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Marcoaldi Franco - Il tempo ormai breve | Al centro della nuova raccolta di Franco Marcoaldi non ci sono piú gli animali e il loro modo istintivo di capire l'universo. C'è il tempo, in tutte le sue sfaccettature: quello da vivere, sempre piú corto man mano che gli anni passano; quello delle discussioni dei filosofi, a partire da Agostino; quello frenetico dei commerci quotidiani, che non consente né pause di riflessione né quei vuoti, quelle assenze che permettono di cogliere il respiro pieno di ciò che sta intorno a noi e di cui facciamo parte.
Media Voto: 4.5 / 5Anna (25-05-2011) Il punto di forza di questa bella raccolta sta nella semplicità che spesso coincide con la genialità. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
La Recherche redazione@larecherche.it (04-09-2008) Franco Marcoaldi tratta il tema del tempo. Impresa alquanto ardua riuscire a farlo senza banalizzare i contenuti dei testi. Indubbiamente il tempo ha molte sfaccettature e angolazioni dalle quali può essere trattato: v’è un tempo psicologico, uno fisico, uno spirituale, uno biologico, eccetera. Tali punti di vista sul tempo hanno tra loro delle sfasature, non sempre coincidono, e danno modo al tempo di manifestarsi in una varietà multiforme di possibilità e percezioni: Marcoaldi è riuscito a delineare proprio la natura variabile e variegata del tempo e a porsi come osservatore e interprete delle istanze esistenziali di gran parte dell’umanità.
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Nel libro v’è una mestizia di fondo che nasce dalla coscienza di un tempo insondabile nella sua ampiezza, da cui il tentativo di cogliere appieno i frutti dell’esistenza, prima che degeneri nel nulla. Il “carpe diem” è d’obbligo in una visione esistenziale che si tira fuori dalla speranza dell’eternità propria della fede cristiana. A differenza di San Paolo, che invita, nella Prima lettera ai Corinzi, a comportarsi come se il mondo futuro ed eterno fosse già presente “Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; […]”, Marcoaldi, posto fuori dalla credenza cristiana della resurrezione, trova invece, nella medesima attenzione al tempo breve della vita, l’anelito ad amare “con struggente attaccamento / il palpitante, momentaneo resto.”
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Ma la speranza di scampare alla morte rimane sempre accesa e, pur discosto dalla fede, trova una possibile soluzione alla morte con le stesse modalità della fede cristiana, l’amore: “Che dici? Se ti abbraccio forte / forte, ho qualche chance in più / di scampare dalla morte?”. Il poeta è come se corresse su un binario parallelo e guardasse i gesti di coloro che stanno nel treno dell’eternità e provasse a tirarne fuori una tutta personale partitura esistenziale per squarciare quel velo sull’eternità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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