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Holt Anne - Quello che ti meriti | Una dolente, umanissima coppia di detective: l'investigatore Stubo e la criminologa Vik. Lui, che ha appena perso moglie e figlia in uno stupido incidente, sa che l'unico modo per venire a capo del caso dei bambini rapiti è convincere Vik a partecipare alle indagini. Lei non ne ha proprio voglia, ma non può restare indifferente di fronte al crescente orrore, e alla fine accetta. Tempo da perdere proprio non ce n'è, almeno finché c'è una speranza. Il primo di una serie di thriller investigativi caratterizzato da una sottigliezza psicologica degna delle "grandi" del giallo inglese, dal gusto per la precisione e il respiro romanzesco, che alterna i colpi di scena a una comprensione profonda e pietosa della natura umana. In una atmosfera rarefatta dove, senza accorgersene, dalla prima all'ultima scena si trattiene il respiro.
Recensioni 1 - 20 di 27 recensioni presenti. Media Voto: 3.33 / 5annalisa annali.68@libero.it (15-03-2010) Do un voto medio...solo per la scrittura. Per il resto i personaggi sono mal caratterizzati e rimangono pittosto "incompleti e inconcludenti". Il libro non ha mordente e dispiace perchè la trama accenna, senza svilupparli poi in maniera adeguata, una serie di spunti interessanti...mah...alla fine, in modo frettoloso, tutto si conclude senza lasciare traccia. Insomma si legge...ma più per dovere! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Cristina (27-10-2009) Brutto. Insipido direi.
La trama non mi prende affatto, il finale è deludente, ma rispecchia tutto il libro. I personaggi non sono degni di nota.
Poi per carità, non si legge male, non è pesante, ma io ho un'altra idea di triller... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ni (14-09-2009) Bel libro, scoperto per caso, una rivelazione. Da leggere assolutamente Voto: 5 / 5 |  |  |  |
jacopo (01-09-2009) un ottimo giallo, bei personaggi e trama avvincente, grande ritmo narrativo. lo consiglio per una lettura "leggera" ma di classe. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
midnight angel (20-05-2009) bel libro, bella l'idea di uccidere bambini e poi consegnarli ai propri genitori con il bigliettino "Adesso hai quello ke ti meriti"...a volte mi è risultato un pò pesante, ma a volte è stato davvero bello...secondo me se la scrittrice avesse tolto un pò di pagine sarebbe stato xfetto!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo F. (25-02-2009) Sarà anche piuttosto ingenuo e scontato, questo romanzo della Holt, ma personalmente non l’ho trovato affatto male. Più anglosassone (meno paesaggi e meteorologia, meno caffè e tramezzini…) rispetto ad altri giallisti scandinavi (della prima e dell’ultima ora…), l’autrice riesce a mantenere e trasmettere al lettore una certa tensione narrativa per tutto lo svolgersi della vicenda. L’intreccio tra le due diverse storie, per quanto improbabile, è gestito in scioltezza e senza particolari farraginosità e anche il finale non mi è poi parso così deludente. Non un capolavoro, ma tutto sommato piacevole e più che leggibile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
paola (20-01-2009) ottimo libro ottimo giallo
Raffinatissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lhl (08-01-2009) non così entusiasmante e coinvolgente come viene presentato, ma neppure deludente come alcuni hanno commentato. Certo, ci si aspetta di più, da quella che viene indicata come la migliore nel suo genere ma, comunque, risulta gradevole da leggere. Sicuramente è abbastanza scontato, ad un certo punto, e tirato nei suoi collegamenti. I personaggi sono i soliti classici e gli intrecci sono prevedibili. Lo stile è in linea con altri noiristi di maggior fama. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Arcangela Cammalleri arcange@alice.it (07-01-2009) Quello che ti meriti di Anne Holt
Questo romanzo è un giallo tecnico, una prova intellettuale, scritto da una psicologa criminale, già ministro della giustizia e avvocato la cui scrittura riflette la conoscenza della procedure investigative affinate da una sottigliezza introspettiva non comune. La storia non originale, ma non per questo meno inquietante, smuove nel lettore sensazioni sgradevoli e forti; quando entrare nella mente criminale è come leggerne anfratti che dall’inconscio si tramutano in atti raccapriccianti. Stiamo parlando di un assassino di bambini, il più infame dei crimini, il più sporco dei soprusi, che a mente fredda e con un glaciale controllo come i paesaggi nordici che ne fanno da sfondo (siamo in Norvegia) programma la soppressione di innocenti a vendetta di presunte e pregresse ingiustizie subite. Abituati come siamo ad assistere e spesso in TV a scene del crimine, paradossalmente, a volte, la narrazione di esse supera l’orrore; è questa, a mio parere, la forza del registro verbale di Anne Holt, di trasformare il linguaggio scritto in linguaggio visivo. A mio avviso, la scrittrice non ristagna in luoghi risaputi e sfugge allo stereotipo del giallo per antonomasia; il tratto che contraddistingue questa storia è la capacità di entrare nella natura umana, rivelare il buio della condizione di essa quando può essere socialmente ed emotivamente ferita e diventare malsana; ricercare non tanto l’essenza del crimine, quanto l’essenza del criminale. Un deserto dell’anima attraverso il quale si può uscire attraverso il sogno, l’immaginazione, il pragmatismo, la follia e ..l’atto criminoso. C’è un parallelismo tra carnefici e vittime: i primi scartati e distrutti prima e i secondi merce avariata dopo. L’orrore di memoria conradiana è dentro questo libro apparentemente freddo, distante negli accenti, nei toni, nelle parole, spesso sottomesse ai silenzi più grevi di qualsiasi rumore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Michela (18-12-2008) Mamma mia che bruttura...Mi è capitato spesso di leggere gialli mediocri ma brutti come questo-sinceramente parlando-poche volte fortunatamente..I personaggi sono deboli ed incongrui,non hanno un minimo di carisma e non attraggono proprio il lettore;la trama è scontata e parecchio deboluccia che di giallo ha ben poco:ma è normale sapere già chi è l'assassino ad appena metà libro??Chiedo perchè io ho sempre saputo che il colpevole in genere si scopre alla fine..oppure mi sbaglio io?...Ci sono talmente tante altre discordanze poi che ad elencarle tutte non basterebbe un'intera pagina..Alla signora Holt avrebbe giovato leggere più libri di Agatha Christie per impare cosa significa scrivere veramente un VERO giallo..Insomma,ho fatto davvero fatica a finirlo ma tra un sbadiglio e l'altro alla fine ce l'ho fatta...merito un premio mi sa.... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
sentiunpo (24-11-2008) Bel libro scritto molto bene. Un punto in meno per il finale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lomax (31-10-2008) A mio giudizio costituisce il classico esempio di come un'efficace stategia pubblicitaria possa trasformare un libro piuttosto debole in un vero "campione di incassi". I personaggi deboli e la trama prevedibile (ulteriormente impoverita da un finale banale e frettoloso) non sembrano affatto nati dalla mano della "più grande giallista vivente" Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Angela M. (30-09-2008) Senza lode, ne infamia. Scritto bene, ma non ti prende come p.es. (rimanendo in scandinavia) i gialli di Stieg Larsson. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
zeudi (21-09-2008) un buon giallo, scritto bene, scorrevole, che tiene attanagliato il lettore fino all'ultima pagina..un po trascurato il finale però!!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
paolo57 (15-09-2008) E' un bel libro, stile tipicamente nordico, la lettura scorre perfetta con una trama che ti avvolge completamente. Forse l'unico neo è nel finale, lo scontro automobilistico appare francamente pilotato dalla scrittrice.
Fa comunque riflettere che anche nei paesi del nord dove tutto sembra perfetto e a misura d'uomo ci siano così tanti casi di follia e violenza. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luca (13-09-2008) Bel thriller. Due tragiche storie parallele, una passata, una presente, che convergono in un finale una volta tanto non hollywoodiano, anzi degno di Durrenmatt, e quindi particolarmente apprezzabile. Atmosfere ovattate molto nordiche e due protagonisti tipicamente scandinavi, lontani da ogni passione, anche per le difficili storie che hanno alle spalle, ma che mostrano forza e dignità esemplari. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
cri (31-08-2008) Che sia la miglior giallista vivente è un'esagerazione, ma il libro è scritto bene e la tensione sale pagina dopo pagina. Il finale invece mi ha lasciata un po' perplessa. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
standbyme standbyme@ticino.com (25-07-2008) Capita raramente ma quelle poche volte che ti trovi di fronte ad un romanzo che tratta di rapimenti e uccisioni di bambini e non c’è la minima traccia di scene truculenti vuol dire che sei confrontato con un grande scrittore (scrittrice in questo caso). Un romanzo che non fa mancare la suspense, con un’accurata analisi psicologica di tutti i personaggi, con imprevedibili colpi di scena che tengono desta l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima pagina. Esiste la possibilità, dopo aver subito una grave ingiustizia, di riscattare la propria innocenza? Esiste la punizione per chi a commesso crimini orrendi? Ma è proprio vero che le colpe dei padri ricadono sui figli? Il crimine ha una giustificazione? Queste sono le domande a cui cerca di rispondere l’autrice riuscendoci perfettamente secondo me. Un romanzo che trasuda umanità, che ispira tenerezza che ricorda, per certi versi e per un episodio in particolare (che non posso svelare) “La promessa” di Friedrich Durrenmatt. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lalli (18-07-2008) DECISAMENTE L'AUTRICE NON E' COME CITA LA COPERTINA LA "MIGLIORE GIALLISTA VIVENTE" MA QUESTO LIBRO SI PUO' LEGGERE... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Oscura darkreflection@libero.it (17-07-2008) Premesso che i gialli (ma mi sembra una parola grossa da usare per tale autrice) della Vargas non sono "surreali", ma assurdi, più vicini ad un fantasy se proprio si vuole, a me questo libro è piaciuto molto...mai sentito parlare di forme particolari di autismo? Ci sono bambini in grado ad esempio di fare calcoli matematici assolutamente complessi che vivono in un mondo completamente diverso dal nostro (tipo il bambino di "Codice Mercury" con Bruce Willis) I personaggi sono molto ben delineati ed in fondo c'è sempre quella incompiutezza, quella malinconia dolente, quella sorta di incomunicabilità, che appartiene anche ad altri scrittori della penisola scandinava. Ci sono spunti poi molto originali, vedi la morte improbabile della moglie e della figlia del protagonista. Certamente non è un thriller mozzafiato sparatutto, per quello basta leggersi ad esempio Jeffrey Deaver. Voto: 4 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 27
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