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Abad Faciolince Héctor - L' oblio che saremo | Medellin, 25 agosto 1987: Héctor Abad Gómez -medico, professore dell'Università e presidente del Comitato per i Diritti Umani - viene barbaramente trucidato per strada dagli squadroni della morte colombiani. È la fine annunciata di un uomo che aveva dedicato la propria vita alla difesa dell'uguaglianza sociale, ai diritti, all'istruzione e alla salute degli esclusi in un Paese stretto nella morsa di narcotrafficanti e di politici reazionari. Vent'anni dopo Héctor Abad, suo figlio - ormai affermato scrittore e giornalista -, decide di provare a raccontarne la vita, e contemporaneamente la propria infanzia e formazione, fino a quel terribile epilogo. Il risultato è un romanzo "bellissimo e commovente, e al tempo stesso la testimonianza di un reale impegno civile per la democrazia e la tolleranza", come ha scritto sulle pagine del "Pais" il filosofo Fernando Savater.
Media Voto: 5 / 5Annarita (06-04-2010) E’ bello il modo in cui l’autore racconta di suo padre, traspare una grande tenerezza, a tratti quasi paterna più che filiale, per un uomo che ha amato la sua famiglia di un amore generoso e profondo e che ha vissuto con grande passione ogni momento della propria vita, nel privato, nella professione e nell’impegno civico.
Pagina dopo pagina scopriamo un padre meraviglioso, convinto che il miglior metodo per educare fosse la felicità, un padre benevolo, pieno di premure, ottimista e capace di grande libertà ed onestà intellettuale e che ha educato i propri figli con amore, esempio e tante parole. Parole e pensieri riportati nel libro e che in più occasioni toccano il cuore.
È un libro commovente sulla vita e sulla morte, scritto con tanto amore e gratitudine da un figlio che dopo aver perso il padre, assassinato, deve aspettare venti anni per elaborare il lutto, per poterne parlare e provare a raccontarne la vita, anche attraverso la propria infanzia, e testimoniarne il sentito impegno civile per la democrazia e l’uguaglianza sociale in un Paese costretto da politici reazionari, narcotrafficanti e un cattolicesimo oscuro e bigotto.
Héctor Abad dedica il libro ad A. Aguirre e C. Gaviria, sopravvissuti. A ribadire l’ammirazione per la vita che il padre aveva scelto di dedicare a difendere i diritti, l’istruzione e la salute degli esclusi del suo Paese.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
anna (05-11-2009) In questo libro il figlio di Hector Abad Gomez traccia un ritratto del padre, un uomo coraggioso e ottimista, e della loro splendida famiglia.
Una famiglia che sarà per sempre dalla tragedia di una morte annunciata. Un bellissimo libro commovente e poetico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano Pedruzzi stefano.pedruzzi@gmail.com (29-10-2009) In questo libro c'è (quasi) tutto: l'amore filiale e coniugale, la gioia, il dolore profondo, la passione per la vita, il senso dell'umorismo, la filosofia, la politica... Una grande scoperta, meraviglioso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
carmen aconito (03-10-2009) Ho comprato questo libro affascinata dal titolo .(poi si scoprirà che è stato tratto da Borges). Colombia. L'assassinio di un padre visto e sofferto da un figlio, che dovrà attendere vent'anni per poter scrivere di questo crimine. E' un libro che ti commuove, rovista nei nostri sentimenti con una tale intensità, ma, malgrado la tragicità dell'evento, riesce ad essere leggero, come un invito alla speranza per il futuro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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