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Frugoni Chiara - La voce delle immagini. Pillole iconografiche dal Medioevo |
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Titolo | La voce delle immagini. Pillole iconografiche dal Medioevo |
| Autore | Frugoni Chiara | Prezzo Sconto 15%
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€ 29,75 
(Prezzo di copertina € 35,00 Risparmio € 5,25)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2010, XXII-398 p., ill. |
| Editore | Einaudi
(collana Saggi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Pillole iconografiche si propone di mettere a suo agio il visitatore di una mostra, di un museo. La prima parte del volume è dedicata ai gesti in codice: come attraverso le dita, la posizione delle braccia e delle gambe si possano comunicare situazioni ed emozioni; alle convenzioni iconografiche riguardanti gli edifici e le loro relazioni con i personaggi: come veniva resa la tridimensionalità, la prospettiva, il dentro e il fuori, il dietro e il davanti. Un capitolo è dedicato alla rappresentazione del diverso, a tutti i modi con cui si declinava l'antisemitismo e l'avversione per le persone di colore. Due capitoli sono consacrati a Maria e a Cristo (alla vita di Maria, al suo rapporto con il Figlio Bambino; a Cristo nella sua vita terrena con una particolare attenzione al ciclo della Passione, fino al ritorno nei cicli dove sale anche la Madre, regina della corte celeste); in essi è spiegato anche il significato di frutta, fiori e fauna (dal leone al pettirosso), associati alle loro rappresentazioni. L'ultimo capitolo è dedicato ad alcuni tratti simbolici, come ad esempio alla differenza fra nimbo a raggi e nimbo tondo intorno al capo, al significato del nimbo esagonale, al signum viventis. Completa il volume un indice analitico particolarmente minuzioso e un dizionarietto delle parole tecniche.
| La recensione de L'Indice |

Le "pillole iconografiche" che con amabile ed elegante semplicità Chiara Frugoni ci presenta in questo libro, e che espressamente non intende elevare a trattazione organica o a manuale di iconografia, sono tuttavia ben più che la merce esposta sulla "bancarella" alla quale, al termine di una breve premessa, la studiosa paragona con bonario understatement il proprio libro. In realtà, i capitoli nei quali si articola questo lavoro sono un'eloquente illustrazione delle competenze dell'autrice nell'interpretazione delle immagini e della sua capacità di farle "parlare" con notevoli risultati conoscitivi. Frugoni riprende infatti qui senza parlare di altri lavori di successo su argomenti e soggetti particolari a sfruttare le potenzialità esplicative delle immagini per un discorso generale sul medioevo che erano state già manifestate in un libro del 1999, scritto in collaborazione con Alessandro Barbero (Medioevo. Storia di voci, racconto di immagini, Laterza, 1999; cfr. "L'Indice", 2001, n. 4). L'importanza delle immagini nei processi comunicativi del medioevo è nota (in particolare come mezzo didattico nei confronti dei cosiddetti illitterati, fra i quali per un certo tempo si sono contate anche molte persone di nascita non ignobile) e questo basta a giustificarne un'indagine appunto di tipo iconografico, svincolata naturalmente da giudizi di valore artistico e anzi, per quanto possibile, dalla stessa limitazione alle opere d'arte. I capitoli nei quali si articola il libro toccano situazioni e soggetti della più grande importanza nella cultura e nella civilisation medievali, dai gesti significanti del potere e della sottomissione, del sentimento e della parola ad alcune "convenzioni simboliche" di organizzazione dello spazio e di rappresentazione delle figure divine e dei santi alla raffigurazione di gruppi sociali ai margini della società come gli ebrei. Gli ultimi due capitoli toccano direttamente le figure di Cristo e della Vergine, insieme alla raffigurazione degli angeli e di alcuni animali che nei bestiari erano connessi con la passione di Gesù. Come si vede, la scelta espositiva non è per nulla trattatistica (giusta l'intenzione dichiarata in apertura), ma si dipana da figura a figura, da un'interpretazione a un'altra, senza interruzioni, per analogia o contiguità di rappresentazione o di significato, seguendo una disposizione apparentemente "naturale" dei materiali. Questo non impedisce discussioni molto articolate ed esaustive, come quelle sul linguaggio gestuale dei primi due capitoli, e anche interessanti approfondimenti, come quelli sui personaggi romani ed ebrei che presenziano e agiscono intorno alla crocifissione o sul décor di fiori, frutta e marmi che circonda la Vergine e il Bambino in più di un dipinto. Alla raccolta di immagini, significativamente ricca (214 riproduzioni in un libro di poco più di trecento pagine sono un corredo di tutto rispetto), fa da "cornice" una scrittura distesa e legata, e nello stesso tempo affabile, che consente un'appropriazione senza sforzo dei contenuti concettuali e delle convenzioni comunicative che Frugoni va a mano a mano estraendo dalle figure. È questo un aspetto certamente gradevole del libro, e didattico, che si offre così alla lettura anche di un pubblico non particolarmente informato (per i più esigenti, le note al testo forniscono citazioni e rinvii bibliografici di giustificazione e di approfondimento). Questo d'altra parte è l'intento dell'autrice, dichiarato all'inizio, come soccorso ai visitatori di mostre e di musei, spesso frustrati, dice Frugoni, nella comprensione delle opere da corredi descrittivi ed esplicativi reticenti o respingenti. Walter Meliga |
M@rco (28-01-2012) E' inutile: l'arte sacra e quella medievale in particolare, non puoi veramente apprezzarla senza aver letto i testi canonici e quelli apocrifi, cui gli autori facevano riferimento. Chiara Frugoni ce lo ricorda in punta di penna e ci regala questo meraviglioso libro che non dimenticherò di mettere tra i miei bagagli la prossima volta che passerò da Parma, Firenze, Assisi, Roma... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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