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Salinger Jerome D. - Il giovane Holden |
Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a "exemplum vitae", e ciò ne ha decretato l'immenso successo che dura tuttora. È fuor di dubbio, infatti, che Salinger abbia sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l'immaginario collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore imprescindibile per la comprensione del nostro tempo. Holden come lo conosciamo noi non potrebbe scrollarsi di dosso i suoi "e tutto quanto", "e compagnia bella", "e quel che segue" per tradurre sempre e soltanto l'espressione "and all". Né chi lo ha letto potrebbe pensarlo denudato del suo slang fatto di "una cosa da lasciarti secco" o "la vecchia Phoebe". Uno dei libri del Novecento che tanto ha ancora da dire negli anni Duemila.
Recensioni 1 - 20 di 29 recensioni presenti. Media Voto: 3.65 / 5Luciano Stolfi luciano.stolfi@basilicatanet.it (01-02-2010) Ho letto questo libro quando avevo vent'anni. Non vi dico quanti ne ho ora. Capii subito che era un libro importante. Ma se dovrei spiegarvene, ora, i motivi non ne sarei capace. Ho letto anche tutto quello che Salinger ha pubblicato in Italia. Quello che mi rimane è un senso di libertà, di liberazione, di pace: Salinger sapeva capire i cuori e metterli per iscritto. Salinger sapeva leggere nell'animo umano e sapeva scrivere. Dopo la sua morte resta un capolavoro e l'idea che, se si vuole scrivere qualcosa d'importante, non bisogna seguire la moda ma il proprio cuore: prima o poi, in questo modo, il successo arriverà. Voto: 5 / 5 |
Ilaria (01-02-2010) Il gran merito di Saliger? Essere riuscito in un'impresa ardua, quella di scrivere un libro nello stile di un diciassettenne eccetera eccetera. Io, quasi quarantenne, dopo oltre quarant'anni dalla pubblicazione del libro, ho trovato una freschezza, una fluidità che raramente ho trovato in libri "presumibilmente" scitti da adolescenti. E' meraviglioso e melanconico al tempo stesso. Leggetelo! Voto: 5 / 5 |
Denebola francesca.giorgini1@alice.it (01-02-2010) Forse la traduzione avrebbe bisogno di un'aggiustatina,perchè certi termini che oggi sono proprio desueti o usati in un altro modo rovinano un po' la freschezza dello stile.Invece i contenuti sono attualissimi;credo davvero sia una lettura"da fare"e che il confronto con Holden abbia qualcosa da dire a tutti(vi parla una secchiona che non è mai stata bocciata e si è sempre tenuta alla larga dai guai).Lui è un bellissimo personaggio:non è sempre simpatico e non ha sempre ragione;ma ha un gran fiuto per l'ipocrisia e le ingiustizie e nasconde molta poesia sotto la scorza ruvida;un Piccolo Principe,solo cresciuto e un po' più smalizianto.Non mi ritrovo in coloro che dicono sia un libro che cambia la vita(ma chi può dirlo?dipende dal letttore,non dal libro in sé);ma non capisco nemmeno quelli che non l'hanno capito e non ci si sono ritrovati"per niente":Holden,in bilico tra ingenuità e maturità,desiderio di purezza e di trasgressione, voglia di imparare ma rifiuto di sottostare alle regole sociali, vittimismo e paranoia da un lato e sogno ed esaltazione dall'altro,è la quint'essenza della sua età;chi non condivide nulla di tutto ciò,mi dispiace,ma non è mai stato adolescente. Voto: 4 / 5 |
amalia (30-01-2010) Ho scelto di leggere questo libro in un momento sfigato. La settimana in cui il suo autore è morto. Consigliato, a me è piaciuto molto. Voto: 5 / 5 |
Nicola Intrevado intrevado@hotmail.it (28-01-2010) Quando un testo diventa mito sfugge ad ogni regola.E pochi romanzi sono entrati nell' immaginario collettivo come questo libro. Cosi' facendo, sfugge ad ogni forma critica corrente, ad ogni giudizio di parte, ad ogni considerazione personale e a parlarne male, ci si qualifica subito come incolti, nel migliore dei casi : incompetenti o snob. C'e' stato persino qualcuno, Waler Veltroni, che ha cercato di dividere il mondo in due parti : coloro che lo avevano letto da coloro che non lo avevano ancora fatto. Inutile agiungere che i primi avevano miglior prognosi dei secondi. Ma, Salinger riesce a segnare un punto netto a proprio favore : imprevisto e imprevedibile a suo tempo. Scrive il romanzo, lo pubblica e opla'... sparisce da New York. Nessuno sa dove vive. Tutti lo cercano abbandonando quelle del Santo Graal. Un' intervista all' autore dissolto nel nulla dal 1952 vale piu' di un ritratto di Nixon che intasca una tangente a Time Square a mezzogiorno. Nessuno e' mai riuscito ad avvicinarlo, di tanto in tanto un legale emana un dispaccio con il quale diffida la solita e ricorrente biografia non autorizzata. Al suo confronto i vari Mina, Battisti e Michelangeli, che ne hanno imitato lo stile, sono mezzibusti da talk show. Salinge e' meno visibie di Dio e tutto questo oblio lo veste di grande mistero. Mistero che fa vendere e lievitare il gia' conslidato mito del romanzo. Ecco, se si potesse produtte un giudizio senza tener conto di tutto questo, si potrebbe tranquillamente dire che e' un buon libro. Molto divertente.Ma non un capolvoro, non un libro da celebrare con l' enfasi e il clamore che una congiura mondiale gli ha dedicato. Non un libro da segnare un confine di grande novita' nella scrittura degli anni '50. Infine , non un libro da portare con se' su di un isola deserta, anche perche', molto probabilmente, su quell' isola si corerrebbe il rischio di disturbre il Signor Salinger che vi soggiorna per sfuggire alla vostra pulsione di volerlo interistare a tutti i costi. Facendo cosi', calare le sue vendite. Voto: 3 / 5 |
antorizz (14-01-2010) In assoluto il libro più sopravvalutato della storia della letteratura... traborda di snobbismo americano dalla prima all'ultima pagina, non c'è luce, non c'è poesia solo il sapore di plastica rancida che ti ritrovi in bocca dopo aver vomitato e letto questo libro... Questo signore ha fatto bene a rifugiarsi come un eremita almeno per rispetto di quei poeti e geni che hanno fatto la storia della letteratura americana, Miller, Keruac, Burroghs,Fante.....mica questo cialtrone. Voto: 1 / 5 |
Sebastiano (22-12-2009) Se volete sapere quanto sono sporche le unghie di Tizio oppure quanto fischia bene Caio oppure, ancora, quanto è carina la mamma di Sempronio, allora questo è il libro che fa per voi!
Avevo udito - e letto - cose magnifiche su questo romanzo americano ma devo riconoscere che è stata una delusione totale. Il "caro" Holden è uno di quei personaggi irritanti - direi quasi l'emblema - che nella vita reale non vorreste mai incontrare ma che purtroppo abbondano in letteratura.
Soltanto le ultime trenta pagine si salvano e questo mi porta a pensare che se fosse stato un racconto breve (limitato appunto alle ultime trenta pagine) sarebbe stato meglio per tutti!Basti pensare che il personaggio di maggior spessore è una bambina (la sorella del protagonista) di circa dieci anni!
P.S. Un complimento sincero agli editori che hanno pensato bene di lasciare una copertina totalmene bianca: non avrebbero potuto rendere meglio il senso ultimo di quest'opera insignificante. Deprimente! Voto: 1 / 5 |
Maurizio (16-12-2009) Libro forse povero in linguaggio e datato , ma per chi , come me, lo ha letto in età giovanile ,in una Italia cupa e retriva ( anni '60 )era la giusta,rivoluzionaria fuga da valori datati e stupidi ideologismi in crescita. Il ritratto di un vuoto adolescenziale che pochi sono riusciti a rendere così bene.Capisco appaia completamente diverso col senno di poi ed in epoca attuale.Ritengo vada letto in maniera "storica" ma per me la sua lettura ha avuto un significato importante. Voto: 4 / 5 |
Robi (09-12-2009) L'ho comprato perchè mi avevano consigliato vivamente di leggerlo. Mi aspettavo molto di più, aspettavo la fine per capire se fosse cambiato qualcosa, ma niente. Questo malessere del ragazzo e questo star male sia con se stesso che con gli altri non mi è piaciuto. Abbastanze deludente. Voto: 2 / 5 |
Claudio (23-11-2009) Harold Bloom pur apprezzando il romanzo scrisse o disse, non ricordo, che nel giro di 20 anni, un cambio generazionale, Il Giovane Holden avrebbe perso il suo fascino e, inesorabilmente, sarebbe diventato "innocuo". Pare che Bloom sostenesse una linea di giudizio assai accettata nel suo ambiente e destinata a raccogliere molti proseliti negli anni avvenire, fintantochè, oggi, sono in molti a considerare Holden un romanzo datato. Motivo della sua forza, alla sua uscita, fu il linguaggio sprezzante e spudorato con il quale Holden racconta il suo mondo. Il gergo de Il Giovane Holden, fatto di termini propri del parlare dei giovani, dovette risultare all'america puritana e conformista di quel tempo eccessivamente spinto e poco incline alla nobile arte letteraria. In questo senso il romanzo può risultare datato, parole come "vattelapesca" o "sc***re", oggi, sono lontane dall'urtare la sensibilità di qualche lettore. Inoltre, il libro propone una tematica la quale sarà ripresa da gran parte della letteratura americana post-Holden, di conseguenza il "rifiuto" di Holden di accettare d'invecchiare all'interno di una società fondata sul profitto e il successo può risultare la solita minestrina riscaldata. Purtroppo per Salinger ai lettori (e detrattori) di oggi poco importa se il suo eroe viene prima di Sal Paradise, di Jack Kerouac e di tutta la Beat Generation. Che abbia perso, nel tempo, un po' della sua carica sovversiva e un po' della sua originalità non c'è dubbio, ma resta un capolavoro. Personalmente è piaciuto. Conservare la parte infantile di se stessi come alternativa alle regole impostateci dalla società la trovo una tematica che, nella sua semplicità, sa essere ancora oggi affascinante. Voto: 4 / 5 |
steppewolf steppewolf84@yahoo.it (29-09-2009) Libro senz'altro piacevole ma al quale è improbabile attribuire lo status di capolavoro.
A 16/17 anni potrebbe anche sembrare entusiasmante, e in effetti un certo grado di empatia verso il protagonista sarebbe più che lecita, ma a 25 decisamente no.
Consigliato ad un publico adolescente. Voto: 3 / 5 |
Nenad (20-09-2009) Sono arrivato all'ultima pagina del libro solo perchè non mi piace lasciarli inconclusi.
Il libro è scritto con un linguaggio scialbo,ripetitivo, lontano persino da quello protagonista, un ragazzo di 17 anni.
Sembra come se l'autore fosse stato obbligato a scriverlo e che avesse fretta di finirlo. Non si è nemmeno preoccupato di approfondire il pensiero di un adolescente, anzi ha dato l'impressione che ci trovassimo d'innanzi ad un ragazzo superficiale, incosciente ed energicamente immaturo.
Salinger avrebbe potuto almeno curare la conclusione del libro, evitando di far traspirare un senso di noia.
Ne sconsiglio la lettura.
Voto: 1 / 5 |
Giuseppe (06-09-2009) Ottimo libro. Voto: 5 / 5 |
Pablo festa.paolo@katamail.com (26-06-2009) Libro perfetto ed entusiasmante, scritto con un linguaggio molto scorrevole. Si lascia leggere tutto d'un fiato. La storia tutt'altro che banale cela una morale profonda e sempre attuale.
Sicuramente uno dei libri più belli che abbia mai letto.
Voto: 5 / 5 |
Nada (24-06-2009) Ho letto Il giovane Holden a distanza di un anno dalla lettura del Barone rampante di Calvino. Due spaccati sull'adolescenza inquieta, due romanzi introspettivi sul dissidio interiore, l'insoddisfazione, la consapevolezza di essere disadattati, incompresi sia dai coetanei che dai grandi, da parte di due giovinetti troppo adulti e avanti per la loro età. Holden Caulfield e Cosimo di Rondò: uno mandato in un College esclusivo della New York bene e l'altro fuggito dalla tenuta di famiglia per andarsene a vivere sugli alberi. Trovo che siano due romanzi esemplari, profondi, struggenti e altamente istruttivi, romanzi di formazione, appunto, che tutti gli adolescenti di oggi, così diversi e lontani anni luce da questi due ragazzi, dovrebbero leggere. Voto: 4 / 5 |
AL3 (14-06-2009) Da quando ho cominciato a chiedere pareri su questo libro ho sentito: 1- è bellissimo 2-è orrendo. Non ci sono vie di mezzo. Un libro senza una storia. L'autore utilizza uno stile normale, senza niente di particolare, come se lo avesse scritto Holden stesso. Il protagonista, Holden, è un ragazzo che schifa tutto e tutti indifferentemente; sembrava di essere sempre allo stesso punto della storia sia leggendo l'inizio che il punto mediano. Non sono riuscita nemmeno a finirlo, le pagine non andavano avanti. Delusione più totale. Voto: 1 / 5 |
Sargon (21-05-2009) Immeritata fama ad un libro che, a parte l'insolito periodare, è scialbo ed inconsistente oltre ogni dire: la letteratura anglosassone moderna e contemporanea offre ben altri esempi.
La povertà del vocabolario usato, magari specchio fedele della gioventù odierna, non so fino a che punto rispecchi il vocabolario del giovane newyorkese bene degli anni in cui è ambientato il libro.
A mio avviso leggerlo è tempo perso. Voto: 1 / 5 |
K. (20-04-2009) Una lettura a mio avviso piuttosto scialba e insapore. Davvero non capisco come si possa considerare questo libro una delle pietre miliari della letteratura moderna. La storia proposta è quasi insignificante, la lettura (seppur scorrevole) è ripetitiva e a lungo andare noiosa, i termini utilizzati dall'autore sono sempre i soliti quattro.
C'è sicuramente di peggio in giro, ma anche di molto meglio. Voto: 2 / 5 |
Giada (19-04-2009) Ho letto "Il giovane Holden" per la prima volta quando ero alle medie(ora ho 28 anni), su consiglio della mia professoressa di italiano; ne sono rimasta folgorata, è il mio libro preferito in assoluto, lo leggo almeno una volta l'anno, ne ho una copia tutta sottolineata e ho anche la versione in lingua, meraviglioso...Holden per me è un amico, una persona reale, quando sono triste per tirarmi su leggo delle pagine, mi fanno morire dal ridere i suoi commenti e le sue descrizioni della gente, e sono struggenti e sincere le sue parole quando racconta della sorellina Phoebe e del fratello Allie morto anni prima...Amo questo libro, lo consiglio a tutti...E via discorrendo! Voto: 5 / 5 |
VALE (12-04-2009) Allora, è un libro molto particolare e suggestivo, devo dire che mi aspettavo qualcosa di più, ma lo ritengo cmq un libro da leggere per la sua particolarità, questo ragazzo così giovane che prova le emozioni e i sentimenti di un adulto.La sua mente èa vanti rispetto alla sua generazione, condisera gli altri ragazzi stupidi e idioti.Lui invece ha vissuto momenti e situazioni per nulla postive, che forse l'hanno costretto ad essere più grande di quello che è.Per questo mi sento di dargli 3 su 5, perchè è questo che mi ha colpito.Per cui alla fine posso dire che si, mi è piaciuto. Voto: 3 / 5 |
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