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Roth Philip - La lezione di anatomia |
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Titolo | La lezione di anatomia |
| Autore | Roth Philip | Prezzo Sconto 20%
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€ 8,40
(Prezzo di copertina € 10,50 Risparmio € 2,10)
|  | | Dati | 2007, 239 p., brossura | | Traduttore | Mantovani V. |
| Editore | Einaudi
(collana Einaudi tascabili. Scrittori) |
| | Disponibile anche usato a € 5,25 su Libraccio.it |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Lo scrittore Nathan Zuckerman è prostrato da una misteriosa malattia, che inizia dal collo e dalle spalle e invade tutto il corpo. La sua principale occupazione è vagare da un medico all'altro, ma nessuno riesce a scoprire la causa del suo tormento. Per evitare che tutti i tormenti si trasformino in incubo, cerca di trovare le cause al suo dolore in qualcosa di reale e concreto: suo fratello, per esempio, lo accusa di aver provocato la morte dei loro genitori con la pubblicazione del suo astioso bestseller. Decide infine di fuggire da New York e di iscriversi alla facoltà di medicina per colmare i vuoti della sua professione di scrittore, ma i guai che incontra sono peggiori di quelli da cui fugge.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788806190736
La lezione di anatomia
Lo scrittore Nathan Zuckerman è prostrato da una misteriosa malattia, che inizia dal collo e dalle spalle e invade tutto il corpo. La sua principale occupazione è vagare da un medico all'altro, ma nessuno riesce a scoprire la causa del suo tormento. Per evitare che tutti i tormenti si trasformino in incubo, cerca di trovare le cause al suo dolore in qualcosa di reale e concreto: suo fratello, per esempio, lo accusa di aver provocato la morte dei loro genitori con la pubblicazione del suo astioso bestseller. Decide infine di fuggire da New York e di iscriversi alla facoltà di medicina per colmare i vuoti della sua professione di scrittore, ma i guai che incontra sono peggiori di quelli da cui fugge.
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Media Voto: 3.25 / 5paolo paologreco64@yahoo.it (28-09-2009) Volendo dimostrare come, a fare grande un romanzo, non sia la trama della storia narrata, qualcuno disse che in fondo "Anna Karenina" non è altro che il racconto di un triangolo amoroso. Ebbene, la Lezione di anatomia è un grande libro che parla di un tizio che ha mal di schiena: ma partendo da questo dolore tutto fisico, Roth costruisce attorno al suo alter ego Zuckerman una splendida (e commovente, e divertente)storia di dolore esistenziale. La solitudine dello scrittore con la sua dolorosa, quotidiana fatica delle pagine bianche che chiedono come cuccioli di essere continuamente alimentate sta al centro della narrazione. Zuckerman ha male fuori, sul collo, sulle spalle, sulla schiena e ha male dentro perchè i genitori sono morti senza perdonarlo per le cattiverie del suo Karnovski/Portnoy. Cerca nell'alcool e nei farmaci una liberazione dal dolore che troverà soltanto nel suo unico vero strumento, la parola, che nei dialoghi esilaranti con l'autista della limousine che lo porta ad iniziare la sua nuova e velleitaria carriera di medico, esce torrenziale ed inarrestabile dalla sua bocca, quella stessa bocca che dopo l'espiazione delle colpe nei confronti di un padre-sostituto, sarà costretta a tacere.E' un romanzo più raccontato che dialogato, ma quei pochi dialoghi valgono da soli la spesa. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea Ranelletti (12-05-2009) Un gran libro, espone ma non impone la figura di un personaggio sgradevole e delle sue psicosi, senza cadere mai nella banalità o nel "fine a sè stesso". Una riflessione sul ruolo dello scrittore della società e sul suo rapporto con la propria personalità, tanto divertente quanto drammatica, mai autocompiaciuta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Davide Ruffini (05-06-2008) E' il primo libro di Roth che leggo. Ero scettico a proposito. Ora sono completamente persuaso della ragione del mio scetticismo iniziale!non ho trovato nel libro nulla di interessante, né di forte. l'idea di base (che è quella dello scrittore afflitto da un dolore fisico ''inspiegabile'')era molto carina. così come risulta carina la possibile causa. ma tutto il resto a mio avviso è noioso, sono solo chiacchiere intellettualoidi intorno ad argomenti scontati.
non ci ho trovato inoltre quell'umorismo, quel forte senso del grottesco, della comicità che in realtà molti avevano osannato e sottolineato.
sarà pure un maestro ma io non me ne sono accorto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Daniele misidan@libero.it (25-04-2008) Senza dubbio Philip Roth è il più grande scrittore vivente. Quando il suo talento si associa ad affreschi grandiosi come quelli descritti in "Pastorale americana" e ne "La macchia umana", la sua lettura è un'esperienza che consiglio a tutti di fare. Quando vira verso il grottesco e l'ironico, come nella trilogia di Zuckerman, di cui questo libro rappresenta l'ultimo atto, si fa spesso fatica a leggere cinque, sei pagine senza fare una pausa. Consigliato ai Roth-dipendenti Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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