronti del lettore. L'impressione, in definitiva, è che Lucarelli sia stato un po' travolto dalla ricchezza della sua stessa meteria narrativa. Ciò che veramente lo assolve, è il senso generale di grandiosità che l'opera riesce comunque a trasmettere.
Voto: 3 / 5
stevenfaust tolstoi@virgilio.it (20-07-2009)
Un grande romanzo. Il miglior Lucarelli di sempre, senza ombra di dubbio. Uno dei libri migliori usciti "dalla penna" di un autore italiano, negli ultimi 5 anni. Credo che molti recensori che non hanno aprrezzato il libro non sappiano cosa siano la Storia e la Letteratura.
Voto: 5 / 5
max (04-05-2009)
Romanzo di grande respiro, complesso intreccio di storie incerte, di personaggi precari di atmosfere torride e orride verso la catastrofe di Adua e delle insensate velleità di politica (estera) italiana. E poi: scontro e intreccio di culture e di lingue, ricostruzione rigorosa e critica di una delle storie peggiori che il nostro belpaese abbia generato (in Africa!)e che come sempre non abbia riconosciuto ma piuttosto dimenticato in fretta. Anche intense e varie storie d'amore e di sesso vero, con una sensibilità non scontata. Lucarelli ormai è un Grande! ..paùra eh?
Voto: 5 / 5
Chiara (28-04-2009)
mi è piaciuto solo in alcuni tratti; troppo lento e troppi personaggi confusi e difficili da meorizzare.
Voto: 2 / 5
Sydbar (18-03-2009)
Questo di Lucarelli è un romanzo storico che racconta un evento triste della nostra amata Italia, la disfatta di Adua, durante la quale sono morti molti giovani italiani di belle speranze. Le prime pagine del libro sono molto pesanti da sfogliare, ci siamo capiti, non capisco questo affannarsi poi nel descrivere i dialoghi ad ogni costo con il dialetto delle regioni di origine di ogni personaggio, davvero mi sembra un po' forzato. Le descrizioni degli ambienti non mi hanno assolutamente dato ilo senso di dove si trovino, l'unica sensazione trasmessa è il gran caldo dell'ambiente e questa voglia di sesso a tutti i costi. Mi spiace ma Lucarelli ha deluso.
Voto: 2 / 5
Marcello (10-02-2009)
Ci sono molte cose da dire su questo libro che a fine lettura mi ha lasciato un po' diviso. Sono molti i pro e contro. Tra gli aspetti positivi c'è sicuramente l'ottima atnosfera che si resipra e che Lucarelli riesce a rendere assai bene, altro punto a favore è la buona caratterizazione dei personaggi, ognuno dei quali, pur non essendocene nessuno particolarmente memorabile, ha durante il racconto, chi più chi meno, un suo approfondimento. La trama del romanzo è un insieme di vicende indipendenti tra loro sinngolarmente piuttosto semplici e lineari (anche toppo) ma che insieme costituiscono un ricco intreccio di fili. Tra gli aspetti negativi c'è lo stile, non ho mai letto altri libri di Lucarelli quindi non so se è sempre così, comunque io ho trovato molto fastidioso il continuo cambio di tempo, a volte all'interno addirittura dello stesso periodo, questo è un difetto non da poco e rende, specie all'inizio, la lettura molto ostica. Altro difetto è un inizio pensantuccio, probabilmente a causa dei tanti personaggi da gestire la storia fatica a partire ma superata la prima metà fortunatamentela la narrazione inizia a scorrere bene. Insomma un libro non eccezionale, con difetti piuttosto pesanti, ma anche pregi, che se non altro ha il merito di racconatare di un tema di cui in generale si parla poco.
Voto: 3 / 5
andrea romagnoli (23-01-2009)
E' sconcertante rilevare che tanti lettori confondono i romanzi con i temi di quinta elementare. Lo stile personale di uno scrittore si può apprezzare o no, tutto è soggettivo nel piacere della lettura, ma per favore non giudichiamo solo in base a concetti "scolasticistici". Io ho apprezzato il romanzo e forse esagero dando il massimo, ma che dire di chi, per snobbismo (non c'è maggior conformista di chi fa l'anticonformista di maniera)sistematicamente da 1 a tutti i romanzi che hanno un minimo successo...non sarà, almeno in qualche caso, la frustrazione per non essere riusciti a fare lo scrittore. Si dice, infatti, che in Italia ci siano più aspiranti scrittori che lettori
Voto: 5 / 5
Andrea Aymerich (15-01-2009)
Buono ma non ottimo. I difetti: troppi personaggi, alcuni dei quali vengono nel corso del libro forzatamente abbandonati o sviluppati con troppa velocita'; la descrizione delle storie sentimentali non e' forse il pezzo forte di Lucarelli. I pregi: ottima la descrizione di Massaua e del suo clima; ottima la descrizione della improvvisazione e della impreparazione degli ufficiali dell'esercito sabaudo; ottimi alcuni personaggi.
Voto: 4 / 5
paolo57 (08-01-2009)
Alla fine non nè un romanzo storico nè un noir, una via di mezzo che non mi ha soddisfatto, forse sarebbe stato meglio scrivere la storia vera di quella drammatica spedizione senza perdersi nel romanzarla.
Voto: 2 / 5
federico (15-12-2008)
ho appena finito di leggerlo.. e mi è piaciuto. Ho fatto un pò di fatica all'inizio a capire i personaggi ma poi è scorrevole fino alla fine e rende chiara l'idea della disorganizzazione all'italiana( a cui siamo abituati ancora oggi)..
Voto: 4 / 5
giaigio61 (09-12-2008)
L'ambizione di questo libro è anche il suo grande limite. Il tentativo di ricostruzione storica così accurata e dettagliata (quel suo insistere ad esempio in modo maniacale sui dialetti) mischiato ad un giallo che poi giallo non è, rende il tutto molto faticoso da seguire e davvero poco avvincente. A quale personaggio ci si riesce davvero ad affezionare? Unico momento secondo me notevole è la descrizione finale della battaglia, dove la vita di tutti o quasi ha un termine e l'autore riesce finalmente a recuperare il ritmo e la verve che non aveva ancora trovato
Voto: 2 / 5
juri (06-12-2008)
pretestuoso e pretenzioso, pesante e incapace per questo di sollevarsi da terra. cosa volesse dimostrare l'autore con questo romanzo, lo sa solo lui. mah...
Voto: 2 / 5
massimiliano (02-11-2008)
Uno scrittore affermato spesso non riesce a resistere alla tentazione di pensare che le regole del buon scrivere (che tra l’altro Lucarelli insegna in vari corsi di scrittura creativa) valgano per gli altri ma non per sé stesso. Frasi sconclusionate. Consecutio temporum continuamente violata. Sintassi pesante. Intreccio difficile da seguire. Storie esili senza mordente. Una pessima prova di uno scrittore che in altri casi ha scritto ottimi romanzi.
Voto: 1 / 5
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