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Savage Sam - Firmino. Avventure di un parassita metropolitano |
Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. È il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l'unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo. In un finale di struggente malinconia, Firmino assiste alla distruzione della sua libreria ad opera delle ruspe per l'attuazione del nuovo piano edilizio. In una Boston fredda e inospitale, popolata da vecchi ubriachi e uomini in cerca di facili passatempi, l’unico rifugio per la giovane e indifesa Flo, è lo scantinato di un affollato negozio. Il tepore che proviene da laggiù calma i suoi tremori, e la carta che contiene in abbondanza placa il suo proverbiale appetito... Flo è la madre di Firmino e dei suoi dodici fratelli. L’unico posto sicuro che ha trovato per mettere al mondo la sua nidiata di topini sono gli scaffali di un’enorme libreria abbandonata, che funge da giaciglio per la notte e anche, sempre più spesso, da prima colazione.
Avevamo già visto il mondo attraverso gli occhi di un topo, soprattutto nei fumetti (non solo quelli destinati ai bambini, un esempio per tutti Maus di Art Spiegelman) così come c’eravamo già imbattuti nelle blattelle divoratrici di libri di Daniel Weiss (Gli scarafaggi non hanno re). Ma stavolta ci troviamo di fronte a una storia molto più complessa: un vero e proprio romanzo di formazione che vede il povero Firmino intento nell’impresa di conoscere il mondo. Ma un topo nato e cresciuto tra i grandi maestri della letteratura mondiale ha un solo strumento per interpretare la realtà, cioè la fantasia. Fuori dalla sua tana, alla scoperta del mondo, Firmino può finalmente mettere la letteratura alla prova dei fatti. Le donne di Lawrence, le paure di Anna Frank, il mondo intero di Oliver Twist si sgretolano di fronte a una realtà difficile e crudele, dove le immagini incantevoli legate alla lettura lasciano il posto agli incubi di una vita di stenti. Firmino osserva e sogna, cercando fuori dagli scaffali tutta la fascinazione che lo ha nutrito durante l’infanzia e trovandosi alla fine al cospetto della più grande fantasmagoria del secolo passato: il cinema.
I protagonisti di questo delicatissimo romanzo di Sam Savage, uno stupefacente autore esordiente, non sono i libri, come potrebbe sembrare, e neanche il cinema, come si direbbe inoltrandosi nella lettura, ma è quel lento, magico processo di nutrimento culturale che, attraverso le parole e le immagini, alimenta il nostro spirito. Una ricerca incessante di senso che riguarda tutti i piccoli curiosi roditori del mondo: voraci come topi, insaziabili, spesso invisibili. Nelle oscure cantine delle nostre città un esercito di piccoli pensatori divora le idee del mondo. Tutti quelli che, come il nostro Firmino, ogni giorno affrontano la prova decisiva con loro stessi, con la loro immagine, con il disincanto e la disillusione. Firmino coglie fino in fondo tutte le occasioni che la vita gli offre, senza rendersi conto, alla fine, di essere diventato per noi lettori come uno dei personaggi letterari che hanno popolato la sua vita.
Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.
Recensioni 1 - 20 di 188 recensioni presenti. Media Voto: 2.90 / 5Concetta La Naia (17-11-2009) Firmino, tenero e struggente, incarna la fiducia e il candore nei confronti dell'altro , con cui tenta di relazionarsi: come è felice quando crede di essere amato! Naturalmente sarà tradito ..... Caro, saggio topino, sei un eroe, rappresenti bene l'impotenza dei deboli nei confronti dell'arroganza del potere. Piccolo , grande libro. Voto: 5 / 5 |
Carlo Alberto (18-10-2009) Non sarà un capolavoro o una pietra miliare della letteratura, ma Firmino è un libro accattivante, venato da una leggera malinconia che ti conquista un poco per volta. Non è un libro da leggersi tutto d'un fiato, va gustato pagina per pagina e seguito con attenzione e partecipazione, come se un caro amico ti raccontasse di sé e aspettasse che tu facessi tuoi i suoi ricordi e le sue emozioni.
Certo non è da consigliare a chi ama il romanzo o il racconto per se stesso, o ancora a chi vede nei libri solo un passatempo per riempire qualche ora di attesa. Credo giochi molto sulla sensibilità del lettore, non lo vuole prendere con emozioni forti, ma attende che in lui si risvegli il piacere dei ricordi. Io l'ho trovato molto bello e lo consiglierò sicuramente, ma solo a quelle persone che, nella lettura, sanno tenere per sé il piacere struggente del passato e dei sogni.
Voto: 5 / 5 |
mariella (11-10-2009) inizio curioso e avvincente, poi un pò lento e
con qualche ripetizione, comunque da leggere
senz'altro.
Voto: 3 / 5 |
Luigi pagi701@hotmail.com (08-10-2009) Un libro di cui si sente tanto parlare, l'ho comprato per curiosità...parte bene, interessante l'idea del topino che tenta di comunicare con il mondo...si intristisce con il passare delle pagine, con un finale molto migliorabile...non da regalare! Voto: 2 / 5 |
sabrina (18-09-2009) Ho appena terminato di leggere questo libro... veramente tedioso.
Libro da non regalare assolutamente. Peccato, ci sono rimasta davvero male! Voto: 1 / 5 |
Mariacarol mariacarol.cozzi@hotmail.it (02-09-2009) Per quanto tenero possa essere Firmino e simpatico il romanzo che lo vede protagonista, temo che il clamore suscitato sia immotivato. Nulla da togliere all'autore che con gusto narrativo ci ha raccontato una storia abbastanza originale tuttavia, terminata la lettura, mi sono accorta con dispiacere che questo libro non mi ha lasciato nessuna emozione. Voto: 3 / 5 |
Elisa rorosm@tin.it (30-07-2009) Mmmm... non mi ha convinta molto! Mi ricordo che quando questo libro uscì in libreria fece un signor scalpore: a ragion veduta, mi sembra immotivato.
E' una lettura piacevole, ben scritta ed è sensato il messaggio che intende trasmettere - i libri come cibo; però... non è un romanzo, è una storiella con pretese ( e prezzo) da romanzo fatto e finito! Il topo è a suo modo simpatico, ma scegliendo questo roditore si cade sul sicuro perchè è da sempre la creatura preferita per storielle e cartoni animati; senza contare che un topo che rosicchia i libri non è molto fantasioso.
Lo stile è pretenzioso, arzigogolato, con certe preziosità linguistiche che anzichè arricchire infastidiscono, della serie "Guarda come scrivo bene qui!". E resta, lapidaria, la domanda finale: a lettura terminata, cosa mi è rimasto? Risposta: un fico secco ( e 14 euro in meno). Voto: 2 / 5 |
Martino (12-07-2009) Incuriosito dal successo ottenuto dalla critica, mi sono ritrovato questo libro tra le mani. Un libro a mio parere bruttissimo, in certi momenti lascia quasi pensare a dei problemi dello scrittore, in certi momenti particolarmente indigesto. Nonostante la sua contenuta lunghezza, ho impiegato circa un mese per finirlo, proprio perché ho trovato non poca difficoltà a continuare la lettura, seppur la curiosità era alta, per cercare di individuare le motivazioni del successo dello stesso.. A mio avviso quelle 3/4 orette di lettura questo libro non le vale proprio!!! Voto: 1 / 5 |
martina martina81it@yahoo.it (06-07-2009) Per chi è cresciuto avendo i libri come maestri, amici, consiglieri. Per chi, quando i libri ti danno così tanto, che la realtà non può essere all'altezza dell'immaginazione che ti lasciano. Per chi non comprende per quale motivo i Norman della nostra vota non possono ricambiare i nostri sentimenti. Per chi aveva bisogno di un "Piccolo Principe" colto, istruito e sognante. Voto: 5 / 5 |
alex (29-06-2009) Anche io pensavo che fosse più interessante di quello che in realtà è; è un racconto un po' sconnesso e pubblicizzato positivamente più di quanto meriti. Voto: 2 / 5 |
chira04 (16-06-2009) Ho iniziato questo libro incuriosita dalla storia che poteva essere interessante e stravagante, purtroppo non l'ho trovato per niente coinvolgente. Pur essendo di dimensioni ridotte ho impiegato un sacco di tempo per terminare la lettura.... Sconsigliato! Voto: 1 / 5 |
sofia (15-06-2009) l'idea è davvero originale, e durante la lettura mi sono affezionata parecchio al caro Firmino,
il libro è davvero carino,ma niente di speciale. Voto: 4 / 5 |
Alessandro (10-06-2009) Non male affatto. Sicuramente non un capolavoro ma senz'altro piacevole.
Personalmente ha colto molti aspetti che trovo estremamente interessanti e personali.
A mio avviso senz'altro da leggere. Voto: 4 / 5 |
Oz (01-06-2009) Insomma, che dire, mi aspettavo di più. Una storiella colta, simpatica, veloce. Ma ti lascia veramente poco. Voto: 3 / 5 |
giuseppe86 (31-05-2009) Devo ammettere che, dai commenti letti, il romanzo è stato ampiamente sottovalutato nel suo significato reale (che va al di là della storiella del topo "sfigato").Il finale soprattutto fa riflettere molto: il topino, ormai inerme, torna a cibarsi dell'ultimo boccone di una pagina di un libro...matafora di quanto, nella società attuale, le arti così dette "intellettuali" arrischiscono la mente ma non lo stomaco...una vita dedita alla conoscenza, per poi ritrovarsi confinati in un agolo a patire la fame aspettando l'ora del decesso...solitudine, amarazza, sconforto. Un'unica parola: straordinario! Voto: 5 / 5 |
ChiaraS (04-05-2009) Insomma...dalle prime pagine pensavo ne uscisse un gioiellino, invece si è velocemente appannato, ingarbugliato e pesantemente rallentato. Peccato:trovo sia stata una buona occasione persa per l'autore. Ringrazio solo il mio Amore per avermelo regalato a Natale sapendo il mio legame con la lettura e vedendo un nesso (non antropomorfo, sia chiaro!) con il protagonista. Voto: 2 / 5 |
Michele Lucivero michele.lucivero@istruzione.it (03-05-2009) Brutto, goffo, sudicio, ma saggio è il topolino Firmino. Dal sapore relativamente indistinto della carta scritta e mangiata, Firmino passa a gustare, leggendo, le numerose varietà dei generi letterari che la specie umana riesce a produrre, nonchè ad apprezzarene la buona letteratura, il tutto nel contesto visionario del grande cinema di Ginger Roger e Fred Astaire e della dolcissima musica jazz. E' sintomatica dei nostri tempi la figura del topolino Firmino: saggio e impotente, egli conosce la geografia di tutto il mondo senza mai essersi spostato dalla sua tana (come Immanuel Kant, del resto); egli ha letto di tutto, attingendo alla libreria di Norman, ma è così piccolo e insignificante che non ha nessuna capacità di incidere sulle vicende che contano. Intorno a lui solo delusioni: Norman lo tradisce e altrove, nei palazzi di vetro dei potenti, si decide del futuro di Boston, un futuro di distruzione e di macerie. Come tanti amanti della lettura, Firmino si accontenta dei libri scritti bene, quelli che fanno sognare ed evadere, ma quando ci si sveglia, ci si accorge che il terreno sotto i piedi te l'hanno portato via e ormai è troppo tardi per reagire! Voto: 4 / 5 |
rosarino giovanelontra@hotmail.it (05-04-2009) Malinconico e struggente. Sì, è vero, molte citazioni. Ma vedere solo questo mi sembra proprio inutile, perchè impedisce del tutto di cogliere le emozioni della storia. Il protagonista riempie la solitudine di sempre con la lettura e con tanti sogni ad occhi aperti. Con il cinema. Con ciò che gli permette di sopravvivere al vuoto dell'esistenza e dell'essere diverso. Che tenerezza il suo intenso bisogno e desiderio di comunicare, il suo goffo e vano tentativo di apprendere il linguaggio dei segni, la prigione della sua estraneità al mondo degli animali e degli uomini, troppo per essere l'uno, troppo poco per essere l'altro. Chi non è cresciuto avendo come unici compagni libri e sogni non può essere toccato da questo scritto. Voto: 5 / 5 |
ilaria (02-04-2009) ho beccato firmino per caso in un supermercato curiosando quà e là tra i libri
ebbene si, mi sono innamorata di lui e della sua storia... tenerissimo e sfigatissimo arrivederci zip !!!!!!!!!! Voto: 5 / 5 |
Marco (29-03-2009) Sono colpito dal numero di recensioni che si soffermano sul numero, relativamente piccolo, di pagine di Firmino. Ma il vino buono non stava nelle botti piccole? Voto: 5 / 5 |
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