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Crumley James - Il caso sbagliato | Fino a qualche tempo fa, Milton Chester Milodragovitch terzo, Milo per gli amici e anche per i nemici, non se la passava poi male. Tallonare coniugi infedeli gli rendeva quanto bastava a pagarsi da bere al Mahoney's, il suo bar preferito. Poi la legge sul divorzio è cambiata, lasciarsi è diventato facile, e Milo si è ritrovato a ingannare la noia guardando le montagne dalla finestra del suo ufficio. Finché, naturalmente, non bussa alla sua porta una donna. Helen Duffy, goffa e bellissima. Suo fratello è scomparso. Un bravo ragazzo, uno studente modello che non farebbe male a una mosca. Milo non crede ai bravi ragazzi, però comincia a indagare. Per portarsi a letto Helen; senza immaginare che l'indagine sul fratello sarà tutto fuorché routine. Fra drink e anfetamine, criminali dilettanti e professionisti, Milo dovrà scavare nel fango per portare alla luce radici e ragioni dello spaccio di droga, della corruzione sempre più capillare, di una città che pare senza speranza e senza redenzione.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5Massimiliano (16-04-2010) Romanzo notevole. Duro e viscerale, imbevuto di ironia e perdizione, annegato nel whisky, vero protagonista della storia. Reietti, prostitute da vecchia locanda, ubriaconi e un umanità varia fatta di solitudine e degrado esistenziale sullo sfondo della "grande provincia" ai margini dei grandi parchi americani. Protagonista "scazzato" fino alla fine. Da incorniciare. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gianni70 (21-03-2010) Terminato oggi "IL CASO SBAGLIATO" di JAMES CRUMLEY Per chi ama l'Hard Boiled e il poliziesco. Un bel libro del 1975...non conoscevo Crumley prima ma senz'altro quando è uscito il libro deve aver destato scalpore, per il realismo dei personaggi, la rappresentazione del degrado metropolitano, la violenza forse inedita.... La cosa che però mi ha colpito è che Crumley scrive come un autore "serio" ... pur restando nei canoni del genere ...e anche se ci troviamo di fronte al detective privato ubriacone, alla dark lady manipolatrice quanto folle e a tutta una serie di personaggi di contorno... sgualdrine, ubriaconi, gestori di squallidi locali, boss della malavita e sicari...insomma tutta la "fauna" tipica di questi racconti...Crumley procede come il McGrath più analitico e il Lansdale più serrato. Bello il finale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cristiana (06-02-2010) Molto ben scritto e molto ben tradotto; Crumley è uno scrittore, incidentalmente uno scrittore di gialli. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Domenico (18-05-2009) Concordo con la recenzione di Antonio,qui il vero protagonista non sono i vari personaggi del romanzo ma il Whisky praticamente onnipresente in ogni pagina.
Si beve,si beve e si beve ancora fino all'inverosimile e anche oltre.
Il romanzo è un discreto hard boiler/giallo con colpo di scena finale,a volte un tantinello tirato per i capelli ma nel complesso più che meritevole.
Non ai livelli di L'ULTIMO VERO BACIO (il capolavoro di Crumley) ma di gran lunga superiore a gli ultimi,spesso mediocri,romanzi dello scrittore statunitenze.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ANTONIO BOCCHI antonio.bocchi@virgilio.it (16-02-2009) Una coltre invisibile di alcool ci avvolge mentre leggiamo l’ultimo romanzo di Crumley. Si respira alcool, si sente il bruciore del whisky scendere lungo l’esofago, in bocca i rigurgiti acidi del dopo sbronza. Ci si può addirittura ubriacare, come mi succedeva da piccolo quando mio padre faceva il vino e lo lasciava fermentare nei tini. Crumley sguazza nell’alcool, i suoi personaggi rimbalzano come palline da flipper tra un drink e l’altro. La trama è una scusa, le vicende perdono di lucidità come se a raccontarle fosse un ubriaco. Arriviamo in fondo al romanzo e sentiamo un cerchio alla testa, abbiamo sicuramente bevuto troppo. Romanzo materico, trasuda odori, sapori, sguardi annacquati e liquidi. La disperazione ha sempre la possibilità di essere annegata in un bicchiere. Si spara e poi si resta a guardare l’effetto del colpo con lo sguardo perso nel vuoto. I cattivi sono quelli che si ubriacano di meno, che non hanno il coraggio di affogarsi nell’alcool. Straordinario romanzo crepuscolare. Declino delle pulsioni, degli amori, del senso del dovere. Si sguazza come in uno stagno malsano. Con il whisky al posto dell’acqua. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
liberodaimpicci (13-12-2008) dopo l'ultimo vero bacio.
Tutto sembrava difficile.
parlo per crumley.
Come dopo aver segnato sotto la Kop ad anfild road in rovesciata.
Impossibile rivivere quegli attimi.
Ma niente è come si pensa.
Chi se lo ricorda l'ultimo vero bacio se dopo quello, hai vissuto veramente?
Nessuno, di quelli che dico io.
E questo libro come dire, è un pò un albero di natale dentro un uove di pasqua.
Sorpesa!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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